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Ventuno studenti stanno affrontando gli scenari del food and wine dopo la pandemia.
Obiettivo: far diventare la guida Vinetia uno strumento turistico

 

L’Associazione Italiana Sommelier Veneto è partner del Master di 1° livello in Cultura del Cibo e del Vino. Promuovere l’eccellenza Made in Italy di Ca’ Foscari Challenge School, la scuola di Alta Formazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Gli studenti stanno lavorando in gruppi, seguiti da un team di esperti e docenti dell’ateneo, con l’obiettivo di rispondere alle sfide innovative lanciate da aziende partner del percorso formativo e rappresentative del settore agroalimentare del Triveneto. Assieme ad AIS Veneto partecipano al master anche Cipriani Food e Molino Moras.

 

Lavorando secondo i principi e le tecniche del design thinking, in stretto contatto con le imprese, i gruppi di studenti elaboreranno dei modelli di business capaci di aiutare le aziende nei nuovi mercati del food and wine.

 

“È un metodo di lavoro molto utilizzato dalla aziende orientate alla ricerca – commenta il Presidente di AIS Veneto Marco Aldegheri – che raramente vede coinvolte le associazioni. Con orgoglio sottolineo che ancora una volta AIS Veneto mostra la sua naturale aspirazione allo sviluppo e alla visione a lungo termine”.

 

La sfida che AIS Veneto ha lanciato agli studenti è quella di capire come una guida vini possa diventare anche uno strumento turistico. Punto di partenza è Vinetia – Guida ai vini del Veneto, portale online dell’associazione dedicato alle eccellenze enologiche della regione, che dal 2015 costituisce una fotografia delle migliori produzioni vitivinicole venete. L’idea è che dei giovani laureati, con gli occhi vigili di chi osserva dall’esterno e con un entusiasmo proiettato al futuro, possano sintetizzare la naturale evoluzione della guida con un ampliamento di carattere turistico.

 

Quello trattato nel master è un tema di grande rilevanza economica, in quanto il comparto del cibo e del vino vale il 12% del PIL dell’Italia, con 46 miliardi di export nel 2020. Di grande attualità inoltre è la crisi legata alla pandemia di Covid-19, alla quale il settore ha saputo tenere testa, accelerando tuttavia alcune tendenze già presenti nel consumo di cibo e vino: un uso massiccio del digitale nell’informarsi e nell’acquistare, nuove forme di convivialità, una maggiore attenzione del consumatore a salubrità e sostenibilità. Queste nuove sfide richiedono alle imprese italiane di rivedere le proprie strategie e di sfruttare il potenziale di nuove tecnologie e nuovi approcci nel progettare.

Si terranno di martedì gli Economics Tuesday Talks promossi dall’Università Ca’ Foscari di Venezia: un appuntamento digitale gratuito e aperto a tutti, per ascoltare, capire ed essere consapevoli dei fenomeni che hanno un impatto sulla nostra vita e sul nostro lavoro, così come sulle nostre abitudini e sui nostri ritmi.

 

 

Argomenti dei Talks

Gli Economics Tuesday Talks sono suddivisi per i seguenti macro argomenti:

#Venezia1600

I Talks #Venezia1600 intendono omaggiare la Venezia sempre vivace, innovativa e orientata al mondo, che ha poco compiuto i 1600 anni di storia e che nel 1868 ha favorito la nascita della Regia Scuola Superiore di Commercio, oggi meglio conosciuta come Università Ca’ Foscari Venezia.

 

#NextGenerationEU

I Talks #NextGenerationEU ruotano attorno ai concetti chiave del piano per la ripresa dell’Europa, messa alla prova dalla pandemia da COVID-19, quali economia, finanza, sostenibilità, ma anche cambiamenti climatici, legalità, opportunità e nuovi equilibri internazionali, in un anno in cui proprio l’Italia è chiamata ad ospitare il G20.

 

COVID-19

I Talks #COVID-19 offrono interessanti spunti di riflessione sugli impatti del virus che ha improvvisamente interrotto il nostro modo di vivere, di socializzare e di viaggiare, gettandoci in uno scenario oscuro, in continuo cambiamento.

 

In ogni sezione è possibile registrarsi ai prossimi Talks in programmazione e/o consultare quelli precedenti.
Per ulteriori info, si rimanda al sito di Università Ca’ Foscari Venezia.

Insieme a Ca’ Foscari Challenge School, il Credito Cooperativo CMB di Treviso ha dato vita ad un progetto molto interessante per le imprese. Soprattutto in questo periodo difficile

 

Creare valore condiviso è una pratica che si sviluppa toccando le diverse fasi: passa attraverso la cura delle persone che hanno fatto e continuano a fare la storia di CentroMarca Banca, per il supporto alle comunità locali, per la promozione di stili di vita sostenibili tra i giovani e le loro famiglie giungendo al forte impegno verso le oltre 7000 imprese di Soci e Clienti.

 

E’ proprio a loro che si rivolge il progetto “Explora” nato dalla collaborazione, avviata già nel 2019, tra Ca’ Foscari Challenge School, Scuola di Alta Formazione Executive dell’Università Ca’ Foscari Venezia e CentroMarca Banca Credito Cooperativo di TV e VE con la necessità di dare vita, in un momento di nuove dinamiche socio-economiche e culturali legate ai distanziamenti sociali, ad un luogo (fisico e non) di scambio per ripensare il futuro e ottenere risultati immediati in termini di business.

 

Explora è un contenitore di una serie di iniziative congiunte la cui progettazione è nata dall’ascolto preciso dei bisogni che rappresenta l’obiettivo formativo di Ca’ Foscari Challenge School: essere istituzioni dove condividere e crescere insieme nel proprio territorio.

 

Il Progetto prevede l’istituzione di una cabina di regia congiunta con la partecipazione del Direttore scientifico Ugo Rigoni e della Direttrice esecutiva di Ca’ Foscari Challenge School Roberta Lesini, con l’obiettivo di guidare nuove progettualità per persone, imprese ed istituzioni.

 

“Le opportunità non si attendono, si creano per non trovarci impreparati ad un’evoluzione del sistema. – commenta il Direttore Generale di CMB Claudio Alessandrini. – La partnership con Ca’ Foscari Challenge School trova sintonia nell’obiettivo comune di generare valore nella crescita della persona e della propria impresa e nell’accompagnarle a fronteggiare il cambiamento nelle dinamiche di evoluzione dei sistemi economici e del mondo del lavoro. Ringrazio quindi il Professor Ugo Rigoni, Direttore Scientifico dell’iniziativa, che ci ha guidato nell’ideazione di questo progetto conformato su esigenze reali con proposte innovative utili sia per i nostri Collaboratori che i Soci e Clienti di CMB” conclude il Direttore Generale di CMB Claudio Alessandrini.

 

Soci e Clienti di CMB avranno l’opportunità, unica nel suo genere per un Credito Cooperativo, di potenziare il proprio business ed ottenere risultati immediati attraverso attività di alta formazione dedicate ai professionisti per ampliare competenze e capacità; approfondimenti in materia di finanza, economia globale e investimenti; incontri con esperti, eventi di networking, percorsi guidati per start-upping e redesign dei propri modelli di business.

 

Explora è un progetto di alta formazione, che rappresenta lo spirito e i valori fondanti di CentroMarca Banca. Saremo a fianco di Soci e Clienti per valorizzare il tessuto produttivo e l’imprenditorialità lasciando che le nostre reciproche esperienze siano a vantaggio di un hub di nuova concezione per favorire confronto, formazione e networking per le persone e per le imprese che sono il bene più prezioso al quale CMB guarda da oltre 120 anni”, ribadisce il Presidente di CMB Tiziano Cenedese.

 

Claudio Alessandrini (a sinistra) e Tiziano Cenedese (a destra)

 

Commento positivo anche dall’attuale Dean di Ca’ Foscari Challenge School Stefano Micelli, che vede nel progetto un rafforzamento della volontà di Ca’ Foscari Challenge School di trasferire conoscenze e competenze per il futuro, in un contesto di cambiamento.

 

Si parte con un ciclo di webinar gratuiti per Soci e Clienti di CMB. In un momento di grande difficoltà, l’alta formazione, in una modalità snella e facilmente fruibile (un’ora e mezza ciascuno) diventa strumento concreto per chiunque senta la necessità di ricevere supporto immediato, interpretare fenomeni globali di grande portata e trovare risposte/strumenti utili e semplici da attivare, per adattarsi subito a nuovi scenari.

 

Un modo concreto che mira a sviluppare talenti e risorse di persone e imprese e che ha come obiettivo la costruzione di network e relazioni professionali durature, promuovendo le istituzioni economiche e sociali che lo compongono per avere quindi un maggiore impatto sul territorio.

Oggi il riconoscimento EQUIS è attribuito solo all’1% delle business school in tutto il mondo, in Italia a sole tre istituzioni accademiche

 

Un nuovo importante traguardo è in arrivo per il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, che ha in questi giorni superato con successo la prima tappa del suo percorso verso l’accreditamento internazionale EQUIS per le Business School d’eccellenza.

 

Si tratta di una certificazione riservata, infatti, alle business school che possono vantare una rete qualificata di rapporti internazionali, solidi legami con la comunità delle imprese e una reale attenzione ai temi della sostenibilità sociale e ambientale. Attualmente questa certificazione è riconosciuta all’1% delle business school in tutto il mondo (175), e in Italia, sono accreditate 3 sole istituzioni accademiche: SDA Bocconi School of Management, Politecnico di Milano School of Management e Department of Management, Luiss Business School.

 

Questo importante passaggio segue all’avvio delle azioni previste all’interno del progetto partito a inizio 2018, grazie al finanziamento del MIUR al Dipartimento di Management quale “Dipartimento di Eccellenza”, e successivamente al suo ingresso nella European Foundation of Management Development (EFMD), network globale delle migliori business school internazionali, che gestisce l’accreditamento EQUIS e promuove l’eccellenza nello sviluppo e nella formazione del management.

 

Tra i punti di forza i rapporti internazionali, le relazioni con il tessuto economico e le imprese, la didattica innovativa

Sono tutti riconoscimenti all’eccellente livello di qualità del Dipartimento cafoscarino sui versanti della formazione, della ricerca, dell’apertura internazionale e delle relazioni con il tessuto delle imprese. L’audit da parte dei commissari EQUIS che ha segnato questo primo passaggio di accreditamento ha rilevato con particolare apprezzamento i corsi di laurea interamente in inglese, l’articolazione dei corsi di studio (triennale, magistrale, dottorato), una significativa offerta di formazione executive, i numerosi scambi con le Università di altri Paesi e la possibilità di stage in aziende anche all’estero, la didattica innovativa, infine i centri e laboratori di ricerca altamente qualificati.

 

«Il percorso di certificazione avviato dal Dipartimento di Management si inserisce nel progetto finanziato dal MIUR che ha attribuito anche ad altri 5 dipartimenti di Ca’ Foscari il riconoscimento di Dipartimenti di eccellenza – afferma il Rettore Michele Bugliesi –. Il superamento di questo primo passaggio è un traguardo importante che riconosce la qualità della didattica e della ricerca del Dipartimento posizionandolo a livello internazionale al pari delle migliori business school e confermandolo quale punto di riferimento nazionale per la formazione».

 

«Questo importante traguardo ci regala grande soddisfazione, perché si tratta di una certificazione che risponde a standard internazionali di qualità molto elevati e ha parametri di valutazione assai stringenti – commenta Gaetano Zilio Grandi, direttore del Dipartimento di Management –. Ci aiuterà ad aumentare il numero di studenti e docenti dall’estero, a potenziare i nostri contatti con il mondo del lavoro anche di altri Paesi, a favorire lo scambio della ricerca in ambito locale e internazionale, ad accrescere nelle diverse forme possibili i collegamenti con le migliori Università e scuole di Management del mondo».

 

Prende così avvio ora la seconda fase del percorso di accreditamento – coordinato da un team composto dal direttore Gaetano Zilio Grandi, Stefano Micelli, Chiara Saccon e coadiuvato da Cristina Soria –, che si chiuderà nel novembre del prossimo anno.

 

 

Photo Credits: unive.it

“La filosofia dell’università Cà Foscari di Venezia è la nostra filosofia: non ci interessa tanto fermare la fuga di ‘cervelli’, quanto piuttosto promuovere la circolarità dei talenti e delle intelligenze, e riuscire ad attrarre professionalità e competenze estere”. L’assessore alla Scuola, Formazione e Università della Regione Veneto, Elena Donazzan, esprime apprezzamento e piena condivisione alle scelte accademiche dell’ateneo veneziano retto da Michele Bugliesi, che dal 2014 ad oggi ha assunto 174 docenti, di cui 32 (ovvero il 18%) provenienti dall’estero.

 

“Il principio ‘cervelli in circolo’ è alla base delle nostre politiche regionali per la scuola, con i tanti progetti che promuovono la conoscenza delle lingue, gli stage all’estero e l’alternanza scuola-lavoro  svolta in imprese d’Oltralpe e per le quali la regione investe oltre 4 milioni di euro”, ricorda l’assessore. “E sempre il medesimo principio, che è cosa ben diversa dal voler trattenere ricercatori ed eccellenze accademiche e professionali,  è il motore dell’iniziativa ‘INN Veneto – Cervelli che rientrano per il Veneto del futuro – Progetti di innovazione sociale’ che la Regione Veneto, prima in Italia, ha finanziato con 3,5 milioni di euro per realizzare 14 diversi progetti, che contemplano 55 borse di rientro e 30 borse di animazione territoriale”, fa presente Donazzan.

 

“Lo scopo di questi progetti, avviati nel 2018 e attualmente in fase di realizzazione – aggiunge Donazzan –  è quello di attirare sul territorio regionale eccellenze provenienti da diversi ambiti e favorire la mobilità, lo scambio e la permanenza di alte professionalità che intendono rientrare nelle nostre imprese e nelle nostre università dopo un periodo di permanenza all’estero”.

 

La collaborazione con le Università venete – evidenzia l’assessore – è uno dei tasselli di questo programma, che sta vedendo la realizzazione a Padova di un incubatore di start-up per offrire servizi digitali alle imprese e alle persone, l’avvio di ‘maratone informatiche’ sulle sfide cruciali del prossimo futuro (spreco alimentare, made in Veneto, invecchiamento, economia del riciclo e trasporti) e, infine, il recupero e la rigenerazione di alcuni luoghi storici della creatività e dei mestieri del nostro territorio, come la Fabrica Alta di Schio.

 

“Creatività e innovazione sono il binario di questo percorso– conclude – che sta producendo scambi e circolazione di ‘cervelli’ e ‘talenti professionali’,  in un’ottica di contaminazione e di crescita di respiro internazionale”.

Il calcio italiano, dati alla mano, rappresenta una delle principali industrie dell’economia del Paese. Eppure il settore del nostro calcio professionistico presenta evidenti difficoltà: la spesa per il calciomercato in Italia, pur risultando equiparabile ai livelli delle leghe estere più facoltose, presenta un giro di affari complessivo ben inferiore; e ancora l’elevatissima dipendenza dalle televisioni in termini di ricavi e stadi in genere non di proprietà e poco funzionali alla generazione di ricavi, contribuiscono a rendere la sostenibilità finanziaria dei club traballante.

 

Questo è lo scenario che il management delle aziende sportive ha oggi di fronte; management a cui è richiesto di dare nuove risposte e trovare soluzioni, affinché la visione di breve periodo legata al risultato sportivo e alla “felicità” del tifoso sappia coniugarsi con quella di lungo periodo, legata invece alla vita di un club finanziariamente stabile nel tempo.

 

Attorno a questi temi si snoderà il convegno “Le sfide del calcio italiano”, in calendario martedì 7 maggio alle ore 16, in Aula Magna “Guido Cazzavillan” del Campus San Giobbe, Università Ca’ Foscari Venezia. L’incontro, promosso e organizzato da Invenicement Ca’ Foscari, Associazione studentesca in collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, sarà l’occasione per fare il punto proprio sulle sfide a cui oggi sono chiamati i dirigenti sportivi.

 

A discuterne saranno alcuni ospiti d’eccezione, a partire da Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Area sport FC Internazionale, Paolo Bedin, direttore generale L.R. Vicenza, Tommaso Bianchini, Marketing Manager dell’ACF Fiorentina, e ancora Andrea Di Biase, giornalista di Calcio e Finanza, e Vincenzo Flores, direttore dell’Area audiovisivi della Lega nazionale professionisti Serie B. Moderano l’incontro Moreno Mancin, docente di Economia aziendale del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, e Paride Rossi, responsabile eventi Invenicement ETS.

 

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito di Ca’ Foscari.

Saranno due gli appuntamenti al Teatro Filosofico all’Ateneo Veneto nella Settimana Santa.

 


Leggere il simposio nel Rinascimento: da Marsilio Ficino a Leone Ebreo

Si comincia domani, lunedì 16 aprile (Sala Tommaseo, ore 17), quando Maria Vittoria Comacchi (PhD, Università Ca’ Foscari) introdurrà lo sviluppo delle filosofie d’amore rinascimentali a partire da quella di Marsilio Ficino per poi soffermarsi sui “Dialoghi d’amore” di Leone Ebreo, e sulla sua rilettura del mito dell’androgino e del mito della nascita di Eros.
Le letture dei brani analizzati sono affidate a Camilla Grandi. La conferenza è arricchita dalle musiche di Johan Sebastian Bach e Paolo Notargiacomo (con una prima assoluta), la cui esecuzione è affidata al violoncellista Pietro Silvestri, e dalla installazione “Moda filosofica”, tre sagome bidimensionali di Elia Basso, Tito Mainardi e Kevin Pistolato, studenti del Liceo Artistico di Venezia.

 


Le conseguenze nefaste dell’amore

Venerdì 19 aprile (Sala Tommaseo, ore 17) invece, argomento del TEATRO FILOSOFICO saranno “Le conseguenze nefaste dell’amore”: il professor Stefano Maso (Ca’ Foscari) in dialogo con Melania Cassan introdurrà la figura di Lucio Anneo Seneca per poi analizzare due figure tragiche celeberrime come Medea e Fedra.
Le letture affidate a Sabina Tutone si alterneranno alle musiche di Carl Philipp Emanuel Bach, Filippo Bresolin (in prima assoluta), Wolfgang Amadeus Mozart e Gioachino Rossini, eseguite dai clarinettisti Maria Luciani e Massimo Restifo Pecorella, e saranno arricchite dalle opere figurative realizzate da Chiara Fattore e Angelica Stevanato del Liceo Artistico di Venezia.

 

Realizzata in collaborazione con in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari, il Conservatorio “B. Marcello”, il Liceo Artistico-Musicale “Marco Polo” di Venezia, l’Archivio “Vittorio Cini” e Agimus Venezia, la serie di appuntamenti di TEATRO FILOSOFICO si caratterizza per il taglio interdisciplinare grazie al quale la discussione filosofica tra un giovane dottorando e un docente di chiara fama di Ca’ Foscari si alterna alla lettura teatrale dei testi esaminati e all’esecuzione di brani musicali, alcuni dei quali in prima assoluta, affidati a studenti del Conservatorio “B. Marcello”. Completa gli incontri l’esposizione di opere realizzate

 

Foto credit: FB @AteneoVeneto

“È inaccettabile e a dir poco sconcertante” per l’assessore all’istruzione e all’università della Regione del Veneto, Elena Donazzan, quanto accaduto ieri nell’aula magna “Silvio Trentin” di Ca’ Foscari a Venezia, dove alcuni appartenenti ai centri sociali hanno impedito all’ammiraglio della Marina Militare Dario Giacomin di intervenire ad una lectio magistralis organizzata dall’ateneo.

 

“Un gruppuscolo di facinorosi – afferma l’assessore – non può permettersi di imporre le proprie illogiche e improbabili motivazioni interrompendo una lectio magistralis sul ruolo della Marina Militare quale interprete degli interessi nazionali nell’attuale contesto geopolitico”.

 

“L’Università Ca’ Foscari – prosegue Donazzan – ieri è stata presa in ostaggio: una mancanza di rispetto nei confronti dell’Istituzione, della nostra Marina Militare e di un suo autorevole rappresentante, al quale, come assessore regionale all’università, ho telefonato porgendogli le mie scuse per l’increscioso episodio accaduto”.

 

“Ho anche invitato l’Ammiraglio Giacomin alla proiezione del film Il destino degli uomini, in programma al Teatro Goldoni di Venezia il prossimo 10 dicembre – precisa l’assessore –, a testimonianza del profondo rispetto che la città lagunare e il Veneto nutrono per i nostri soldati e in particolare per la Marina Militare”.

 

“Altro che fuori i militari dall’università: fuori i centri sociali dall’università! – conclude Donazzan –. Spero che i responsabili di questo vile gesto vengano presto identificati e denunciati: la libera università italiana non può subire questa violenza”.

Nell’ambito di una riflessione sui nuovi confini della città e sulle aree che negli ultimi anni sono cresciute, l’associazione culturale Mestre MIA ha individuato nel Campus universitario di Ca’ Foscari di via Torino una realtà estremamente interessante e vitale, ma non sufficientemente integrata con il resto della città.

 

Per questo, l’associazione ha dato vita a un progetto con il Campus, in collaborazione con la dottoressa Valentina Beghetto del Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi (DSMN) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, avente come scopo la creazione di iniziative comuni inerenti alla “Terza Missione” delle Università.

Con questa espressione si intendono tutte le pratiche elaborate e messe in atto dall’Università di Ca’ Foscari “finalizzate a favorire e promuovere l’attività di ricerca applicata, la cooperazione scientifica e culturale tra l’Università, i suoi Dipartimenti, le Istituzioni nazionali, comunitarie o internazionali, e il mercato imprenditoriale”.

 

Il progetto verrà meglio presentato domani, venerdì 16 novembre, alle ore 17.00, nella sala convegni Laurentianum in Piazza Ferretto a Mestre, durante una conferenza tematica a taglio scientifico/divulgativo, a cui prenderanno parte:

➢ Dott. Vincenzo Marinese (Presidente di Confindustria Venezia)

➢ Dott.ssa Doriana Visentin (Vice Presidente Ordine dei Chimici e dei Fisici)

➢ Dott. Andrea Biliotti (Mestre MIA) – presentazione dell’iniziativa e introduzione al tema

➢ Dott.ssa Valentina Beghetto – “Vivere Senza Chimica?”

➢ Dott. Giovanni Marsili – ricadute economiche dell’attività di ricerca sulla chimica

➢ Dott.ssa Roberta Magarotto – BASF di Treviso

➢ Roberta Vasselli – Lettura Poesia

➢ Cav. Maria Laura Faccini (Moderatore)

 

A seguire, un rinfresco.

 

L’evento è reso possibile grazie a BASF, Biopol, Colorificio San Marco, Confcommercio Mestre, Confindustra Venezia, Fondazione Ca’ Foscari, Novamont, Ordine dei Chimici e dei Fisici.

 

Per ulteriori info:

tel. 041976460

cell. 3483801131

[email protected]

 

Sarà pronto per la prossima estate il più grande studentato di Venezia, che l’Università Ca’ Foscari Venezia sta realizzando a Santa Marta, grazie a un investimento di circa 30 milioni di euro, reso possibile da risorse della Cassa Depositi e Prestiti, dell’Inps (attraverso il fondo immobiliare Erasmo, a cui è l’area è stata data in concessione per 75 anni) e del Miur (pari a 4,5 milioni di euro).

 

L’intervento di “student housing” prevede la realizzazione di 650 posti letto, suddivisi in tre edifici: il “Parallelepipedo”, con 59 stanze doppie e 18 singole (per un totale di 136 posti), il “Cubo”, con 67 doppie e 152 singole (286 posti letto) e l’“Edificio Sud” da 112 doppie e 4 singole (228 posti letto). La parte di alloggi sarà completata da spazi comuni adibiti alla didattica e al tempo libero, nonché da una superficie verde pubblica di 1800 metri quadri, attorno alla quale ruota l’intero assetto costruttivo. Questa, grazie ad un accordo stipulato con il Comune di Venezia, metterà in comunicazione il campus con l’area residenziale che lo circonda.

 

“Con questo progetto – ha dichiarato l’assessore De Martin – viene rivitalizzata un’intera porzione della città, viene data nuova linfa al tessuto urbano, a dimostrazione del fatto che Venezia è ancora forte e che punta al suo futuro. Gli spazi comuni previsti nello studentato sono importanti tanto quanto gli alloggi, perché sono luoghi di aggregazione, che aumenta la qualità di vita sia all’interno dell’Università, che al di fuori. Santa Marta è una zona che va sicuramente rigenerata anche in altre sue parti, sarà scenario di grandi trasformazioni e questo primo passo è davvero un grande risultato. Infatti si parla di residenzialità studentesca – ha concluso De Martin – come una condizione temporanea, mentre uno degli obiettivi dell’Amministrazione è proprio di puntare su chi resta: fare in modo che gli studenti che si formano nelle nostre università abbiano anche la possibilità poi di vivere e lavorare in città”.

 

Il rettore Bugliesi ha spiegato come Ca’ Foscari stia puntando fortemente alla costruzione di residenze universitarie, ricordando che nel 2020 sarà completato il campus di San Giobbe (da 225 posti letto) e, successivamente, verranno creati altri 150 posti letto in via Torino. “In questo modo – ha affermato il rettore – puntiamo ad attrarre non solo giovani della nostra regione, ma provenienti anche dal resto del Paese e dall’estero, per favorire la creazione di una comunità di studio variegata e arricchente. E miriamo a contribuire alla rigenerazione urbana, favorendo e sviluppando attività legate alla produzione della conoscenza”.

 

Il mercato degli alloggi studenteschi è in piena crescita in Europa e questa tendenza si sta affermando ultimamente anche in Italia. Gli investitori hanno sottolineato che, in questo contesto, l’esperienza veneziana emerge in modo particolare, perché dimostra come funziona il suo saper “fare sistema” per realizzare progetti.

 

La presentazione si è conclusa con una visita al cantiere, per mostrare le prime quattro “demo-room” al piano terra dell’edificio “Parallelepipedo”: stanze ampie e luminose, dotate di comode scrivanie, armadiature, bagno e angolo cottura.

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