Joe Biden ritirandosi dalla corsa alla Casa Bianca dopo innumerevoli pressioni ha subito annunciato l’attuale vicepresidente Kamala Harris come sua ideale sostituta
Andiamo per ordine, l’ufficialità della candidatura della Harris si avrà solo tra il 19 e il 22 agosto a Chicago e senza un accordo su di lei si rischia una convention aperta, dove si sfiderebbero diversi candidati, e va da sé che gli scenari in questo caso cambierebbero eccome.
L’endorsement era nell’aria a tutti gli effetti, arrivato immediatamente dopo il canto del cigno di Biden, che toglie il disturbo dopo una serie imbarazzanti di gaffes, errori e cadute di tono, un passo indietro auspicato dai più, assolutamente in linea con la situazione.
Il momento perfetto per la sostituzione in corsa, determinata oggettivamente da molteplici fattori, ripetiamo non pone la Harris al riparo da eventuali avversari per la nomination, pur oggettivamente partendo in pole, con i favori del pronostico. Si dovrà attendere come citato anzitempo la convention di Chicago, decisiva e attesa.
Kamala Harris, 59 anni, figlia di un padre giamaicano e di una madre indiana Tamil è cresciuta a Oakland in California e, se eletta sarebbe la prima donna presidente della nazione e il secondo presidente nero.
Ma arriviamo ai sondaggi, che parlano a favore di Donald Trump da tempo, rinvigoriti dopo l’attentato in cui il tycoon ferito ne è uscito ancor più vincente, con il pugno alzato e la benda all’orecchio, sarà compito dell’asse strategica dei democristiani ribaltare i numeri.
Zero Biscuit di Mauro Lama
Crediti fotografici: Sergio Hudson website, The White House website
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