La minoranza chiede di fissare ad almeno nove euro l’ora il compenso comunale
MOGLIANO VENETO – Le battaglie del Partito Democratico nazionale vengono riproposte a livello locale. Le stesse battaglie che Giacomo Nilandi aveva proposto nel suo programma di candidato sindaco alla guida del comune nelle elezioni del giugno scorso.

È quanto ora viene chiesto in una mozione presentata dalla minoranza in Consiglio relativamente al salario minimo per i dipendenti comunali coinvolti negli appalti dell’ente.
La mozione
“Come promesso in campagna elettorale, abbiamo depositato la mozione per l’introduzione del salario minimo comunale, per garantire ai lavoratori e alle lavoratrici coinvolte negli appalti del nostro comune di guadagnare almeno nove euro all’ ora. Al di sotto di quella cifra per noi non si parla più di lavoro ma bensì di sfruttamento.- Si legge nel comunicato -Per anni gli enti locali, attraverso il meccanismo delle gare d’appalto al massimo di ribasso, hanno fatto economie di bilancio garantendo così alla cittadinanza servizi scarsi e inadeguati”.
Un sistema che va cambiato
“La mozione impegna il Comune, come previsto dall’art. 11 del Codice degli appalti, a garantire al personale impiegato nei lavori, nei servizi e nelle forniture oggetto di appalti pubblici e concessioni, l’applicazione del contratto collettivo più attinente all’attività svolta. Il Comune si impegna, inoltre, a verificare che i contratti indicati nelle procedure di gara prevedano un trattamento economico minimo inderogabile pari a 9 euro l’ora. L’amministrazione comunale si impegna anche a effettuare una ricognizione di tutti i contratti in essere stipulati a partire dal 2022, verificando le condizioni applicate sia dal punto di vista economico che normativo per verificare come raggiungere l’obiettivo che tutti i contratti in essere prevedano un trattamento economico minimo inderogabile pari a 9 euro l’ora” prosegue il comunicato.
Come centrare l’obiettivo
L’amministrazione comunale dovrà indicare il contratto da applicare, individuato prioritariamente tra quelli sottoscritti dalle organizzazioni datoriali più rappresentative e scegliendo un contratto che preveda un trattamento economico minimo inderogabile pari a 9 euro l’ora.
Qualora l’impresa, chieda in sede di offerta di applicare un contratto diverso da quello indicato nel bando di gara, l’amministrazione effettuerà un’analisi integrale del contratto, per verificare l’equivalenza sia delle tutele economiche sia delle tutele normative.
Il “giudizio di equivalenza”
Poiché il procedimento non è semplice ma articolato, per fare questa verifica dettagliata, denominata ‘giudizio di equivalenza’, l’amministrazione seguirà le indicazioni fornite dall’Anac e dall’ispettorato nazionale del lavoro.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui


