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Sociale. Dalla Regione 900mila euro per la rete degli empori della solidarietà

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La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore alla Sanità e alle Politiche sociali, Manuela Lanzarin, ha approvato il progetto Rete degli Empori della Solidarietà per gli anni 2022-2023, con un finanziamento complessivo di 900mila euro.

È un progetto, presente ormai da diversi anni, dove la rete gli empori della solidarietà è un riferimento nel sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali a livello locale, volto ad assicurare a tutti il diritto al cibo e ad una sana e corretta alimentazione, anche grazie al contenimento degli sprechi alimentari. L’emporio della solidarietà è rivolto in via prioritaria ai nuclei familiari in condizione di reale difficoltà e disagio familiare, lavorativo, economico e sociale, e da molti anni è inserito fra le politiche regionali di contrasto alla povertà e di promozione dell’inclusione sociale.

La formula dell’emporio solidale è diffusa nella nostra regione con il Banco Alimentare e 27 punti di distribuzione, suddivisi fra empori diretti ed indiretti, tutti gestiti da volontari. Grazie agli empori solidali, le persone che si trovano in gravi difficoltà economiche ricevono una tessera con la quale possono fare la spesa sia di generi alimentari che di prodotti di prima necessità.

Attraverso l’intercettazione della situazione di bisogno, il centro di ascolto si rivolge alla persona, o alla famiglia, in difficoltà che in questo modo viene introdotta in un progetto di accompagnamento in cui l’accesso ai beni alimentari e di prima necessità è uno degli elementi della presa in carico. L’attribuzione di punti mensili permette di accedere alla spesa gratuita e consapevole presso l’emporio, fornito da donazioni ed acquisti svolti grazie al sostegno della Regione.

Molti empori sono strutturati come spazi polifunzionali ed oltre a dare aiuto alimentare, sono punti di ascolto, di formazione e di socialità, in alcuni di essi vi sono già interessanti connessioni ed interazioni con i servizi del lavoro, in cui vengono date le prime indicazioni e i riferimenti dei Centri per l’Impiego più vicini.

“Sostenendo la rete degli empori della solidarietà confermiamo un’importante azione a sostegno delle famiglie in difficoltà – sottolinea l’Assessore -. In questo momento storico in cui alle ripercussioni economiche dettate dalla pandemia si stanno aggiungendo quelle in conseguenza della guerra in Ucraina, è prioritario indirizzare la massima attenzione verso le forme di marginalità e soprattutto alle nuove povertà. In tutto il 2021 sono stati 159.563 i beneficiari assistiti dagli empori, anche per situazioni di bisogno temporaneo, di cui 51.297 nuclei familiari in stato di necessità. Questo grazie a 130.838 quintali di eccedenze che nel corso dell’anno sono state recuperate sia dalla grossa distribuzione che dai piccoli produttori e dalla colletta alimentare.  Sono state attivate collaborazioni fra circa 1.000 soggetti tra enti e organizzazioni caritative, con il coinvolgimento settimanale di oltre 1.000 volontari nella raccolta e redistribuzione degli alimenti”. 

“Tra le categorie più vulnerabili prese in carico dalla rete ci sono nuclei con figli, in abitazioni in affitto e, prevalentemente, persone con basso livello di istruzione – aggiunge Lanzarin -. Gli effetti generati dalla crisi internazionale, con un numero crescente di persone che chiedono aiuto anche agli Empori. Accanto infatti alle tradizionali forme di emarginazione, affiorano nuove situazioni che vedono sempre più famiglie costrette a vivere in solitudine il loro disagio. Anche la rete è cresciuta nel corso degli anni: nel 2015 era composta da 7 Empori, nel 2019 da 24, nel 2020 cresceva di ulteriori 2 unità, raggiungendo nel 2021 il numero di 28 realtà consolidate”.

La “Rete degli Empori delle Solidarietà” è composta da 28 punti dislocati in 6 province: 9 (più il banco alimentare) a Verona, 6 a Venezia, 4 a Treviso, 3 a Vicenza, 2 a Rovigo, 3 a Padova. Al momento non ci sono empori della solidarietà in provincia di Belluno dove, però, sono presenti delle forti reti sociali.

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