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Nella speciale classifica della città capoluogo con il clima migliore, Venezia sin posiziona al 40esimo posto.
La classifica del Sole 24 Ore pone al primo posto Imperia, seguita da Catania e Pescara.

 

Tra le grandi città Venezia è seconda dopo Roma e seguita da Napoli.
Venezia risulta colpita da ondate di calore di più giorni, con temperature superiori ai 30 gradi. Ci salva il clima marino.

 

 

Fonte: Venezia Today

 

Venerdì scorso abbiamo promesso che ogni venerdì avremmo pubblicato un articolo che denunciasse il fenomeno dei cambiamenti climatici in appoggio alla dimostrazione che la giovane Greta Thunberg fa dallo scorso agosto davanti alla sua scuola.

 

Ed eccoci, oggi, fedeli all’appuntamento con un nuovo articolo sul cambiamento climatico nella nostra Regione, il Veneto, e a Venezia.

 

Il confronto dei dati storici indicano che fino alla fine del secolo scorso le cause dei cambiamenti climatici sono state naturali, ma negli ultimi 70 anni è intervenuta anche l’attività dell’uomo, che ha alterato l’effetto serra.

 

L’anno più caldo degli ultimi 25 è stato il 2017, con un deficit pluviometro del -16% rispetto alla media del periodo 1993/2016.

 

In particolare, a Venezia i valori medi annuali evidenziano un innalzamento dei mari, come segnalato dal rapporto ISPRA 2016, che nel periodo 1994-2016 si è attestato su 5/6 mm l’anno.

 

Nel Veneto è stata inoltre registrata una riduzione dei ghiacciai e degrado del permafrost. Nel periodo 1910-2009 la massa del ghiaccio sulle Dolomiti si è ridotta del 49%.

 

 

Tutti segnali preoccupanti per la sopravvivenza del territorio veneziano, che appare il più esposto all’influenza dei cambiamenti climatici. La temperatura media nei nostri territori si è innalzata di 1,6 gradi: valore superiore alla media mondiale che è di 1,3 gradi.

 

È giunto quindi il momento inderogabile e improrogabile che gli accordi presi nella Conferenza sul Clima di Parigi da ben 195 paesi vengano rispettati.

 

 

Fonte e foto credit: Rapporto statistico del Veneto 2018

Greta Thunberg, che fino a sette mesi fa, solitaria e ondivaga saltava a pie’ pari la scuola di venerdì per protestare davanti al Parlamento svedese, immolandosi con un cartello recante SCIOPERO LEZIONI PER IL CLIMA, oggi a 17 anni diventa simulacro di 1693 città coinvolte nello sciopero globale per il futuro.

 

E, sorpresa nella sorpresa, sono proprio i suoi coetanei oggi a sciorinare proteste e cori, uniti e forse consapevoli che il futuro non può prescindere da questi temi, maledettamente green.

 

Sì, questa sera, Greta tornando a casa dai suoi cani forse penserà che i suoi giorni persi a scuola non si sono dissolti invano, perché la rivoluzione in questo caso non parte dal basso ma da questa meglio gioventù pronta a rischiare e ad alzare la voce.

 

È proprio di venerdì la ragazzina vede la sua icona palesarsi in un’eco incredibile, con la speranza di avere insegnanti magnanimi, che possano perdonare le sue assenze, in attesa del Nobel, perché la vera notizia di oggi è che i ragazzi non dissentono per smarcarsi ma per chiederci di unirsi a loro, perché il futuro è adesso.

 

 

Mauro Lama

 

Foto credit: Corriere della Sera

“I giovani scesi in piazza oggi hanno messo il dito nella piaga dell’inefficienza della politica. Le azioni dei governi, nazionali ma anche regionali, sono state insufficienti. Questo monito deve essere colto, è il momento di cambiare rotta, non c’è più tempo da perdere. Rimandare il problema serve solo ad aggravarlo”. Così Andrea Zanoni ha commentato la mobilitazione odierna contro i cambiamenti climatici ‘Fridays for Future’, che ha visto sfilare decine di migliaia di ragazzi in Veneto così come nel resto d’Italia e in tante città di tutto il mondo.

 

Ho partecipato alla manifestazione di Treviso, dove ho accompagnato mia figlia di 16 anni, che mi ha ricordato come gli studenti siano costretti a marinare la scuola perché noi adulti non abbiamo fatto i compiti per casa. Qui erano presenti circa 4mila partecipanti, ma ho visto le immagini delle piazze piene di Padova, Verona, Vicenza, Belluno, Venezia, Rovigo e del resto d’Italia. Non solo studenti, ma anche tanti cittadini: segno che è un problema molto sentito che chiama la politica alle proprie responsabilità. Purtroppo siamo ancora indietro, la prima azione concreta è quella di abbandonare posizioni negazioniste sui cambiamenti climatici, il male maggiore della nostra epoca e che hanno in Donald Trump il principale sostenitore. Così come bisogna sbugiardare chi, e a livello regionale non mancano, insiste nel ‘liquidare’ le responsabilità umane e si ostina a parlare di fenomeni naturali”, aggiunge Zanoni.

 

“Come gruppo consiliare ieri abbiamo depositato due mozioni che ho preparato con l’intento di lanciare in Veneto le politiche energetico-ambientali utili ad abbattere le emissioni climalteranti. Vedremo se, anche sull’onda di questa straordinaria mobilitazione di giovani pieni di passione e partita grazie alla ragazzina vegana Greta Thumberg di Stoccolma, la maggioranza che governa il Veneto sarà d’accordo votandole o si girerà ancora una volta dall’altra parte. Abbiamo il compito di ascoltare questi ragazzi e tradurre in leggi, ovvero fatti e regole concrete, le loro richieste utili a salvare il pianeta. Zaia se ci sei batti un colpo”.

In occasione delle manifestazioni mondiali di oggi per sensibilizzare i governi sul tema del riscaldamento globale, Greta Thunberg, la giovane svedese che da agosto 2018 sciopera ogni venerdì davanti alla sua scuola per chiedere ai governi mondiali azioni concrete contro i cambiamenti climatici, sostiene: “Noi giovani scendiamo in piazza, ma non possono essere i giovani a risolvere il problema quando saranno adulti e avranno il potere. Devono farlo gli adulti oggi e farlo adesso.”

 

Greta ha perfettamente ragione e noi del quotidiano ilnuovoterraglio.it sposiamo questa causa per fare pressione insieme a questi meravigliosi giovani di tutto il mondo, affinché i governi rispettino gli accordi presi da tutti nella Conferenza sul clima di Parigi del 2015.

 

Nella conferenza si era previsto di contenere emissioni di anidride carbonica senza superare la soglia di 2 gradi medi del clima. Con la defezione di Stati Uniti da questo accordo e la defezione di altri stati come ad esempio la Polonia, questa soglia sarà in breve superata per giungere a un aumento del clima di oltre 3 gradi.

 

Secondo il climatologo Luca Mercalli, siamo fuori tempo per fermare i cambiamenti climatici già in atto, al massimo possiamo tentare di contenerli.

 

Mercalli afferma che la manifestazione di oggi “è importante perché è globale ed è fatta dai ragazzi, che saranno i più colpiti dai cambiamenti climatici. La loro rivendicazione è giusta. I governi non riescono a rispettare gli accordi presi a Parigi nel 2015 a causa di forti interessi economici, ma c’è anche una scarsa accettazione sociale delle cose che dovremo fare per contrastare il cambiamento climatico”.

 

Noi del giornale ogni venerdì manifesteremo insieme a Greta Thunberg proponendo ai nostri lettori un articolo sui cambiamenti climatici e sugli effetti che avranno sulla vita e sull’esistenza stessa dell’essere umano sulla Terra.

Venerdì 15 e sabato 16 marzo due giornate con tanti eventi per gli studenti, la comunità e il pubblico per sensibilizzare il delicato tema del riscaldamento globale

 

Oggi, venerdì 15 marzo, gli studenti – e non solo – di tutto il mondo scenderanno in piazza per lo “sciopero mondiale per il clima”, una mobilitazione per richiedere interventi urgenti contro il riscaldamento globale che mette a rischio il futuro delle prossime generazioni.

 

L’evento nasce sulla scia della mobilitazione della studentessa svedese Greta Thunberg che da agosto 2018 ha scioperato ogni venerdì davanti la sua scuola per chiedere al governo svedese azioni concrete per combattere il cambiamento climatico.

 

Perlage, l’azienda del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG con la più lunga esperienza nel biologico, ha sempre posto al centro delle sue azioni e iniziative il rispetto dell’ambiente, la salvaguardia del territorio e la riduzione delle emissioni.

 

Così oggi ha scelto di supportare quest’iniziativa per sensibilizzare verso un tema così delicato – e di vitale importanza per il pianeta – organizzando una serie di eventi.

 

 

Oggi i protagonisti saranno gli studenti: i ragazzi dell’Istituto M. Fanno di Conegliano delle classi quarte – con cui Perlage ha già condiviso il progetto “CSR in Class” pensato per introdurre nelle scuole il tema della CSR con metodi di studio e discussione innovativi – che aderiranno all’iniziativa parteciperanno a una conferenza in cantina Perlage a cura del Centro Epson Meteo, in cui si parlerà degli effetti già manifesti del cambiamento climatico e delle prospettive future del nostro Pianeta.

 

 

 

Interverranno anche Legambiente Sernaglia e Sea Shepherd Italia, condividendo con i ragazzi i progetti e le loro buone pratiche ambientali. In questa giornata i dipendenti Perlage si impegneranno a raggiungere la cantina a piedi, in bicicletta o utilizzando il car sharing per dare un segno tangibile di come si possa agire concretamente ogni giorno.

 

Domani, sabato 16 marzo, le iniziative coinvolgeranno invece la comunità locale e il pubblico: alle 14.00 sarà organizzata infatti una camminata sulle colline insieme alla ASD Hills Nordic Walking: lungo il percorso, di livello medio-facile, ci sarà la possibilità di incontrare alcune associazioni del territorio – e la stessa Perlage – costantemente impegnate nella salvaguardia del nostro Pianeta.

 

Dalle ore 15.00, e per tutto il pomeriggio in cantina Perlage, attraverso una cupola gonfiabile sarà creato dal Gruppo Pleiadi di Padova il “Planetario Mobile”, che permette di ammirare la volta celeste in tutta la sua bellezza e ci aiuterà a comprendere come i cambiamenti climatici stiano modificando la nostra percezione del cielo. La giornata si concluderà con un aperitivo in azienda.

 

È consigliata la prenotazione via mail a [email protected] oppure allo 0438.900203

Situazione allarmante quella descritta per il Veneto dal sito Climate Central, formato da scienziati indipendenti e da giornalisti.

 

Relativamente allo studio sulla previsione delle aree italiane che verranno sommerse dal mare entro il 2050, questo sito ipotizza che l’area più a rischio allagamento in Italia sia il Nord Est.

 

Secondo questo studio, nell’ipotesi di un innalzamento della temperatura media di almeno 2 gradi – cosa non difficile se l’inquinamento da anidride carbonica resterà quello attuale – il mare Adriatico arriverà a lambire le città di Padova e Treviso, mentre verranno sommerse Venezia, Rovigo e San Donà di Piave.

 

Siamo arrivati alla follia, visto che le decisioni prese dai 197 paesi presenti alla Conferenza Internazionale sul Clima non sembrano sufficienti per affrontare il problema del cambiamento mondiale del clima.

 

Non sembrano abbiano avuto grande ascolto nemmeno gli avvertimenti accorati degli scienziati, che hanno messo in guardia sull’innalzamento delle temperature medie. Un innalzamento che deve essere contenuto entro 1,50 gradi, se non vogliamo arrivare alla catastrofe.

 

L’avvertimento è che le emissioni di anidride carbonica dovranno essere ridotte del 45%. Se così non sarà, le temperature medie aumenteranno a breve di almeno 2 gradi. Quei 2 gradi che, appunto, innalzerebbero l’Adriatico fino a sommergere parte del Nord Est, come ipotizzato dal sito americano Climate Centrale.

 

Ecco la mappa del Veneto sommerso nel 2050, se la temperatura media si innalzasse di 2 gradi.

 

 

 

Fonte immagine: sito Climate Central

Il primo, vero freddo invernale sta per arrivare in Veneto. Sulla base delle previsioni meteo emesse dall’Arpav, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione ha dichiarato lo Stato di Attenzione per neve e gelate su tutto il territorio, a partire dalle ore 8.00 di domani, giovedì 13 dicembre, fino alle ore 10.00 di sabato 15 dicembre.

 

Le previsioni elaborate dall’Arpav indicano tra giovedì e venerdì modeste nevicate sulle zone montane fino ai fondovalle e sui colli; sulla pianura generalmente piogge, a tratti miste a neve con possibilità di qualche temporaneo accumulo nevoso scarso, più probabilmente in prossimità dei rilievi vicentini e padovani e sulla pianura sud-occidentale; gelate notturne sulle zone montane, sulla pianura nella notte tra venerdì e sabato.

La collaborazione tra Università Ca’ Foscari di Venezia e Fondazione CMCC, Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, ha dato vita al [email protected] Foscari, ubicato al Centro Vega di Porto Marghera.

Il [email protected] Foscari sarà ai vertici della ricerca mondiale sui cambiamenti climatici e vedrà una task force internazionale di ricercatori, climatologi, economisti, chimici e statisti, che studierà gli effetti del clima che cambia.

Oggetto prioritario degli studi l’interazione tra clima, ambiente e cambiamenti sociali.

Il Centro è stato inaugurato il 13 aprile scorso. Sono intervenuti il Rettore dell’Università Ca Foscari, Michele Bugliesi, il Presidente Fondazione CMCC, Antonio Navarra, e l’Amministratore Unico del Vega, Roberto Ferrara.

Molti sono stati gli interventi per illustrare i fini di [email protected] Foscari.

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