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Oggi il riconoscimento EQUIS è attribuito solo all’1% delle business school in tutto il mondo, in Italia a sole tre istituzioni accademiche

 

Un nuovo importante traguardo è in arrivo per il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, che ha in questi giorni superato con successo la prima tappa del suo percorso verso l’accreditamento internazionale EQUIS per le Business School d’eccellenza.

 

Si tratta di una certificazione riservata, infatti, alle business school che possono vantare una rete qualificata di rapporti internazionali, solidi legami con la comunità delle imprese e una reale attenzione ai temi della sostenibilità sociale e ambientale. Attualmente questa certificazione è riconosciuta all’1% delle business school in tutto il mondo (175), e in Italia, sono accreditate 3 sole istituzioni accademiche: SDA Bocconi School of Management, Politecnico di Milano School of Management e Department of Management, Luiss Business School.

 

Questo importante passaggio segue all’avvio delle azioni previste all’interno del progetto partito a inizio 2018, grazie al finanziamento del MIUR al Dipartimento di Management quale “Dipartimento di Eccellenza”, e successivamente al suo ingresso nella European Foundation of Management Development (EFMD), network globale delle migliori business school internazionali, che gestisce l’accreditamento EQUIS e promuove l’eccellenza nello sviluppo e nella formazione del management.

 

Tra i punti di forza i rapporti internazionali, le relazioni con il tessuto economico e le imprese, la didattica innovativa

Sono tutti riconoscimenti all’eccellente livello di qualità del Dipartimento cafoscarino sui versanti della formazione, della ricerca, dell’apertura internazionale e delle relazioni con il tessuto delle imprese. L’audit da parte dei commissari EQUIS che ha segnato questo primo passaggio di accreditamento ha rilevato con particolare apprezzamento i corsi di laurea interamente in inglese, l’articolazione dei corsi di studio (triennale, magistrale, dottorato), una significativa offerta di formazione executive, i numerosi scambi con le Università di altri Paesi e la possibilità di stage in aziende anche all’estero, la didattica innovativa, infine i centri e laboratori di ricerca altamente qualificati.

 

«Il percorso di certificazione avviato dal Dipartimento di Management si inserisce nel progetto finanziato dal MIUR che ha attribuito anche ad altri 5 dipartimenti di Ca’ Foscari il riconoscimento di Dipartimenti di eccellenza – afferma il Rettore Michele Bugliesi –. Il superamento di questo primo passaggio è un traguardo importante che riconosce la qualità della didattica e della ricerca del Dipartimento posizionandolo a livello internazionale al pari delle migliori business school e confermandolo quale punto di riferimento nazionale per la formazione».

 

«Questo importante traguardo ci regala grande soddisfazione, perché si tratta di una certificazione che risponde a standard internazionali di qualità molto elevati e ha parametri di valutazione assai stringenti – commenta Gaetano Zilio Grandi, direttore del Dipartimento di Management –. Ci aiuterà ad aumentare il numero di studenti e docenti dall’estero, a potenziare i nostri contatti con il mondo del lavoro anche di altri Paesi, a favorire lo scambio della ricerca in ambito locale e internazionale, ad accrescere nelle diverse forme possibili i collegamenti con le migliori Università e scuole di Management del mondo».

 

Prende così avvio ora la seconda fase del percorso di accreditamento – coordinato da un team composto dal direttore Gaetano Zilio Grandi, Stefano Micelli, Chiara Saccon e coadiuvato da Cristina Soria –, che si chiuderà nel novembre del prossimo anno.

 

 

Photo Credits: unive.it

“La filosofia dell’università Cà Foscari di Venezia è la nostra filosofia: non ci interessa tanto fermare la fuga di ‘cervelli’, quanto piuttosto promuovere la circolarità dei talenti e delle intelligenze, e riuscire ad attrarre professionalità e competenze estere”. L’assessore alla Scuola, Formazione e Università della Regione Veneto, Elena Donazzan, esprime apprezzamento e piena condivisione alle scelte accademiche dell’ateneo veneziano retto da Michele Bugliesi, che dal 2014 ad oggi ha assunto 174 docenti, di cui 32 (ovvero il 18%) provenienti dall’estero.

 

“Il principio ‘cervelli in circolo’ è alla base delle nostre politiche regionali per la scuola, con i tanti progetti che promuovono la conoscenza delle lingue, gli stage all’estero e l’alternanza scuola-lavoro  svolta in imprese d’Oltralpe e per le quali la regione investe oltre 4 milioni di euro”, ricorda l’assessore. “E sempre il medesimo principio, che è cosa ben diversa dal voler trattenere ricercatori ed eccellenze accademiche e professionali,  è il motore dell’iniziativa ‘INN Veneto – Cervelli che rientrano per il Veneto del futuro – Progetti di innovazione sociale’ che la Regione Veneto, prima in Italia, ha finanziato con 3,5 milioni di euro per realizzare 14 diversi progetti, che contemplano 55 borse di rientro e 30 borse di animazione territoriale”, fa presente Donazzan.

 

“Lo scopo di questi progetti, avviati nel 2018 e attualmente in fase di realizzazione – aggiunge Donazzan –  è quello di attirare sul territorio regionale eccellenze provenienti da diversi ambiti e favorire la mobilità, lo scambio e la permanenza di alte professionalità che intendono rientrare nelle nostre imprese e nelle nostre università dopo un periodo di permanenza all’estero”.

 

La collaborazione con le Università venete – evidenzia l’assessore – è uno dei tasselli di questo programma, che sta vedendo la realizzazione a Padova di un incubatore di start-up per offrire servizi digitali alle imprese e alle persone, l’avvio di ‘maratone informatiche’ sulle sfide cruciali del prossimo futuro (spreco alimentare, made in Veneto, invecchiamento, economia del riciclo e trasporti) e, infine, il recupero e la rigenerazione di alcuni luoghi storici della creatività e dei mestieri del nostro territorio, come la Fabrica Alta di Schio.

 

“Creatività e innovazione sono il binario di questo percorso– conclude – che sta producendo scambi e circolazione di ‘cervelli’ e ‘talenti professionali’,  in un’ottica di contaminazione e di crescita di respiro internazionale”.

Il calcio italiano, dati alla mano, rappresenta una delle principali industrie dell’economia del Paese. Eppure il settore del nostro calcio professionistico presenta evidenti difficoltà: la spesa per il calciomercato in Italia, pur risultando equiparabile ai livelli delle leghe estere più facoltose, presenta un giro di affari complessivo ben inferiore; e ancora l’elevatissima dipendenza dalle televisioni in termini di ricavi e stadi in genere non di proprietà e poco funzionali alla generazione di ricavi, contribuiscono a rendere la sostenibilità finanziaria dei club traballante.

 

Questo è lo scenario che il management delle aziende sportive ha oggi di fronte; management a cui è richiesto di dare nuove risposte e trovare soluzioni, affinché la visione di breve periodo legata al risultato sportivo e alla “felicità” del tifoso sappia coniugarsi con quella di lungo periodo, legata invece alla vita di un club finanziariamente stabile nel tempo.

 

Attorno a questi temi si snoderà il convegno “Le sfide del calcio italiano”, in calendario martedì 7 maggio alle ore 16, in Aula Magna “Guido Cazzavillan” del Campus San Giobbe, Università Ca’ Foscari Venezia. L’incontro, promosso e organizzato da Invenicement Ca’ Foscari, Associazione studentesca in collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, sarà l’occasione per fare il punto proprio sulle sfide a cui oggi sono chiamati i dirigenti sportivi.

 

A discuterne saranno alcuni ospiti d’eccezione, a partire da Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Area sport FC Internazionale, Paolo Bedin, direttore generale L.R. Vicenza, Tommaso Bianchini, Marketing Manager dell’ACF Fiorentina, e ancora Andrea Di Biase, giornalista di Calcio e Finanza, e Vincenzo Flores, direttore dell’Area audiovisivi della Lega nazionale professionisti Serie B. Moderano l’incontro Moreno Mancin, docente di Economia aziendale del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, e Paride Rossi, responsabile eventi Invenicement ETS.

 

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito di Ca’ Foscari.

Saranno due gli appuntamenti al Teatro Filosofico all’Ateneo Veneto nella Settimana Santa.

 


Leggere il simposio nel Rinascimento: da Marsilio Ficino a Leone Ebreo

Si comincia domani, lunedì 16 aprile (Sala Tommaseo, ore 17), quando Maria Vittoria Comacchi (PhD, Università Ca’ Foscari) introdurrà lo sviluppo delle filosofie d’amore rinascimentali a partire da quella di Marsilio Ficino per poi soffermarsi sui “Dialoghi d’amore” di Leone Ebreo, e sulla sua rilettura del mito dell’androgino e del mito della nascita di Eros.
Le letture dei brani analizzati sono affidate a Camilla Grandi. La conferenza è arricchita dalle musiche di Johan Sebastian Bach e Paolo Notargiacomo (con una prima assoluta), la cui esecuzione è affidata al violoncellista Pietro Silvestri, e dalla installazione “Moda filosofica”, tre sagome bidimensionali di Elia Basso, Tito Mainardi e Kevin Pistolato, studenti del Liceo Artistico di Venezia.

 


Le conseguenze nefaste dell’amore

Venerdì 19 aprile (Sala Tommaseo, ore 17) invece, argomento del TEATRO FILOSOFICO saranno “Le conseguenze nefaste dell’amore”: il professor Stefano Maso (Ca’ Foscari) in dialogo con Melania Cassan introdurrà la figura di Lucio Anneo Seneca per poi analizzare due figure tragiche celeberrime come Medea e Fedra.
Le letture affidate a Sabina Tutone si alterneranno alle musiche di Carl Philipp Emanuel Bach, Filippo Bresolin (in prima assoluta), Wolfgang Amadeus Mozart e Gioachino Rossini, eseguite dai clarinettisti Maria Luciani e Massimo Restifo Pecorella, e saranno arricchite dalle opere figurative realizzate da Chiara Fattore e Angelica Stevanato del Liceo Artistico di Venezia.

 

Realizzata in collaborazione con in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari, il Conservatorio “B. Marcello”, il Liceo Artistico-Musicale “Marco Polo” di Venezia, l’Archivio “Vittorio Cini” e Agimus Venezia, la serie di appuntamenti di TEATRO FILOSOFICO si caratterizza per il taglio interdisciplinare grazie al quale la discussione filosofica tra un giovane dottorando e un docente di chiara fama di Ca’ Foscari si alterna alla lettura teatrale dei testi esaminati e all’esecuzione di brani musicali, alcuni dei quali in prima assoluta, affidati a studenti del Conservatorio “B. Marcello”. Completa gli incontri l’esposizione di opere realizzate

 

Foto credit: FB @AteneoVeneto

“È inaccettabile e a dir poco sconcertante” per l’assessore all’istruzione e all’università della Regione del Veneto, Elena Donazzan, quanto accaduto ieri nell’aula magna “Silvio Trentin” di Ca’ Foscari a Venezia, dove alcuni appartenenti ai centri sociali hanno impedito all’ammiraglio della Marina Militare Dario Giacomin di intervenire ad una lectio magistralis organizzata dall’ateneo.

 

“Un gruppuscolo di facinorosi – afferma l’assessore – non può permettersi di imporre le proprie illogiche e improbabili motivazioni interrompendo una lectio magistralis sul ruolo della Marina Militare quale interprete degli interessi nazionali nell’attuale contesto geopolitico”.

 

“L’Università Ca’ Foscari – prosegue Donazzan – ieri è stata presa in ostaggio: una mancanza di rispetto nei confronti dell’Istituzione, della nostra Marina Militare e di un suo autorevole rappresentante, al quale, come assessore regionale all’università, ho telefonato porgendogli le mie scuse per l’increscioso episodio accaduto”.

 

“Ho anche invitato l’Ammiraglio Giacomin alla proiezione del film Il destino degli uomini, in programma al Teatro Goldoni di Venezia il prossimo 10 dicembre – precisa l’assessore –, a testimonianza del profondo rispetto che la città lagunare e il Veneto nutrono per i nostri soldati e in particolare per la Marina Militare”.

 

“Altro che fuori i militari dall’università: fuori i centri sociali dall’università! – conclude Donazzan –. Spero che i responsabili di questo vile gesto vengano presto identificati e denunciati: la libera università italiana non può subire questa violenza”.

Nell’ambito di una riflessione sui nuovi confini della città e sulle aree che negli ultimi anni sono cresciute, l’associazione culturale Mestre MIA ha individuato nel Campus universitario di Ca’ Foscari di via Torino una realtà estremamente interessante e vitale, ma non sufficientemente integrata con il resto della città.

 

Per questo, l’associazione ha dato vita a un progetto con il Campus, in collaborazione con la dottoressa Valentina Beghetto del Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi (DSMN) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, avente come scopo la creazione di iniziative comuni inerenti alla “Terza Missione” delle Università.

Con questa espressione si intendono tutte le pratiche elaborate e messe in atto dall’Università di Ca’ Foscari “finalizzate a favorire e promuovere l’attività di ricerca applicata, la cooperazione scientifica e culturale tra l’Università, i suoi Dipartimenti, le Istituzioni nazionali, comunitarie o internazionali, e il mercato imprenditoriale”.

 

Il progetto verrà meglio presentato domani, venerdì 16 novembre, alle ore 17.00, nella sala convegni Laurentianum in Piazza Ferretto a Mestre, durante una conferenza tematica a taglio scientifico/divulgativo, a cui prenderanno parte:

➢ Dott. Vincenzo Marinese (Presidente di Confindustria Venezia)

➢ Dott.ssa Doriana Visentin (Vice Presidente Ordine dei Chimici e dei Fisici)

➢ Dott. Andrea Biliotti (Mestre MIA) – presentazione dell’iniziativa e introduzione al tema

➢ Dott.ssa Valentina Beghetto – “Vivere Senza Chimica?”

➢ Dott. Giovanni Marsili – ricadute economiche dell’attività di ricerca sulla chimica

➢ Dott.ssa Roberta Magarotto – BASF di Treviso

➢ Roberta Vasselli – Lettura Poesia

➢ Cav. Maria Laura Faccini (Moderatore)

 

A seguire, un rinfresco.

 

L’evento è reso possibile grazie a BASF, Biopol, Colorificio San Marco, Confcommercio Mestre, Confindustra Venezia, Fondazione Ca’ Foscari, Novamont, Ordine dei Chimici e dei Fisici.

 

Per ulteriori info:

tel. 041976460

cell. 3483801131

[email protected]

 

Sarà pronto per la prossima estate il più grande studentato di Venezia, che l’Università Ca’ Foscari Venezia sta realizzando a Santa Marta, grazie a un investimento di circa 30 milioni di euro, reso possibile da risorse della Cassa Depositi e Prestiti, dell’Inps (attraverso il fondo immobiliare Erasmo, a cui è l’area è stata data in concessione per 75 anni) e del Miur (pari a 4,5 milioni di euro).

 

L’intervento di “student housing” prevede la realizzazione di 650 posti letto, suddivisi in tre edifici: il “Parallelepipedo”, con 59 stanze doppie e 18 singole (per un totale di 136 posti), il “Cubo”, con 67 doppie e 152 singole (286 posti letto) e l’“Edificio Sud” da 112 doppie e 4 singole (228 posti letto). La parte di alloggi sarà completata da spazi comuni adibiti alla didattica e al tempo libero, nonché da una superficie verde pubblica di 1800 metri quadri, attorno alla quale ruota l’intero assetto costruttivo. Questa, grazie ad un accordo stipulato con il Comune di Venezia, metterà in comunicazione il campus con l’area residenziale che lo circonda.

 

“Con questo progetto – ha dichiarato l’assessore De Martin – viene rivitalizzata un’intera porzione della città, viene data nuova linfa al tessuto urbano, a dimostrazione del fatto che Venezia è ancora forte e che punta al suo futuro. Gli spazi comuni previsti nello studentato sono importanti tanto quanto gli alloggi, perché sono luoghi di aggregazione, che aumenta la qualità di vita sia all’interno dell’Università, che al di fuori. Santa Marta è una zona che va sicuramente rigenerata anche in altre sue parti, sarà scenario di grandi trasformazioni e questo primo passo è davvero un grande risultato. Infatti si parla di residenzialità studentesca – ha concluso De Martin – come una condizione temporanea, mentre uno degli obiettivi dell’Amministrazione è proprio di puntare su chi resta: fare in modo che gli studenti che si formano nelle nostre università abbiano anche la possibilità poi di vivere e lavorare in città”.

 

Il rettore Bugliesi ha spiegato come Ca’ Foscari stia puntando fortemente alla costruzione di residenze universitarie, ricordando che nel 2020 sarà completato il campus di San Giobbe (da 225 posti letto) e, successivamente, verranno creati altri 150 posti letto in via Torino. “In questo modo – ha affermato il rettore – puntiamo ad attrarre non solo giovani della nostra regione, ma provenienti anche dal resto del Paese e dall’estero, per favorire la creazione di una comunità di studio variegata e arricchente. E miriamo a contribuire alla rigenerazione urbana, favorendo e sviluppando attività legate alla produzione della conoscenza”.

 

Il mercato degli alloggi studenteschi è in piena crescita in Europa e questa tendenza si sta affermando ultimamente anche in Italia. Gli investitori hanno sottolineato che, in questo contesto, l’esperienza veneziana emerge in modo particolare, perché dimostra come funziona il suo saper “fare sistema” per realizzare progetti.

 

La presentazione si è conclusa con una visita al cantiere, per mostrare le prime quattro “demo-room” al piano terra dell’edificio “Parallelepipedo”: stanze ampie e luminose, dotate di comode scrivanie, armadiature, bagno e angolo cottura.

Sabato mattina, presso l’aula magna Silvio Trentin nella prestigiosa sede di Ca’ Dolfin, si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo dell’associazione Ca’ Foscari Alumni. Gli iscritti, ex studenti dell’Ateneo veneziano, hanno votato i tre rappresentanti che, assieme ai Consiglieri nominati dall’Università e a quelli nominati dalla Fondazione Università Ca’ Foscari, andranno a comporre l’organo direttivo dell’associazione per il triennio 2018-2021.
Ca’ Foscari Alumni, come riporta il sito web, è l’associazione ufficiale degli ex-studenti dell’Università Ca’ Foscari, gestita direttamente dall’Ateneo e fortemente voluta dal Magnifico Rettore Prof. Carlo Carraro per valorizzare l’identità dei laureati cafoscarini, creando un network di persone e competenze atto a promuovere eventi innovativi.
L’adesione è aperta a chi ha conseguito un titolo di studio presso l’Ateneo, ai Docenti e ai Ricercatori di ruolo che vi insegnano o vi hanno insegnato e a tutti gli interessati a farne parte in qualità di Soci Sostenitori. Alla base dell’Associazione e di ciascuna delle sue iniziative vi sono tre pilastri fondanti: Identità, Community e Innovazione.

 

Essere parte di Ca’ Foscari Alumni significa valorizzare la propria identità cafoscarina. Forte della tradizione commerciale e contabile e dell’apertura culturale di Venezia, Ca’ Foscari fu la prima Scuola Superiore di Commercio a livello nazionale (1868). Nel 1954 aprì la prima facoltà di Lingue e Letterature Straniere in Italia ed istituì il primo corso di laurea in economia aziendale assieme alla Bocconi (1971). Questo percorso unico ha portato oggi Ca’ Foscari a essere un Ateneo che conta più di 20.000 studenti, oltre 500 tra docenti e ricercatori, e 40 lingue di studio. Seconda Università in Italia per qualità di didattica e ricerca, Ca’ Foscari è stato il primo Ateneo a essersi adeguato alle nuove direttive ministeriali del 2011, ed è stato presto identificato come modello di sostenibilità ambientale per gli altri Atenei d’Italia.

 

Essere un Alumno di Ca’ Foscari significa entrare in contatto con una Community di persone che condividono valori e identità e diventare parte attiva di una istituzione importante e innovativa.
Ca’ Foscari Alumni mira a sviluppare, attraverso iniziative culturali e professionali, un network di persone, competenze e professionalità, creando occasioni d’incontro e confronto e incentivando lo scambio di esperienze. Questo significa attivare rapporti solidi e proficui con le Istituzioni pubbliche e private, rendendo gli Alumni dei veri e propri “Ambasciatori” per la crescita dell’Università in Italia, ma soprattutto all’estero, giocando un ruolo attivo nel percorso d’innovazione dell’Ateneo, che si sta preparando a raggiungere il traguardo significativo dei 150 anni dalla sua fondazione (nel 2018).
Gli Alumni rappresentano un tassello fondamentale di questo percorso, nel quale avranno la possibilità di farsi promotori e stimolo per nuovi progetti e iniziative dell’Associazione, caratterizzate da innovazione, interdisciplinarietà, multiculturalità e ricerca.

 

I candidati al ruolo di consigliere erano undici, tutti professionisti affermati, che nel loro percorso di studi hanno frequentato l’Ateneo veneziano.
I tre candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze sono risultati: Andrea Dalzovo, Christian Sottana e Doriana Visentin.

È stato firmato nei giorni scorsi a Ca’ Farsetti, dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e dai rettori delle università Ca’ Foscari Venezia, Michele Bugliesi, e Iuav di Venezia, Alberto Ferlenga, l’accordo di programma “per la costituzione di un nuovo centro di ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali veneziani”.

 

L’accordo, che si inserisce nel “Patto per lo Sviluppo della Città di Venezia, Interventi per lo sviluppo economico, la coesione sociale e territoriale della Città di Venezia”, mette a disposizione 3 milioni di euro per la creazione di un centro che opererà nei seguenti ambiti di ricerca: caratterizzazione dei materiali e dell’ambiente di conservazione, monitoraggio dello stato di conservazione, nuovi materiali e tecnologie, tecnologie ICT per il monitoraggio e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico e archeologico della città.

 

“La scommessa – ha esordito il sindaco – è quella di rendere Venezia un polo universitario sul modello di Boston, capace di attrarre giovani studenti non solo dal nostro Paese, ma anche da tutta Europa e da ogni parte del mondo”. Il primo cittadino ha poi ricordato la sottoscrizione, lo scorso anno, del protocollo costitutivo di “Study in Venice”, il Polo formato da Ca’ Foscari, Iuav, Conservatorio Benedetto Marcello e Accademia delle Belle Arti, in collaborazione con il Comune di Venezia, con l’obiettivo di valorizzare la propria immagine di città universitaria nel mondo. “Il rafforzamento di un sistema universitario più ampio – ha aggiunto Brugnaro – è di importanza strategica per il rilancio della città”.

 

“L’ articolo 9 della Costituzione – ha sottolineato il rettore Bugliesi – promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca e questo nuovo centro vuole da un lato rafforzare i presupposti scientifici per preservare il patrimonio di Venezia e dall’altro promuovere l’innovazione in questa città attraverso la ricerca. Sono già in programma una serie di interventi su cui ci concentreremo, dalla Scuola Grande di San Rocco a Torcello al campanile di San Marco. È un progetto che porterà a Venezia studenti, ricercatori e investimenti nell’alta tecnologia contribuendo allo sviluppo della nostra città. Il centro svilupperà metodologie e interventi di restauro e conservazione con tecnologies legate all’ambito chimico e ICT, da parte di Ca’ Foscari, e di ambito strutturale architettonico da parte di IUAV”.

 

“Questo progetto – ha concluso Ferlenga – è un’occasione eccezionale per dare valore a ciò che in parte già esiste, mettendo insieme le iniziative offerte dai punti di eccellenza di questa città, che è essa stessa un’eccellenza. Un passo in avanti ulteriore, dopo esperienze come Study in Venice e il Padiglione Venezia alla Biennale, per mettere in campo valori e conoscenze che hanno già un valore per sé stesse ma che, se messe insieme in un circuito virtuoso, possono dare vita a qualcosa di unico”.

 

Per dare piena attuazione al progetto verrà costituito un Comitato esecutivo composto dai referenti di ciascuna parte, presieduto da un responsabile del Comune di Venezia, che avrà il compito di sovraintendere alle attività del Centro, garantire l’esecuzione del progetto scientifico e stabilire il programma delle attività di disseminazione. Entro 6 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo sarà inoltre costituito un Comitato consultivo composto da un rappresentante della Soprintendenza archeologia, Belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, Soprintendenza archivistica e bibliografica del Veneto e del Trentino Alto Adige, Archivio di Stato di Venezia e Musei Civici di Venezia, con funzioni di monitoraggio, consulenza e valutazione delle attività del Centro.

L’assessore comunale al Turismo, Paola Mar, è intervenuta al Cultural Flow Zone dell’Università Ca’ Foscari di Venezia all’inaugurazione della mostra fotografica “Vallabhbhai Patel. L’Uomo di Ferro dell’India”. Presenti inoltre il prorettore alle Attività e rapporti culturali di Ca’ Foscari, Flavio Gregori, e il Console generale dell’India a Milano, Charanjeet Singh.

 

Brillante avvocato, statista e personaggio di spicco del primo governo indiano, Vallabhbhai Patel (1875 – 1950), spesso chiamato Sardar (capo), appellativo che gli fu conferito dal Mahatma Gandhi, svolse un ruolo di primo piano nel movimento indipendentista e nell’unificazione politica del suo Paese. Era un eccezionale studioso, importante membro dell’Assemblea Costituente e molte delle norme contenute nella Costituzione indiana, in particolare quelle dedicate ai diritti fondamentali, portano il suo timbro di approvazione.

 

“Patel, figura forse poco conosciuta da noi Europei, ma uno dei pilastri nella storia dell’India, è stato un uomo capace di unire. Grazie a lui, stretto collaboratore del Mahatma Gandhi, l’India si è trasformata da un insieme di potentati, territori e piccoli regni nella Repubblica indipendente che oggi conosciamo. Sono orgogliosa di poter celebrare i 150 anni dell’Università di Ca’ Foscari ragionando, questa volta grazie alla collaborazione con il Consolato Generale dell’India a Milano, anche su altre culture, in linea con la vocazione di accoglienza e di incontro che Venezia ha da sempre”.

 

La mostra, promossa dal Consolato Generale dell’India a Milano, sarà aperta, a ingresso libero, fino a domenica 13 maggio 2018, dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle 19, domenica dalle 15 alle 19. 

 

Per informazioni: tel. 0412345811, [email protected]

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