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Si frattura il volto tuffandosi dagli scogli. Al Ca’ Foncello glielo ricostruiscono

2 minuti di lettura

In vacanza in Croazia, un ragazzo di 24 anni ha rischiato la vita e conseguenze molto gravi e invalidanti per un trauma cranio facciale in seguito a un tuffo dagli scogli. Arrivato in Italia il giorno seguente all’incidente. il giovane è stato preso in cura dal personale dell’ospedale Ca’ Foncello, che gli ha ricostruito il volto.

TREVISO – Nelle scorse settimane, mentre era in vacanza in Croazia in compagnia di alcuni amici, il ragazzo ha pensato di cimentarsi in un tuffo da parecchi metri d’altezza: a cogliere di sorpresa il giovane è stata una roccia che sporgeva ai margini della piccola insenatura nella quale il giovane aveva deciso di tuffarsi. L’impatto col volto è stato violento e devastante.

Caduto in acqua, è stato soccorso e trasportato d’urgenza presso l’ospedale di Fiume dove ha fatto gli accertamenti del caso. Visto l’importante trauma le prime indagini sono state mirate ad escludere danni cerebrali o del midollo spinale, che avrebbero portato a paralisi o a compromissione cognitive del ragazzo. Esclusi fortunatamente questi, rimaneva da trattare l’importante trauma cranio facciale; il volto presentava quasi tutte le fratture che possono incorrere nella traumatologia maxillo facciale.

Arrivato in Italia il giorno seguente all’incidente il giovane è stato preso in cura dal personale dell’ospedale Ca’ Foncello. 

“Il paziente aveva riportato un grave fracasso facciale ­ – spiega il dr Luca Guarda Nardini, direttore dell’Unità operativa di Chirurgia maxillo facciale -. Significa che dalla fronte al mento tutte le componenti ossee del volto era fratturate, molte in maniera frammentata. Grazie a un’ottima collaborazione con i colleghi anestesisti, diretti dal primario dr Paolo Zanatta, e all’alta professionalità del personale infermieristico della sala operatoria e del reparto, siamo stati in grado di operare il paziente evitando anche una tracheotomia che inizialmente sembrava indispensabile. La procedura chirurgica è durata oltre quattro ore e si è provveduto a riallineare e a stabilizzare tutti i frammenti ossei scomposti e fratturati mediante l’utilizzo di mini-placche e viti in titanio, viti e placche che il paziente potrà lasciare in sede per tutta la vita essendo il titanio materiale biocompatibile”.

“La Chirurgia maxillo facciale, nell’ambito della traumatologia, si trova a gestire diverse tipologie di pazienti: dallo sportivo, all’incidente sul lavoro, dal trauma della strada all’aggressione – sottolinea il direttore generale, Francesco Benazzi -. Talvolta alcuni incidenti, come nel caso sopra descritto, potrebbero essere evitati. Rivolgiamo un appello, soprattutto ai giovani: fate attenzione perché facilmente può succedere che una bravata, fatta solo per far colpo sugli amici, possa trasformarsi in tragedia”.

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