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Sior Pare e i film: Mediterraneo

2 minuti di lettura

Come ho descritto più volte il Sior Pare ama pochi film, ma alcuni li riguarda senza tregua. Tra questi la menzione d’onore va sicuramente a “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores. La cosa è strana, perché, tolto i film di Totò, non ha mai amato particolarmente il cinema italiano, eppure quel film è la sua droga. Se lo facessero tutti i giorni lui sarebbe capace di guardarselo ogni volta.

Non trovandolo nelle varie piattaforme, se non ogni tanto su Sky, se lo è cercato su Youtube, e così sa che quando ne ha voglia, chiama Alexa e se lo può vedere tranquillamente.

  • “Eo go trovà su Youtube, ma i ga tagià dee scene, sa? No ghe xe quea dei Ghey e de Alessandro Magno. Ghe xe ea censura su Youtube?!? (L’ho trovato su Youtube, ma hanno tagliato delle scena, sai? Non c’è quella dei Gay e di Alessandro Magno. C’è la censura su Youtube?!?)”

La visione di solito inizia con un mega sospirone appena sente il tema musicale principale e la sua battuta è sempre la stessa:

  • “Ma che bee ste musiche… e xe davero splendide! (Ma che belle queste musiche… sono davvero splendide!)”

Passano pochi minuti e continua:

  • “Ciò, xe che mi no ghe vedo ben, ma el mar in Grecia xe davero cussì?? El ga da essere meraviglioso… mi eo go visto soeo che daea nave da crociera in viaggio de nosse… (Eh, è che io non ci vedo bene, ma il mare della Grecia è davvero così?? Deve essere meraviglioso… io l’ho visto solo dalla nave da crociera in viaggio di nozze…)”

Ogni battuta, ogni dialogo, li ripete a memoria che nemmeno in Chiesa la Domenica. E queste poi le riporta quotidianamente nella vita di tutti i giorni. Ecco così a pranzo trovare sempre l’occasione per dire: “Dammi un’oliva va” o “Minchia, Signor Tenente“. Se si parla di greci o turchi poi ovviamente la frase è sempre la stessa: “Una faccia, una razza“. Si parla di quanti anni sono passati da un qualsiasi avvenimento? “Miiinchia, tre anni!” e così via. E quando gli chiedi qualcosa la risposta è sempre la stessa: “Nun zo!”.

Ma c’è una frase che senza ombra di dubbio è la sua preferita e che ripete ogni volta che vede una partita di calcio:

  • “L’ho visto, non era rigore!”

Il tutto sempre con questo accento simil siciliano.

Finisce il film, rimane un po’ senza parole, godendosi l’attimo e ripensando alle scene più belle, inebriato dai colori, dalle atmosfere e dalle musiche di quell’isoletta greca dimenticata dal mondo, si gira, mi guarda sornione:

  • “Dammi un’oliva va!“

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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