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Questo Natale non puoi consegnare personalmente il tuo regalo? Non ti preoccupare, scrivi a [email protected] e ci penseranno loro 

 

Avevamo già portato alla vostra attenzione l’Associazione Italiana Estrofia Vescicale Epispadia Odv la scorsa primavera, raccontandovi la sua campagna di Pasqua a sostegno del progetto “Emozioni e arte: tra gioco e crescita” per regalare a ciascun bambino affetto da estrofia vescicale un’ora gratuita di arteterapia, a fronte dell’acquisto di due morbide focacce pasquali.

 

In previsione del Natale 2020, l’Associazione di Lucca sta promuovendo una nuova campagna di raccolta donazioni allo scopo di inserire nei percorsi dedicati ai bambini con estrofia vescicale e alle loro famiglie la teatroterapia. Assieme all’arteterapia, la teatroterapia è un’attività efficace per riuscire ad accettare e a convivere con questa rara malattia, poiché consente a chi ne soffre di far emergere i propri vissuti senza tuttavia esporsi in primo piano.

 

L’oggetto della campagna di questo Natale sarà il Torrone, simbolo della città di Cremona. La Dolciaria Sorelle Rivoltini ha realizzato delle bellissime confezioni di 4 pezzi di torrone da 50gr ciascuno, nei gusti bianco morbido, bianco duro, pistacchio e caffè.

 

È possibile acquistare ogni confezione con una donazione minima di 10€, a cui saranno da aggiungere le spese di spedizione che variano a secondo del peso (circa 5/7 €).

 

Cos’è l’estrofia vescicale-epispadia  

L’estrofia vescicale-epispadia è stata riconosciuta dal 2017 come malattia rara (grazie al costante impegno dell’Associazione Italiana Estrofia Vescicale Epispadia Odv). La patologia colpisce 1 persona su 30.000 nati vivi, e in Italia ci sono circa 15 nuovi casi all’anno. Più frequente negli uomini che nelle donne, si tratta sostanzialmente dell’assenza della parete anteriore dell’addome e di uno sviluppo incompleto della vescica e dell’uretra che può coinvolgere meno anche l’apparato genitale esterno.

Le cause sono ancora sconosciute e molto spesso la patologia viene riscontrata ancor prima della nascita.

Il bambino fin dalla tenera età è pertanto destinato a una serie di interventi chirurgici di ricostruzione volti a ottenere la continenza urinaria, evitare danni renali, limitare le infezioni e cercare di ridare un espetto ai genitali, nonostante i quali la maggior parte delle vesciche estrofiche non riesce comunque a raggiungere la sua normale e completa funzionalità.

 

Conosciamo l’Associazione Italiana Estrofia Vescicale Epispadia Odv

Nata a Lucca nel giugno 2006 per favorire la qualità della vita dei pazienti affetti da estrofia vescicale-epispadia e delle loro famiglie, l’Associazione ambisce a dare un sostegno umano a tutti coloro che appunto direttamente o indirettamente convivono con questa patologia.

Nel DNA dell’Associazione c’è la condivisione, il confronto di esperienze, l’aiuto reciproco e l’impiego delle risorse per portare informazione e conoscenza a livello nazionale riguardo questa patologia.

La mission è far conoscere la patologia e di dare speranza e forza a tutti coloro che convivono con questa malattia, per la cui ricerca genetica stanzia circa 5.000€ ogni anno.

 

Per sostenere l’associazione

Donazioni con bollettino postale a Poste Italiane n. 76000702
Con bonifico: IBAN IT93 Y076 0113 7000 0007 6000 702, intestato a: Associazione Italiana Estrofia Vescicale Onlus Via Delle Ville N. 315 55012 San Colombano – Capannori – Lucca – Italia. Causale: Donazione Liberale

• 5 x 1000: basterà indicare nella dichiarazione dei redditi la categoria ODV (Organizzazioni di volontariato) e codice fiscale 92038320468.

 

Contatti

[email protected]

351.6505529 / 058.31531661

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Al Palaverde di Villorba la 63esima assemblea dell’Avis Provinciale di Treviso

 

Aumentano le donazioni di sangue e i giovani che si avvicinano attivamente alla solidarietà. L’attività dell’Avis Provinciale di Treviso centra l’obiettivo 2019 con un incremento delle donazioni pari all’1,07% e investe sulla promozione del dono tra le nuove generazioni e sulla ricerca scientifica quali asset strategici di un volontariato capace di tenere il passo per rispondere alle sfide del presente.

 

«Oggi più che mai dobbiamo essere capaci di dare continuità alla donazione per garantire l’autosufficienza nella cura dei pazienti che devono essere trasfusi. Grazie all’impegno dei nostri 33.873 soci stiamo dimostrando di saper andare al di là dell’emergenza Covid con gesti concreti e mirati al sostegno dell’attività ospedaliera. In questi mesi che hanno messo in discussione le nostre certezze, la risposta dei tanti donatori è ed è stata encomiabile, garantendo l’autosufficienza del DIMT (Dipartimento interaziendale di medicina trasfusionale) e l’impegno datoci dal CRAT (Coordinamento regionale per le attività trasfusionali) verso le altre province». Così Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso ha salutato gli oltre 400 soci, in rappresentanza della 89 Avis Comunali della provincia, che hanno preso parte questo pomeriggio alla 63esima assemblea dell’Avis Provinciale di Treviso, ospitata al Palaverde di Lancenigo di Villorba, grazie all’impegno delle Avis comunali di Villorba e Povegliano. L’evento, inizialmente programmato a marzo e rinviato a causa dell’emergenza Covid, ha avuto luogo oggi, nel rispetto della normativa vigente.

 

Il 2019 ha registrato in provincia di Treviso una raccolta complessiva di 48.592 sacche di sangue con un incremento dell’1,07 % rispetto all’anno precedente (pari a + 514 sacche, rispetto alle 48.078 del 2018). Nel dettaglio: 38.981 unità di sangue intero, 7.656 di plasmaferesi (dato con un incremento rispetto all’anno precedente del 1,93%), e 955 di piastrine.

 

Positivo anche il dato relativo alla raccolta associativa che è stata di 13.593 unità con un incremento rispetto al 2018 dell’1,96%. «In un contesto sempre più sfidante sotto il profilo del fabbisogno di sangue per garantire le strutture sanitarie del territorio, il ricambio generazionale costituisce un apporto fondamentale per la prosperità di Avis.» sottolinea la presidente Pradal «Rinnoviamo pertanto il nostro appello alle giovani leve, dai 18 anni in su, invitandole a farsi avanti e a partecipare alla rete solidale avisina, con un segnale di maturità e umanità verso il prossimo».

 

Donatori. Trend positivo

Lo sforzo di tutta l’Avis trevigiana a tenere alta l’adesione al dono è stato premiato: al 31 dicembre 2019 i donatori attivi sono 31.082 con una netta diminuzione dei soci inattivi (4.988 non hanno effettuato alcuna donazione, vale a dire 580 in meno rispetto al 2018). La media delle donazioni pro-capite si attesta tra 1 e 3: 11.762 avisini (di cui 6.666 maschi e 5.096 femmine) si sono sottoposti a un prelievo, hanno invece effettuato 2 donazioni 8.729 avisini (5.887 maschi e 2.842 femmine) mentre si attestano su 3 donazioni 3.986 avisini (3.426 maschi e 560 femmine) mentre 1.174 soci hanno garantito 4 donazioni annuali (991 maschi e 183 femmine).

 

Accolto con grande favore il dato relativo ai nuovi iscritti all’Avis nel corso del 2019: sono stati 2.369. Con l’ingresso di 974 giovani tra i 18 e i 25 anni, 548 tra i 26 e i 35 anni, 444 tra i 36 e i 45 anni, 328 tra i 46 e i 55 anni e 75 di età compresa tra i 56 e i 65 anni. «La legittima soddisfazione per i risultati positivi della raccolta non deve essere occasione per cedere alla tentazione di qualche inerzia, anzi, deve rappresentare uno stimolo ad avvicinarsi ai giovani attraverso iniziative mirate, quali il servizio civile e il concorso dei Volti del dono che ogni anno elegge gli ambasciatori della donazione, chiamati ad essere testimonial di Avis tra i coetanei» ricorda Pradal. Il lavoro per potenziare la consapevolezza del dono ha visto l’Avis impegnata, ancora una volta, all’interno di 31 scuole della Marca, raggiungendo 148 classi per un totale di 7.753 studenti che hanno potuto approfondire l’operato di Avis attraverso la testimonianza dei suoi volontari.

 

 

L’Avis non si ferma neppure sul fronte della ricerca: lo scorso giugno è stato presentato il progetto di ricerca che ha riunito Università di Padova, ULSS2 Marca Trevigiana, Fondazione Tes e Avis Provinciale Treviso, nell’acquisto del macchinario Raphsody assegnato all’ospedale di Treviso. L’Avis provinciale ha sostenuto l’acquisto dei reagenti che consentiranno a questa moderna tecnologia di indagare il rapporto tra Covid-19 e sistema immunitario dei pazienti.

 

«Costruire una comunità fatta di cittadini attenti al dono, significa investire in salute, educazione e rispetto nei confronti del prossimo, valori preziosi e imprescindibili» prosegue Pradal «per riuscirci auspichiamo che ci siano sempre vicinanza e attenzione da parte dell’apparato politico, chiamato a rispondere alle istanze dei cittadini e quindi anche a impegnarsi per mantenere l’efficienza dei centri trasfusionali, garantendo servizi e orari adeguati per andare incontro alle richieste dei donatori. Siamo volontari per scelta, ma la considerazione di chi ci amministra è per noi indispensabile».

L’Amministrazione Comunale ha istituito l’avvio della raccolta di donazioni per integrare il Fondo di Solidarietà per l’emergenza epidemiologica del COVID-19. L’obiettivo è potenziare con delle donazioni liberali il fondo preposto al sostegno alle famiglie maggiormente colpite dalla difficoltà economica causata dal Coronavirus.

 

“I Moglianesi sono sempre stati Campioni di Solidarietà ed è proprio per questo motivo che abbiamo deciso di condividere l’Iban del Comune per raccogliere gli aiuti economici da destinare alle famiglie in difficoltà; c’è da sottolineare anche che dopo le nuove disposizioni del D.L del 17 marzo, alle donazioni finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza COVID-19 spetta una detrazione d’imposta lorda pari al 30%. Rivolgo un appello anche a tutti i proprietari di immobili commerciali in affitto perché possano venire incontro il più possibile ai loro affittuari che in questo periodo versano in forte difficoltà”. Queste le parole del vicesindaco con delega al Commercio Giorgio Copparoni.

 

Continua il sindaco: “Voglio ringraziare Rotary, Caritas, Lions, parrocchie, Protezione Civile, Coordinamento Volontariato Treviso Sud, Guardie per l’Ambiente, Alpini, Pro Loco, i nostri preziosi dipendenti comunali e tutti i volontari per lo sforzo immenso che stanno sostenendo in questi difficili giorni; c’è un tempo per abbracciarsi e un tempo per astenersi dagli abbracci, noi ora chiediamo un aiuto per i nostri concittadini.”

 

L’IBAN per le donazioni è: IT15U0306912117100000046099.

Il codice BIC o IBSP per versamenti dall’estero: BCITITMM

Causale: Comune di Mogliano Veneto – emergenza Covid-19

 

 

Un videoproiettore alla scuola Vespucci e un contributo di 200 euro al Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (C.P.I.A.) ”Manzi” di Treviso per la realizzazione di un laboratorio di falegnameria realizzato all’interno del progetto “Don Milani”. Sono questi i due obiettivi centrati dall’Associazione La Gabbianella con la sua tredicesima donazione di materiale didattico ad una scuola del territorio comunale.

Questo alla presenza dell’assessore alle politiche educative Daniele Ceschin e di Monica Bianco dell’associazione la Gabbianella; in tale occasione vi è stata la consegna ai rispettivi destinatari delle donazioni, nel corso di un’allegra cerimonia.

La Gabbianella raccoglie i fondi necessari per le donazioni vendendo oggetti realizzati manualmente dai soci.

Il corso di falegnameria organizzato dal CPIA, col sostegno dell’Amministrazione comunale, si è svolto presso la scuola “Hack” con lo scopo di ridurre la dispersione scolastica; risposta ad un lavoro di rete creatosi a seguito del progetto Don Milani che ha evidenziato una serie di emergenze educative ed ha messo in rete soggetti e risorse diverse.

Sfiora già il milione di euro la cifra depositata nel conto corrente attivato dalla Regione per raccogliere fondi da destinare all’aiuto alle popolazioni venete colpite dalla drammatica ondata di maltempo di fine ottobre, e alla ricostruzione dei tanti territori più gravemente danneggiati.

 

“Oggi – ha affermato ieri il Presidente Luca Zaia – abbiamo fatto il primo punto dell’andamento dei versamenti  e devo dire che tanta generosità da parte delle persone e delle aziende che hanno sottoscritto è commovente. A tutto lunedì scorso – ha poi aggiunto il Governatore – erano stati raccolti esattamente 955.485,51 euro, attraverso 8.418 versamenti. In così pochi giorni, stante che la raccolta è iniziata il 5 novembre, si tratta di un altro gran bel record dei Veneti, che ringrazio tutti, uno per uno”.

 

“Sono certo che non è finita qui – ha riferito Zaia – e che molti altri aggiungeranno il loro mattone, piccolo o grande, nei prossimi giorni. A chi ha già versato e a chi lo farà garantisco che ogni euro sarà utilizzato con il criterio del buon padre di famiglia e andrà a persone e territori che hanno sofferto e stanno soffrendo. Ne rispondo personalmente”.

 

Zaia ha voluto in particolar modo sottolineare che “ci sono tantissimi versamenti da 5, 7, 10 euro: il simbolo di una bella gara di solidarietà di popolo, nella quale ognuno ha messo quel che poteva e tutti, quindi, hanno dato il massimo”.

Sono sempre più numerose le realtà che decidono di devolvere una somma di solidarietà a beneficio del territorio veneto e bellunese in particolare, quello più duramente colpito dal maltempo dei giorni scorsi. Tra queste, anche il Comitato Festeggiamenti Farrò, La Bella e Pedeguarda di Follina, un gruppo di circa cento volontari impegnato da ormai una cinquantina d’anni nell’organizzazione di eventi e manifestazioni nel territorio veneto.

 

In occasione della prossima edizione di Colori d’inverno – mercatino di Natale a Follina, in programma nei weekend del 1-2 e 8-9 dicembre, il Comitato ha pensato quindi a una iniziativa a favore dei Serrai di Sottoguda di Rocca Pietore, uno dei borghi più belli d’Italia, recentemente distrutto dal maltempo che ha interessato il bellunese: l’intero ricavato dalla vendita del vischio sarà devoluto per la ricostruzione di queste suggestive opere della natura scavate nella roccia nel cuore delle Dolomiti.

 

Ci auguriamo che questa, insieme ad altre donazioni, sia di buon auspicio per la rinascita di Rocca Pietore, dei suoi Serrai e della sua popolazione!

 

In Veneto, mentre aumentano donazioni e trapianti di organi e tessuti, registra una flessione il settore della donazione di sangue, fenomeno peraltro generalizzato in tutta Italia.
Nella Giornata Mondiale del Donatore, che si festeggia oggi, 14 giugno, l’Avis regionale e l’assessore alla Sanità della Regione lanciano un appello ai tanti cittadini che, con la donazione, possono dare nuova vita a tanti malati.

 

“Donatori e donazioni non bastano – dice il Presidente di Avis Veneto Giorgio Brunello – e non crescono abbastanza le donazioni di sangue, i nuovi iscritti e i soci totali. Mi auguro – dice Brunello – che questa giornata non sia troppo amara per la nostra realtà veneta, specie con l’arrivo dell’estate, da sempre il periodo più critico per il settore trasfusionale”.

 

Avis, nell’occasione, rende noti alcuni dati in suo possesso: in Veneto, lo scorso anno, sono calate le donazioni di sangue Avis anche nelle province dove, di solito, si avevano i migliori risultati (come Treviso, Venezia, Rovigo e Verona). In totale, le donazioni di sangue intero da donatori avisini sono state 185.280, con un calo dello 0,96% rispetto all’anno precedente. Non è andata affatto meglio per le donazioni di plasma, passate da 30.823 del 2016 a 27.920 del 2017, con un -9.42%.

 

“Siamo di fronte a una tendenza nazionale – dice l’assessore alla Sanità della Regione – che va invertita con nuove azioni di sensibilizzazione. Pur in un momento di difficoltà i veneti spiccano comunque per la loro generosità, tanto che l’autosufficienza regionale in sangue ed emocomponenti è stata confermata sia nel 2017 che nei primi mesi del 2018, rispondendo quindi alla domanda per le numerose e complesse attività sanitarie svolte in Veneto. Anche se va sottolineato che, seppur di poco, calano le trasfusioni di emazie grazie a una più puntuale verifica dell’appropriatezza terapeutica e all’implementazione del Programma Patient Blood Management, attraverso il quale viene adottata una strategia a livello di Azienda sanitaria per ridurre i fattori di rischio trasfusionale ancor prima dell’eventuale trasfusione a seguito per esempio di un intervento chirurgico programmato”.

 

Secondo le rilevazioni Avis, quest’anno, al 30 aprile 2018, si è assistito a una leggera ripresa: 58.250 donazioni di sangue intero rispetto alle 57.848 dei primi quattro mesi del 2017, con un più 0.69%.
La situazione è però diversa nelle varie province: Vicenza è in lieve calo, mentre Venezia è in ripresa, come Padova e Verona. Per Rovigo e Treviso la situazione non è cambiata e si conferma il decremento.

 

Questo mentre si assiste all’aumento delle donazioni di organi (anche grazie alla possibilità di esprimere la propria volontà a donare dopo la morte al rinnovo della carta d’identità) e di trapianti, che stanno facendo balzare il Veneto in cima alla classifica nazionale.

 

“Una situazione preoccupante – fa notare Brunello – perché senza sangue entra in crisi l’intera sanità veneta, e con essa il delicato settore dei trapianti stessi. “Una preoccupazione che diventa ancora più alta, perché stanno calando i donatori – spiega Brunello – dal momento che i nostri soci invecchiano e i giovani donano poco. I nuovi iscritti, nel 2017, erano già un migliaio in meno rispetto all’anno precedente: 9.737 contro i 10.927.”.

 

Una tendenza che deve essere invertita. Le Avis, dalla regionale alle comunali, passando per le provinciali, ce la stanno mettendo tutta, anche con una presenza sempre più forte nelle scuole oltre con una miriade di iniziative diverse. Rinnovato anche il sito www.avisveneto.it e i social, per fornire più informazioni possibili su come diventare donatori. Ad oggi, in Veneto, sono iscritti all’Avis regionale oltre 136mila soci-donatori. “Non bastano –ribatte Brunello – donare il sangue è un gesto semplice, ma fondamentale. Un gesto generosa salva vita, che non ha alcun paragone. Nella giornata dedicata al donatore, Avis rivolge un grazie immenso a chi già lo compie e un invito forte a pensarci per chi non lo ha ancora fatto”.

Alla Scuola per l’infanzia Serena di Marocco consegnati oggi giochi morbidi per interni

 

L’Associazione La Gabbianella continua nella sua azione benemerita e ieri ha fatto la dodicesima donazione di materiale didattico a una scuola del territorio comunale.

 

Nei giorni scorsi, tutti gli alunni della scuola per l’infanzia Serena di Marocco, con gli insegnanti la dirigente scolastica e l’assessore alle Politiche educative Daniele Ceschin hanno partecipato alla consegna dei beni, giochi morbidi da attività motorie da svolgersi all’interno del plesso.

 

“Dà sempre una boccata di ottimismo la conferma che ci sono persone che continuano a impegnarsi per il bene della comunità. È davvero un esempio educativo di altissimo livello per i bambini che ricevono le attenzioni e le donazioni della Gabbianella”, ha commentato il Sindaco Carola Arena.

 

Semplice ma efficace il meccanismo con il quale La Gabbianella, animata da Monica Bianco e Marina Bettio raccoglie i fondi necessari per le donazioni: l’associazione, con i suoi aderenti, realizza manualmente oggettistica fatta che poi vende in varie occasioni, ricavando somme che vengono interamente devolute, a turno, alle scuole moglianesi.

 

“Lo sforzo dell’Amministrazione è forte per mantenere elevati gli standard educativi nella nostra città, ma naturalmente ogni intervento esterno che aiuta a colmare alcuni bisogni che rimangono in lista di attesa è importante e merita la nostra riconoscenza”, ha dichiarato l’Assessore alle politiche educative, Daniele Ceschin.

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