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Sinner: il primo Slam non si scorda mai

4 minuti di lettura

Jannik Sinner vince al quinto Set, in una storica rimonta, il suo primo Slam. “Auguro a tutti i bambini di avere quella libertà che ho avuto io dai miei genitori.“

lo dicevamo in tempi non sospetti: Jannik Sinner ci farà alzare alle 4 del mattino e farà fermare tutt’Italia mentre gareggia alla stregua di icone passate dello Sport italiano come Federica Pellegrini, Alberto Tomba, Valentino Rossi.

Detto, fatto.

Perché le stimmate del campione assoluto, del fuoriclasse, si vedono subito a occhio nudo. Non contano l’età o i trofei vinti. C’è un aura intorno a lui, lo si vede nei suoi gesti, nella sua mentalità, nella facilità di movimento e di pensiero.

Era arrivato alla sua prima finale in uno Slam dato da tutti come favorito. Un solo Set perso in tutto il torneo in semifinale contro il numero uno al mondo, Djokovic, uno che negli ultimi 10 anni non aveva mai perso in Australia. Una semplicità di tennis a tratti imbarazzante, come dimostrato anche ai quarti con Rublev. Dopo aver vinto agevolmente il primo set, nel secondo si trova sotto 5-1 al tie break. In un amen arriva la rimonta e la vittoria.

La storica finale

Ed eccolo ora in finale contro la sua ex bestia nera Medvedev, uno che non era mai riuscito a battere prima del 500 di Pechino. Se la svolta era iniziata con il cambio di allenatore, con questa prima grande vittoria (eliminando in semifinale Alcaraz) si è visto proprio il cambio di passo, il non esser più inferiore a nessuno.

Gli ultimi mesi del 2023 lo hanno consacrato sulla carta come Numero 4 al mondo, ma nelle teste di tutti ormai era già il Numero 1. Battuto il russo 3 volte di fila (la già citata Pechino, Vienna e nella semifinale delle Atp Finals). Battuto Djokovic alle Finals nei gironi, poi sconfitto in finale, e di nuovo vincitore due volte in Coppa Davis prima nel singolo e poi nel doppio.

Era solo una questione di giorni perché arrivasse la sua prima vittoria in uno dei quattro tornei leggendari del tennis. Ed eccola arrivare in Australia, nella prima prova dello Slam, dove un italiano non aveva mai vinto. Un torneo che dal 2004 in poi è quasi sempre stato di proprietà di uno dei “Big Three” del tennis moderno: 6 volte Federer, 2 Nadal e ben 10 volte Djokovic. In mezzo le vittorie di Safin e Wawrinka.

Ma nonostante i favori del pubblico, degli addetti ai lavori e dei bookmakers, c’è stato un attimo in cui questa vittoria sembrava lontanissima e ormai impossibile da raggiungere.

Siamo alla fine del secondo set, Medvedev sta letteralmente surclassando l’atleta italiano. Vince il primo set 3-6, nel secondo è 1-5. Sinner sembra sfinito, non riesce a trovare il bandolo della matassa. Aveva appena salvato il break del possibile 0-3 per poi riceverlo subito dopo. L’italiano però non molla, rifila un contro break e va a un niente dal pareggio. Finisce di nuovo 3-6, ma qualcosa è cambiato. È sotto di due set, certo, ma c’è ancora tempo.

Il tennista russo rallenta, Jannik invece ritrova la sua precisione anche al servizio. Vince il terzo set con un break nel finale, riparte come un leone e chiude nello stesso modo nel quarto. Non ha più nulla da perdere, la timidezza iniziale e l’emozione sono svanite. Ora è lui padrone del suo destino.

Medvedev non ne ha più, ha giocato molte più ore in questo torneo rispetto al giovane azzurro, e Sinner lo fa correre il più possibile. Se nei primi due set era il russo a giocare come il gatto con il topo, ora le parti si sono completamente capovolte. Si attende solo il colpo del ko, che puntualmente arriva con il break del 2-4. Ormai è fatta.

3-6, 3-6, 6-4, 6-4, 6-3. Una rimonta da sogno, per vincere il suo primo Slam ed entrare nella leggenda di questo sport. Nei cuori di tutti gli sportivi del mondo invece c’era già da tempo.

La dedica speciale

Sono passati pochi minuti dalla vittoria, è arrivato il momento delle premiazioni. Sinner ha sempre e comunque ventidue anni, e li dimostra con la sua timidezza e umiltà, ma riuscendo anche a non cadere mai nella banalità, anzi, andando a ringraziare per primo il suo avversario:

“Per prima cosa, vorrei congratularmi con Medvedev e tutto il suo team. Torneo eccezionale. Abbiamo giocato diverse finali contro, in ogni incontro mi mostri qualcosa in cui dovrei migliorare, mi rendi un giocatore migliore, il tuo sforzo è stato eccezionale in tutto il torneo: corri su tutte le palle, è eccezionale. Ti auguro di vincere questo trofeo e di sollevarlo prima o poi, ti auguro il meglio per la stagione“.

Prosegue poi con dei ringraziamenti meno scontati per tutte quelle persone che hanno reso possibile il torneo:

“Vorrei ringraziare gli sponsor, i raccattapalle, i giudici di sedia. Le persone che rendono l’evento così fantastico. È un bel posto dove trovarsi qui, mentre in Europa nevica. Dove sono i miei genitori, in questo momento, ci sono -20 gradi. È più divertente correre sotto il sole. Grazie per aver reso questo Slam speciale. Ringrazio il mio team, le persone nel box, chi mi segue da casa. Cerchiamo di migliorare giorno per giorno, capire ogni situazione nel modo migliore. Sono felice del fatto che mi incoraggiate, so che a volte non è semplice ma sono fatto così, sono Jannik.”

Infine la dedica più bella e che ci auguriamo tutti venga ascoltata da ogni genitore:

“L’incoraggiamento del pubblico è stato pazzesco. Mi avete fatto sentire a casa, è un campo con 15.000 persone ma sembrano molte di più, grazie davvero. Vorrei che tutti potessero avere una famiglia come la mia, che mi ha permesso di scegliere, mi ha seguito in ciò che volevo fare. Non mi hanno mai messo pressione anche quando facevo altri sport. Auguro a tutti i bambini di avere quella libertà che ho avuto io dai miei genitori. Non so cos’altro dire. Ci vediamo il prossimo anno!“

Grazie Jannik. CI rivediamo al prossimo torneo.

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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