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Spesa. In sei mesi le famiglie veneziane hanno sborsato 1.400 euro in più

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Al supermercato si opta per le promozioni e per i prodotti a marchio interno. Il carrello della spesa è più vuoto, i prodotti di alta gamma restano a margine degli acquisti. Per le forniture di luce e gas, ci si ingegna. Si cercano le aziende con le offerte più vantaggiose, almeno all’apparenza.

Si pone molta più attenzione ai consumi superflui, si evita l’utilizzo eccessivo dell’aria condizionata, per quanto il caldo la faccia da padrone, si usa meno sia la lavatrice che la lavastoviglie.  Insomma – come rivela un sondaggio svolto da Adico fra un centinaio di propri soci – di fronte a un carovita che sul fronte della spesa alimentare e dell’energia risulta fuori controllo, metà delle famiglie mestrine sta cercando di adottare misure di contenimento concrete e quotidiane, per integrare bonus e sostegni del tutto insufficienti in questa clamorosa impennata dell’inflazione.

Nel Comune di Venezia, come conferma l’Istat anche con i dati di giugno, il potere d’acquisto sta crollando a causa dell’aumento dei prezzi. Secondo Adico, che ha elaborato i dati dell’Istat, nei primi sei mesi dell’anno il costo del carrello della spesa per le famiglie veneziane è cresciuto in media del 5,6%, con un esborso di circa 130 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2021.

Per le bollette, invece, si sono pagati mediamente 1.250 euro in più di prima, un vero e proprio salasso. Il calcolo si basa tenendo presente la spesa “mediana” mensile registrata lo scorso anno nel nostro territorio. Nel 2021 l’Istat certifica per oltre metà delle famiglie veneziane un esborso di circa 385 euro al mese per i prodotti alimentari e di 800 euro per quelli legati alla casa, fra i quali rientrano anche le bollette. Fra gennaio e giugno 2022, invece, il costo medio mensile per il carrello della spesa è salito a circa 406 euro (21 euro in più); quello di abitazione, luce e gas a 1.008 (+208 euro).

“Il caro vita è di sicuro la nostra prima emergenza – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – perché è un problema che riguarda più o meno tutti. Facendo due conti, è stato bruciato uno stipendio mensile da 1.400 euro, solo con l’aumento dei prezzi di prodotti alimentari, energia elettrica e gas. Nell’arco di un anno questo importo potrebbe sfiorare i 3 mila euro, cifra che bonus come quello da 200 euro non possono minimamente attutire. Per questo riteniamo positivo seppur necessaria l’adozione di comportamenti virtuosi da parte delle famiglie per risparmiare. Tutte accortezze che possono essere adottate anche in periodi migliori, soprattutto nel campo dei consumi energetici ma che in momenti come questo risultano fondamentali e a volte decisive”.

credits foto Adico
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