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Oggi, 25 novembre, ricorre la Giornata contro la violenza sulle donne. Diciamo STOP alla violenza e SÌ alla gentilezza con una bellissima poesia che fa riflettere

 

In piedi, Signori, davanti a una Donna
per tutte le violenze consumate su di lei
per tutte le umiliazioni che ha subito
per il suo corpo che avete sfruttato
per la sua intelligenza che avete calpestato
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata
per la libertà che le avete negato
per la bocca che le avete tappato
per le ali che le avete tagliato
per tutto questo
in piedi, Signori, davanti a una Donna.

 

E non bastasse questo
inchinatevi ogni volta
che vi guarda l’anima
perché Lei la sa vedere
perché Lei sa farla cantare.

 

In piedi, Signori,
ogni volta che vi accarezza una mano
ogni volta che vi asciuga le lacrime
come foste i suoi figli
e quando vi aspetta
anche se Lei vorrebbe correre.

 

In piedi, sempre in piedi, miei Signori
quando entra nella stanza
e suona l’amore
e quando vi nasconde il dolore
e la solitudine
e il bisogno terribile di essere amata.

 

Non provate ad allungare la vostra mano
per aiutarla
quando Lei crolla
sotto il peso del mondo.

 

Non ha bisogno
della vostra compassione.
Ha bisogno che voi
vi sediate in terra vicino a Lei
e che aspettiate
che il cuore calmi il battito,
che la paura scompaia,
che tutto il mondo riprenda a girare
tranquillo
e sarà sempre Lei ad alzarsi per prima
e a darvi la mano per tirarvi sù
in modo da avvicinarvi al cielo
in quel cielo alto dove la sua anima vive
e da dove, Signori,
non la strapperete mai.

Una maratona di interventi e poesie per sensibilizzare la cittadinanza al contrasto della violenza sulle donne. È questa l’iniziativa presentata ieri mattina nel chiostro del Museo M9 dal presidente dell’associazione culturale Mestre Mia, Andrea Sperandio, alla presenza della presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano. Appuntamento a domani, mercoledì 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in un negozio sempre nel chiostro dell’M9, per un evento che si svilupperà in streaming dalle 11 fino alle 19, durante il quale saranno innumerevoli gli esponenti delle istituzioni, delle Forze dell’ordine, della cultura e del giornalismo che si passeranno il testimone per una lunga “no stop” (online sui canali social di Mestre Mia) con unico filo rosso: la volontà di sensibilizzare la cittadinanza su una piaga che, purtroppo, durante i mesi della pandemia si è aggravata ulteriormente.

 

 

Anche la presidente Damiano interverrà, al pari del vicesindaco Andrea Tomaello e della responsabile del Centro antiviolenza del Comune Patrizia Marcuzzo, oltre che di consiglieri comunali, parlamentari, esponenti della cultura, delle associazioni di categoria e del giornalismo: “Il Comune di Venezia è sempre in prima linea per contrastare la violenza sulle donne – ha dichiarato Damiano – Un impegno che non si ferma alla giornata dal 25 novembre ma è costante e continuo. Il nostro Centro antiviolenza, il primo pubblico in Italia, non solo sviluppa una articolata attività di sostegno alle vittime di violenza, ma può contare su un’importante attività di rete sul territorio, proprio per non abbassare mai la guardia rispetto a questa tematica. Quest’anno in particolare assume ulteriore importanza lanciare questo tipo di messaggi, perché durante la pandemia il problema si è acuito. Sono almeno due le donne che si rivolgono al nostro Centro antiviolenza ogni settimana, a dimostrazione che i numeri sono ancora preoccupanti e la violenza di genere è ancora una piaga sociale. Per questo noi non vogliamo fermarci e a giugno abbiamo inaugurato due nuovi sportelli del Centro a Cannaregio e al Lido di Venezia. Ricordo alle donne – ha concluso – che non devono sentirsi sole e le istituzioni ci sono. La violenza di genere è prima di tutto un problema culturale, e molto c’è ancora da fare da questo punto di vista”.

 

L’evento di domani si inscrive in questo solco, chiedendo alla cittadinanza di stringersi attorno alle donne vittime di violenza fisica, psicologica e di altri tipi di maltrattamenti mediante la maratona di interventi.

“I dati pubblicati dalla Polizia di Stato nei giorni scorsi riguardanti le violenze sulle donne In Italia sono preoccupanti e non possono essere ignorati dalle istituzioni”. Questo il pensiero delle deputate del Gruppo Misto Silvia Benedetti e Sara Cunial, che proseguono: “Ottantotto donne al giorno, una ogni quarto d’ora. Un numero impressionante per un paese che si considera civile. Un numero enorme di uomini che perpetua violenza sulle donne: non ci stancheremo mai di ripetere che occorre guardare a chi è soggetto attivo nelle violenze, perché il fulcro del problema risiede in una mascolinità tossica. La mascolinità tossica porta l’uomo a pensare che la compagna sia di sua proprietà, che non abbia diritto a una propria opinione e men che meno a ribellarsi. I dati sfatano anche il mito che a essere violenti sono gli stranieri: l’80,2% delle vittime è italiano, come il 74% dei carnefici. I femminicidi, ovvero le violenze conclusesi con un tragico epilogo, rappresentano il 34% di tutti gli omicidi, sono aumentati nell’ultimo anno e in 6 casi su 10 l’assassino è partner o ex. Si tratta di una vera e propria strage di innocenti”.

 

“La politica non può più ignorare questi dati, specialmente il 25 novembre, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Con il Codice Rosso si è fatto un primo passo nel combattere questi fenomeni, ma occorre far capire, attraverso campagne di sensibilizzazione sempre maggiormente diffuse soprattutto tra i giovani ragazzi,  che l’uomo e la donna sono paritari in tutto e vi deve essere rispetto tra loro”, terminano le portavoci.

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, al fine di sensibilizzare l’umanità verso l’eliminazione della violenza contro le donne.

 

La scelta della data fu legata al 25 novembre del 1960, giorno in cui, nella Repubblica Dominicana di Trujillo, fu compiuto un brutale assassinio di tre sorelle considerate rivoluzionarie: le sorelle Mirabal, che furono torturate e strangolate. Dopo l’uccisione venne simulato un incidente e furono ritrovate in fondo a un burrone.

 

 

Ogni 15 minuti una donna è vittima di violenza

La matrice della violenza permane ancora oggi in ogni parte del mondo e in Italia, come registra il report 2019 della Polizia di Stato, in base al quale ogni 15 minuti si verificano reati di violenza contro il genere femminile.
In alcuni luoghi le donne bambine vengono date in spose, in altri vengono private dell’utero per poter lavorare senza l’inconvenienza del ciclo mestruale, in altri vengono violentate, trucidate e uccise con regolarità, in altri ancora sono vittime di violenze domestiche e altre violenze sempre più sofisticate e capaci di demolire la dignità femminile anche senza sfiorare fisicamente il corpo della donna e, talvolta, senza che la vittima ne abbia immediata consapevolezza.

 

Cadiamo spesso nell’errore di considerare la violenza solo come percosse, lesioni, minacce o stupro, contestualizzati in un ambiente degradato e caratterizzato da scarsa cultura o da condizioni economiche difficili. Ma la violenza non ha alcun cliché. Essa si può manifestare in dinamiche diverse e in contesti culturali e socio economici di ogni livello, concretizzandosi in comportamenti celati tanto quanto evidenti. Essere controllate in modo costante e soffocante dal partner, vedersi negato l’accesso alle risorse economiche dal marito o compagno, essere costrette ad avere un rapporto sessuale con il proprio marito, essere derise o insultate in pubblico, essere escluse dalle decisioni inerenti i propri figli, sono solo alcuni esempi di una violenza che non lascia i segni evidenti sulla pelle, ma lascia segni profondi nell’anima e nell’autostima. Si tratta della violenza psicologica ed economica.
Si legge sui giornali che la violenza fisica omicida si manifesti come un raptus momentaneo. In realtà non è mai così. La violenza si manifesta sempre in progressione ed è dovere di tutti educare i giovani a saper riconoscere i comportamenti sentinella, in modo da agire prima che si verifichino conseguenze irreparabili, sradicando la cultura della violenza e promuovendo l’educazione all’affettività.

 

Colpevoli in cerca di giustificazione

Oggi assistiamo a una vera e propria sostituzione della parola con i gesti. Quando non riusciamo a dare un nome alle nostre emozioni, perdiamo la capacità di guardare dentro noi stessi ed è come se interrompessimo il meccanismo di elaborazione dei nostri disagi. Un apparato emotivo che non riesce a tradurre l’emozione in parola scivola più facilmente nel gesto violento, unica forma espressiva che riesce a manifestare. Il processo di disumanizzazione che l’età della tecnica ha portato nel mondo del lavoro ha determinato un’accelerazione verso esigenze di efficienza e di competitività che chiedono alle persone di soffocare le emozioni, di essere anaffettive e produttive in ogni istante della vita lavorativa. Se fuori sei controllato e perfetto, le ansie e le emozioni trattenute rischiano di trovare sfogo solo nell’ambito familiare, ecco perché spesso la famiglia diventa il luogo dove può accadere di tutto, come purtroppo ci raccontano le cronache al pari di bollettini di guerra.
Anche la violenza sessuale non arresta la sua diffusione specie nelle grandi città dove, anche in pieno giorno, in strada come in casa, ad opera di amici, fidanzati o mariti, si consuma uno dei reati più atroci con spaventosa ricorrenza. Apprendiamo sgomenti le confessioni di gruppi di giovani ragazzi che, come in un orribile gioco, si giustificano vililmente: “se l’è cercata, aveva bevuto, aveva accettato un passaggio, mi aveva incoraggiato, mi invitava con lo sguardo”.

 

Iniziativa “Lasciala Libera di Volare”

Fermo nella convinzione che ogni violenza su una donna sia il risultato di un fallimento educativo, il CNDDU (Coordinamento nazionale docenti della disciplina diritti umani) promuove le attività didattiche tese all’approfondimento del fenomeno, delle sue manifestazioni e degli strumenti di tutela come l’iniziativa dell’ISI Pertini di Lucca, intitolata “Lasciala Libera di Volare”.

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita nel dicembre del 1999 dall’Assemblea delle Nazioni Unite. Da vent’anni viene celebrata con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di un vero e proprio cambiamento culturale. Bisogna infatti partire dall’assunto che la violenza verso le donne rappresenta una violazione dei diritti umani, una distorsione della relazione tra uomo e donna che diventa rapporto di forza e di possesso.

L’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Preganziol persegue da anni un percorso di iniziative e proposte alla cittadinanza che trovano occasioni importanti di riflessione e partecipazione.

 

Quest’anno si ricordano in particolare la Staffetta sul Terraglio di oggi, in occasione della quale il Gruppo Donne Preganziol ha organizzato un momento di riflessione in Piazza Gabin alle 10.20, e l’evento di domani in Piazza Ronfini, dal titolo Educhiamo al rispetto – Dove c’è rispetto non c’è violenza.

 

Il filo conduttore che lega le proposte è il rispetto come valore sociale fondante e l’educazione alla parità di genere come base per una città inclusiva e accogliente.

 

 

Tre giovani donne, di spalle, si abbracciano tenendosi per la vita. È l’immagine-simbolo della nuova campagna regionale “Non sei sola- Affidati alla rete” avviata dalla Regione Veneto d’intesa con la rete dei Centri antiviolenza. Una campagna per informare e sensibilizzare le donne, attraverso pieghevoli e bigliettini da visita distribuiti nei luoghi ‘topici’ della vita femminile e in tutte le strutture sanitarie, farmacie comprese, per aiutarle a non subire un “amore malato”, ad aver coraggio di denunciare aggressioni, discriminazioni e violenze, a mettere in salvo se stesse e gli eventuali figli da una relazione violenta.

 

“In Veneto sono attive 44 strutture antiviolenza, tra sportelli di ascolto, centri antiviolenza e case rifugio, in pratica una ogni 53 mila donne residenti. Lo scorso anno hanno incontrato e ascoltato 8464 donne, quasi il doppio del 2017, e hanno preso in carico 3256 donne, 150 in più dello scorso anno”, ha ricordato l’assessore alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin, nel presentare a palazzo Balbi, alla presenza del presidente Luca Zaia, quanto fa la Regione Veneto per contrastare la violenza di genere, alla vigilia della Giornata mondiale celebrata dall’Onu il 25 novembre.  La rete delle strutture antiviolenza in Veneto nel 2018 ha ricevuto una segnalazione o richiesta di aiuto ogni 300 donne residenti e ha preso in carico una vittima ogni 770 donne residenti.

 

Oltre a sostenere i centri antiviolenza la Regione ha provveduto con 109 corsi a formare oltre 3300 operatori di pronto soccorso (medici, infermieri, ostetriche, pediatri, ginecologi ma anche medici di base, farmacisti, assistenti sociali, psicologi) perché ospedali, ambulatori e presidi sanitari sono la prima ‘sentinella’ per intercettare abusi e violenze e per aiutare le donne a diventarne consapevoli e ad avere il coraggio di autotutelarsi. “È stato fatto un grande lavoro di squadra per affrontare quello che non è solo un problema sanitario, ma un problema sociale  – ricapitola Gianna Vettore, medico di pronto soccorso e responsabile del Centro regionale di Emergenza e Urgenza- Abbiamo così impostato nei Pronto Soccorso percorsi ‘privilegiati’ di trattamento e accompagnamento, omogenei in tutto il territorio regionale, utili anche per affrontare la violenza assistita, cioè quella subita dai minori, che lascia ferite per tutta la vita. La campagna informativa è un invito alle donne a fidarsi e ad imparare a chiedere aiuto”.

 

Se il primo passo è aiutare le donne a riconoscere e denunciare le violenze subite, il passo ulteriore è avviare un percorso di autonomia. Per le donne vittime di violenza e avviate ad un percorso protetto la Regione garantisce alle associazioni antiviolenza la disponibilità di alcuni alloggi pubblici. Ora, grazie alla nuova intesa raggiunta con Confindustria Veneto (il protocollo è pubblicato oggi sul Bur), il sistema produttivo regionale è impegnato a facilitarne l’inserimento occupazionale.

 

L’impegno di spesa complessivo per campagne informative, rete delle strutture, formazione degli operatori di emergenza ed urgenza e percorsi protetti ha superato i 12 milioni nell’ultimo decennio, 5.9 milioni stanziati dalla Regione, il resto di fonte statale. Con una differenza, però: mentre i finanziamenti regionali (previsti dalla legge 5/2013) sono puntuali e arrivano alle strutture nell’arco di un anno, per quelli statali l’ultima erogazione risale al 2017 e si attende ancora la liquidazione del riparto dei fondi 2018.

Alla conferenza di questa mattina sulla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stato reso noto il nutrito programma che coinvolgerà il territorio comunale e limitrofo con manifestazioni, spettacoli teatrali, convegni e performance musicali, da oggi fino alla fine di novembre.

 

L’intento è sensibilizzare la cittadinanza e l’opinione pubblica su un tema tanto delicato e sentito, quotidianamente alla ribalta delle cronache, quale la violenza sulle donne. Un tema contro cui il prossimo 25 novembre tutto il mondo si stringerà a gridare il suo NO.

 

Dopo i saluti iniziali del Sindaco Davide Bortolato, l’assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità Giuliana Tochet ha preso la parola e aperto la conferenza: “Quest’anno l’amministrazione comunale ha voluto lavorare a più mani per mettere a punto gli eventi proposti in calendario. Affianco a me ho l’assessore alla Sicurezza, Carlo Albanese, poiché così come le pari opportunità anche la sicurezza del territorio è un fattore importante al fine di verificare possibili anomalie che possano portare a casi di violenza”.

 

Pietra miliare delle iniziative in programma si riconferma anche quest’anno la staffetta del 24 novembre che percorrerà il Terraglio, strada simbolo della tratta delle donne. Con partenza da Preganziol, la Staffetta sul Terraglio confluirà in Piazza Caduti, dove quest’anno sarà deposta una pietra d’inciampo, una mattonella a memoria di tutte le donne vittime di femminicidio, realizzata dallo scultore Giovanni Benetton.

L’opera sarà scoperta all’arrivo delle partecipanti, invitate a trattenersi di fronte a essa per un momento di riflessione, e poi a prendere parte alle azioni sceniche e alle letture a tema, proposte dai gruppi Quante storie e L’8sempre Donne Mogliano.

 

“Da assessore alle Pari opportunità, con questi eventi e in particolar modo con l’assessore alla Sicurezza, come Amministrazione comunale vogliamo far prendere coscienza ai maschi che noi donne non siamo giocattoli di loro proprietà che altri vogliono prendere o che a loro piacimento possono usare; siamo Persone e con l’intelletto, quindi pretendiamo RISPETTO invitandoli a pensare e ad agire con responsabilità verso l’ALTRO” – continua la Tochet. – “La violenza sulle donne non è soltanto quella fisica ma anche quella silente, psicologica, che si percepisce solo fra le mura domestiche o si subisce nei posti di lavoro o di responsabilità dove la donna purtroppo ancora oggi è vista come essere inferiore, dove l’uomo si sente in diritto di giudicare a prescindere, dove manca il rispetto”.

 

Questo è l’inizio di un percorso che coinvolgerà l’amministrazione moglianese a partire da oggi (e per altri 5 incontri il lunedì pomeriggio) con il laboratorio di autostima al femminile Io sto con me, concepito come uno spazio di scambio e di confronto tra le partecipanti e di esplorazione di sé in relazione con le altre.

 

Proseguendo con le iniziative, nel pomeriggio di domenica 24 novembre al teatro Astori si terrà una rappresentazione teatrale a cura della compagnia Attori per Caso, dal titolo Las mariposas, che racconta visioni e spaccati di vita delle sorelle Mirabal.

Altra rappresentazione teatrale è quella di giovedì 28 novembre dal titolo Uno, nessuna, centomila, un reading a due voci ad opera di Marco Artusi ed Evarossella Biolo, su racconti di violenza in forma romanzata, che si terrà sempre all’Astori.

 

Altra pietra miliare di quest’anno per Mogliano è il convengo di venerdì 29 novembre Vite Oltre il Limite, di cui la moglianese Luciana Ermini sarà moderatrice, con la partecipazione del criminologo Andreas Aceranti e dell’avvocato penalista Mattia Alfano.

L’assessore Carlo Albanese si è così pronunciato: “Due mesi fa ho partecipato a un congresso dell’Osservatorio Nazionale contro il femminicidio, dove ho visto delle video-testimonianze di donne e di uomini vittime di violenza che mi hanno colpito molto per le problematiche raccontate. Spesso noi vediamo solo il servizio alla TV o leggiamo la notizia sui giornali se avviene in un territorio a noi vicino, come i recenti casi accaduti a Noventa di Piave e a San Donà. Però qui finisce tutto. Memore di quell’incontro così toccante e profondo, mi sono attivato per proporre qualcosa di analogo riuscendo a individuare delle persone che potessero intervenire per spiegare al meglio queste dinamiche e il prossimo 29 novembre al centro sociale di Mogliano ci sarà questo grande evento, a cui vi invito tutti. Ringrazio infine quanti hanno dato la loro disponibilità al raggiungimento dell’obiettivo.”

 

A cura di Coop Alleanza 3.0, il gruppo L’8sempre Donne Mogliano e ANPI, il concerto musicale Armoniose chiuderà in musica il calendario di eventi proposto, con la performance di due concertiste catanesi, che verranno a Mogliano per portare la loro testimonianza.

 

Inoltre, da venerdì 22 novembre la fontana di Piazza Caduti sarà illuminata di rosso, come omaggio a tutte le donne vittime di violenza, mentre uno striscione esposto a fianco del Municipio servirà a ricordare che la violenza sulle donne è inaccettabile.

 

Ricordiamo che il Comune di Mogliano Veneto fa parte della Commissione Intercomunale per le Pari Opportunità (CPOI), insieme ai Comuni di Casier, Preganziol, Casale sul Sile, Zero Branco e Marcon.

Il 25 novembre sarà la giornata dell’Organizzazione delle Nazioni Unite contro le violenze fisiche e psicologiche sulle donne. L’Umana Reyer conferma la sensibilità nei confronti della tematica dando il proprio sostegno alla campagna di sensibilizzazione dei “sacchetti del pane”. L’iniziativa, nata da un’idea della Commissione Pari Opportunità dei Chimici e Fisici del Veneto, con il supporto del Comune di Venezia, avrà luogo per due settimane a partire da lunedì 19 novembre su tutto il territorio del Comune di Venezia.

 

Il pane sarà venduto in sacchetti su cui sono stampati i recapiti del Centro antiviolenza (telefono: 041.5349215, email: [email protected]), così da consentire a tutte le cittadine e ai cittadini di contattare, in caso di necessità, le operatrici del Centro per avere informazioni ed eventuale aiuto concreto. I dati riportano che ogni anno circa 200 donne si rivolgono al centro antiviolenza del Comune di Venezia.

 

 

Nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, tenutasi al Palasport Taliercio di Mestre, la team manager dell’Umana Reyer femminile, Roberta Meneghel, ha così dichiarato: “La nostra società, è anni che è impegnata sul territorio in queste iniziative contro la violenza sulle donne: un tema che tocca molto da vicino soprattutto noi donne che facciamo uno sport considerato maschile. Ci teniamo molto dunque a sensibilizzare gli uomini, i bambini e le donne stesse. Dico infatti a tutte le donne di tirar fuori la loro forza e contattare il Centro antiviolenza, se ne hanno bisogno, senza paura di ammettere di avere un problema, perché è questo il primo step per superarlo”.

 

L’iniziativa è stata presentata al pubblico in occasione del super match casalingo di ieri sera, che ha visto la squadra maschile dell’Umana Reyer sfidare la formazione AX Armani Exchange di Milano.

 

Dalle canzoni di “Principesse un corno”, alla Staffetta, con rappresentazioni e momenti di riflessione

 

La Staffetta contro la violenza sulle donne lungo il Terraglio sarà il momento clou delle iniziative con la quali il Comune di Mogliano intende ribadire il NO incondizionato alla violenza sulle donne il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

 

Scopo della giornata e delle iniziative moglianesi è sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza perpetrata contro le donne, una piaga che non si arresta, che riempie le cronache giorno dopo giorno e che spesso viene esercitata all’interno delle mura domestiche.

 

Il ricco programma quest’anno è promosso assieme alla Commissione per le Pari opportunità sovracomunale, cui il Comune di Mogliano aderisce assieme a quelli di Casier, Preganziol, Casale sul Sile, Zero Branco e Marcon, in collaborazione con la propria Consulta per le Pari opportunità, la SOMS, l’Università Popolare di Treviso, scuole, associazioni e gruppi del territorio, particolarmente sensibili alla tematica.

 

“Non possiamo rimanere passivi di fronte a questa violenza e accettare che donne, mogli, fidanzate, bambine ne siano vittime fino a perdere la vita, magari dopo anni di vessazioni di ogni tipo, fisica, psicologica, economica. Dobbiamo urlare il nostro no, sradicare l’ignoranza che genera questi gesti di cui sono protagonisti i mariti, i fidanzati, uomini che credono che la donna sia un oggetto a loro disposizione e che su di essa possano scaricare le loro follie. Per questo, ancora una volta, con una rete sempre più ampia, daremo alla cittadinanza molti spunti di conoscenza e riflessione”, commentano il sindaco Carola Arena, e l’assessore alle Pari opportunità Daniele Ceschin.

 

La fontana di Piazza Caduti sarà illuminata di rosso per l’intero periodo e anche una panchina del Parco Arcobaleno sarà tinta di rosso, su iniziativa dell’associazione Amici del Parco, per dare un ulteriore segnale di sensibilizzazione.

 

Il primo appuntamento è per domani, mercoledì 14 novembre (ore 20.45 al Cinema Teatro Busan, ingresso libero), quando andrà in scena “Principesse un corno!”, viaggio musicale attraverso gli stereotipi sul femminile alla ricerca della parità di genere, a cura del Coro “In…Cantare” dell’Università Popolare di Treviso, diretto da Erica Boschiero con la partecipazione di Rosanna Trolese.

 

 

Le altre iniziative si terranno:

– martedì 20 novembre (ore 20.30 all’Auditorium Scala – presso scuola Margherita Hack) con “Amore rosso”, una serata dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne a cura della Biblioteca Isola del Tesoro scuola media Margherita Hack;

– mercoledì 21 novembre (ore 20.45 al centro sociale) con “La rivoluzione interrotta: le donne turche a metà fra involuzione e voglia di emancipazione”, un incontro dibattito con Marta Ottaviani, giornalista de “La Stampa” e “Avvenire”;

– sabato 24 novembre (ore 20.45 al Teatro Astori, ingresso libero con offerta volontaria) con “C’erano una volta le streghe…!”, a cura dell’associazione culturale Attori per Caso, Regia di Patrizia Marcato.

 

Il 25 novembre, in occasione della giornata mondiale, ci sarà la Staffetta lungo il Terraglio, con partenza alle sia da nord, alle 9.30 da Frescada, Pasticceria Terraglio, sia da sud, alle 11.00 da Marocco, Piazzale Chiesa S. Antonio, per confluire in Piazza Caduti, verso le 11.45, dove si svolgeranno alcune performance, tra cui “Donne come mai”, azione scenica a cura del Gruppo “Le Tapparelle”, Azione sedie vuote con lettura dei nomi delle donne uccise, e proiezione di un video realizzato dai ragazzi del Liceo Berto, con la presenza della prima squadra Mogliano Rugby 1969, tutto a cura dell’associazione “L’8 sempre donne Mogliano”  (in caso di maltempo le iniziative si terranno al centro sociale).

 

 

Nella stessa giornata a Marcon (ore 10.00 al centro culturale De Andrè) si svolgerà “La panchina rossa” – “Quando sono loro a raccontare: letture di testimonianze per non abbassare la guardia”, a cura di Amministrazione Comunale e Cosima Spinelli, scrittrice.

Mentre a Preganziol (ore 10.30 presso la biblioteca comunale) ci sarà l’“Inaugurazione della panchina rossa contro la violenza sulle donne”, a cura dell’amministrazione comunale e del gruppo Donne di Preganziol.

 

 

Altre iniziative per concludere il ciclo si svolgeranno a Mogliano:

– lunedì 26 novembre alle 11.00, Piazzetta del Teatro (in caso di maltempo l’evento è posticipato a venerdì 30 novembre), con “Nessuna conseguenza”, coreografie a cura delle classi terze della scuola secondaria di primo grado Margherita Hack;

– martedì 27 novembre (ore 20.30 al centro sociale) con “Quando l’amore diventa controllo. Riflessioni, caratteristiche e strumenti di tutela per conoscere lo stalking”, a cura del Centro Donna, con la collaborazione del gruppo Quante Storie;

– sabato 1° dicembre alle 10.30 (al Cinema Teatro Busan), con l’evento riservato agli studenti del Liceo Berto “C’erano una volta le streghe…!”, a cura dell’associazione culturale Attori per Caso, regia di Patrizia Marcato.

 

 

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