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Sin&Son, miracolo Davis

3 minuti di lettura

Coppa Davis, Italia in finale 25 anni dopo. 0-40, 4-5 per Novak Djokovic dopo due game pari: per l’Italia il sogno della finale di Coppa Davis sembra finito. Sembra, perché Jannik Sinner si volta verso i compagni e il capitano Filippo Volandri, accenna un “sì” con il capo e poi annulla tre match point al numero uno del mondo. Per chiudere poco dopo il game a suo favore, annichilendo la compagine serba, a partire da Nole. Il resto è storia: Sin&Son, al secolo Sinner e Sonego, hanno la meglio sul doppio serbo. È finale, con buona pace delle carote apparse sugli spalti serbi decisamente troppo presto.

MALAGAUmile, sorridente, silenzioso. 22 anni di tecnica e freddezza agonistica che l’Italia non ha mai visto. L’azzurro Jannik Sinner trascina in finale il sogno azzurro in Coppa Davis.

Il Palacio de Deportes José María Martín Carpena di Malaga resterà per sempre il “campo dei miracoli”.

Inizia in salita per la nazionale italiana: Lorenzo Musetti perde il primo singolare contro Miomir Kecmanovic per (7)6-7 6-2 6-1, in una battaglia di quasi due ore e mezza.

Poi è la volta di Jannik Sinner. Ed è ancora Djokovic, a pochi giorni da Torino, con Nole che arriva in finale grazie al grande fair play dell’azzurro, cui sarebbe bastato perdere con Rune per eliminare il serbo. Ma Sinner l’onesto gioca e vince, poi perde contro un Novak Djokovic in stato di grazia. Inarrivabile.

Malaga non è Torino, ma lo spauracchio dell’incontro di pochi giorni prima è lì a ricordare che si gioca contro il numero 1 del mondo. Lo ricorda a tutti tranne uno, il ragazzo di 22 anni che scende in campo tranquillo e infila subito un 6-2 al serbo. Il secondo game racconta di un Djokovic che non ci sta e macina punto su punto. 2-6 per lui. Parità.

Il terzo game è uno di quei momenti del tennis che si deve vivere di persona, anche solo attraverso uno schermo televisivo. L’Italia intera si ricorda del tennis. Non ce n’è per nessuno.

4-5 per il serbo, che si trova a 0-40 sul servizio di Sinner con ben tre palle del match. Festa finita? Non se dall’altra parte c’è un certo Jannik Sinner che si volta verso la panchina azzurra, accenna un “sì” con la testa e tra ace e colpi da manuale non solo annulla i tre match point, ma si porta a casa gioco, partita e incontro.

Era un momento chiaramente molto importante, sapevo che servendo bene con le palle nuove avevo occasioni. Lui ha sbagliato un rovescio facile e mi ha dato fiducia, poi ho servito bene nei due punti successivi. Abbiamo preparato tatticamente la partita, posso essere molto fiero di come ho gestito le situazioni“.

Italia – Serbia: 1-1. È il momento di Sin&Son, amici nella vita, compagni di playstation e burraco, un’alchimia in campo come non si vedeva da tempo.

Sulla carta non saranno i più forti, ma Djokovic e Kecmanovic non trovano la quadra contro i ragazzi terribili del tennis italiano, che non si scompongono nemmeno allo show di Nole contro il pubblico.

Tant’è, oggi siamo a raccontare di una strepitosa vittoria in doppio: 6-3 6-4 in poco più di un’ora e mezza di gioco.

Coppa Davis, guarda il match point del doppio Italia – Serbia

Siamo stati bravi a entrare sull’1-1 e a gestire le emozioni – ha commentato un felicissimo Lorenzo Sonego. – Ci completiamo. Sinner da fondo lanciava dei missili e per me era più facile chiudere a rete. Abbiamo giocato bene muovendoci tanto a rete contro due ottimi giocatori da fondo. Giocare con questi tifosi dalla nostra parte è speciale. Ci hanno molto aiutato”.

E a chi gli continua a dire che il miracolo è merito suo, Jannik Sinner risponde “Abbiamo vinto insieme e domani (oggi per chi leggendr) faremo squadra ancora di più. Dobbiamo sorridere ed essere felici perché siamo qui. Per me sarà la prima finale in Coppa Davis, significa tanto per tutti noi. La Coppa Davis è speciale“. 

Dedicato a chi lo ha criticato in precedenza per lo scarso attaccamento alla maglia.

Oggi pomeriggio, alle 16.00, l’Italia tornerà in campo per disputare l’ottava finale della sua storia. Di fronte si troverà l’Australia del capitano Lleyton Hewitt, finalista della passata edizione, che nella prima semifinale ha battuto 2-0 la Finlandia.

La squadra capitanata da Filippo Volandri giocherà per la seconda “insalatiera” della storia azzurra, dopo quella conquistata nel 1976 contro il Cile da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli.

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