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Ritorna in versione online la rassegna cinematografica “Paesaggi che cambiano”

La rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, e curata da Simonetta Zanon, in osservanza alle disposizioni del Dpcm del 24 ottobre per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, propone il prossimo appuntamento

La rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, e curata da Simonetta Zanon, in osservanza alle disposizioni del Dpcm del 24 ottobre per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, propone il prossimo appuntamento in versione online e gratuita, anche grazie alla collaborazione con il Trento Film Festival.

 

Il film Le temps des forêts di François Xavier Drouet, in programma domani, mercoledì 4 novembre, alle ore 21, sarà introdotto sulla piattaforma Zoom dalla curatrice della rassegna e da Paolo Pietrobon, presidente dell’Ordine degli Agronomi e Forestali Provincia di Treviso. Al termine della breve presentazione sarà comunicata la password per accedere alla visione gratuita del film nel canale Vimeo della Fondazione.

 

Per partecipare all’appuntamento su Zoom ci si deve iscrivere attraverso l’apposito link pubblicato nei canali social e nel sito della Fondazione Benetton, www.fbsr.it

Gli iscritti riceveranno via email il link di Zoom per prendervi parte.

 

 

Le temps des forêts di François Xavier Drouet (Francia, 2018, 104’)

Proiezione organizzata in collaborazione con Trento Film Festival.
Le foreste, che spesso agli occhi degli abitanti delle città sono un simbolo di natura autentica, vivono una fase di industrializzazione senza precedenti. Meccanizzazione pesante, monocolture, fertilizzanti e pesticidi, perdita delle conoscenze tradizionali… anche la gestione delle foreste sembra inseguire un modello di agricoltura intensiva a sempre più alta velocità.
Un film nel quale le parole interagiscono con il paesaggio, rifiutando l’estetica tradizionale rivolta a una foresta mitica, sublimata e da cartolina per filmare invece ad altezza d’uomo, così da mettere al centro chi nella foresta lavora e il rapporto dei vari personaggi, dai punti di vista molto diversi, con gli altri esseri viventi. Un viaggio nel cuore della selvicoltura e delle alternative possibili, senza giudicare ma per essere più consapevoli, perché, come sappiamo, le scelte di oggi definiranno il paesaggio di domani.

 

 

Photo Credits: @Atelier Documentaire

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