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Quel “Buon pomeriggio” con Maurizio Costanzo

3 minuti di lettura

Incontrai Maurizio Costanzo nel corridoio, appena fuori dalla saletta trucco e parrucco,  pochi minuti prima che il programma Buon Pomeriggio iniziasse.

Costanzo era lì per incontrare gli ospiti della puntata e spiegare brevemente come sarebbe stata la scaletta degli ingressi. Saremmo entrati due alla volta, protagonisti per una quindicina di minuti, chiacchierando con lui e soprattutto rispondendo alle sue domande  mentre i telespettatori inviavano messaggi via sms, che lui leggeva in diretta. C’era  anche un po’ di pubblico composto dalle precedenti coppie di ospiti e da alcuni attori delle fiction del momento.  Era marzo del 2007: il programma  andava in onda dal lunedì al venerdì, dalle 17:10 alle 18:50 su Canale 5 e fu di breve durata, dal  2006 al 2007, condotto da Maurizio Costanzo.

Era meno alto di quanto immaginassi ma  era dolce e disponibile, metteva le persone a loro agio, più di quanto mi aspettassi. Avevo un po’ di timore poiché, seguendolo, avevo notato che se gli capitava un ospite del quale non condivideva affatto azioni o pensieri, lo tartassava e gli faceva fare qualche figuraccia.

Ero stata invitata a partecipare al programma in seguito ad una mail che avevo scritto raccontando del mio libro “Camera e Colazione a Casamia!” dove narravo di una donna che aveva fatto una strage ma che non era stata accusata di niente e alla fine, pur avendo ucciso per liberarsi di una situazione difficile, questa non era cambiata affatto. A Costanzo ponevo la domanda: “Ho scritto un libro sublimando la mia voglia di uccidere attraverso la scrittura ma non è servito a niente, la ‘lezioncina scritta’ non ha colpito nessuno e allora, non sarebbe stato meglio ammazzare davvero e finire in galera dove avrei scritto un libro di successo, vista la situazione?”. La risposta fu l’invito a partecipare alla trasmissione.

Maurizio Costanzo, con molta delicatezza mi avvertì che ero stata ‘accoppiata’ con l’attore Luigi Maria Burruano, che saremmo entrati per ultimi e  avremmo avuto un po’ più di tempo a disposizione degli altri e che Burruano era già arrivato insieme al suo avvocato e mi aspettava in una sala riservata. Mi guardò dritto negli occhi come per dirmi: “Lo sai che è agli arresti domiciliari vero?”  ma io non capii e risposi a quello sguardo con un: “a sì, un grandissimo attore!” e ringraziai.

Prima di andare in onda, ci fu il tempo di conoscerci, io e Gigi, e di raccontarci in fretta le nostre vite. Mi confidò di essere molto agitato, pur essendo abituato a ben altri palcoscenici : “qui metto in scena le parte  peggiore della mia vita”. Io ero quella che aveva scritto di aver ucciso ma in realtà non aveva fatto niente mentre lui era quello che lo aveva fatto davvero: Burruano era accusato di tentato omicidio per aver sferrato una coltellata all’ex genero, padre dei suoi tre nipoti, colpevole, a suo dire, di maltrattare sua figlia.

Quando entrammo Costanzo ci fece accomodare sulle due sedie accanto a lui che, al centro dietro ad un grande tavolo, sedeva su una poltroncina più alta delle nostre.

Il dibattito fu abbastanza allegro e vivace nonostante le tematiche e io cercai di raccontare la trama del mio libro mettendo in luce gli aspetti più comici. Riuscii a far ridere il pubblico e compresi che Costanzo apprezzò.  Anche Gigi Burruano sembrava sollevato.

La trasmissione Buon pomeriggio smise pochi mesi dopo e Maurizio Costanzo riprese a condurre una trasmissione radiofonica notturna, sempre in diretta,  a  mezzanotte.

Sarà stato fine 2008, non ricordo bene, quella sera stavo male, forse stavo piangendo, quando ricevetti una chiamata sul cellulare. Era la segretaria di redazione di Maurizio Costanzo che mi salutò, mi parlò della trasmissione radio e mi chiese se volevo andare in diretta. 

Io accetto e dopo qualche minuto di attesa sento la voce di Maurizio Costanzo che mi saluta e mi chiede come va. Avrei dovuto cogliere l’occasione al volo, dire che ero soddisfatta di me stessa, inventarmi qualcosa, magari che avevo pronto il seguito di “Camera e Colazione a Casamia” e invece mi lasciai andare alla disperazione di quei giorni. Dissi che se fossi tornata indietro non mi sarei mai separata, avrei accettato qualsiasi compromesso perché la libertà aveva un prezzo troppo alto. 

Arrivai a dire che consigliavo alle donne in procinto di separarsi di non farlo, di pensare bene alle conseguenze.

 “Ma come, proprio lei che è così piena di energie, noo, non si può mai barattare la propria libertà e la propria dignità” disse Costanzo sicuramente deluso dalle mie  parole. Io rincarai la dose: “Non c’è nessuna dignità a mendicare un lavoro quando, per le tue scelte, non hai più di che vivere e mantenere i tuoi figli”. Mi salutò quasi in fretta, certamente molto dispiaciuto, augurandomi di ritornare quella persona autoironica e determinata che aveva conosciuto.

Grazie Maurizio, e scusa se ti ho deluso ma poi, non ho mollato mai. Grazie ancora.

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