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Quando Baggio sbagliò il rigore

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Partiamo da lontano per raccontare la sconfitta per 1 a 3 (23-25, 25-22, 24-26,19-25) subita ieri sera dall’Italvolley femminile contro un Brasile che non ha sbagliato praticamente nulla. Siamo ancora in “odore” di medaglia. Si giocherà per il bronzo contro gli Stati Uniti sabato 15 ottobre alle 16.00.

1994. Mondiali di calcio. Italia Brasile. Roberto Baggio sbaglia il rigore. “L’ho vissuta malissimo, perché dopo aver sognato per milioni di notti di realizzare questo sogno poi non ci sono riuscito”.

Eppure il Divin Codino rimane uno dei più grandi calciatori al mondo. E un rigore sbagliato ci ricorda che anche i Campioni con la C maiuscola sono esseri umani.

Il 13 ottobre 2022, Paola Egonu sbaglia il contrattacco che avrebbe (forse) raccontato una partita diversa. Perché sul 2-1 per l’Italia magari sarebbe successo il miracolo, contro le marziane di Zé Roberto.

Il terzo set, chiave di volta di questo mondiale. Le due squadre hanno lottato punto su punto. Le Azzurre per larga parte del set sono state costrette a inseguire (13-16), ma azione dopo azione hanno alzato il livello (20-21). L’ingresso di Bosetti per Orro in battuta ha regalato la parità alle campionesse d’Europa (21-21).

Poi l’Italia riesce ad allungare quel “pochino” che porta a un set ball importantissimo (24-23), perché avrebbe significato il 2-1 in nostro favore.

Le ragazze di Mazzanti hanno l’opportunità di chiudere ma qualcosa non gira per il verso giusto. E il rigore, questa volta, lo sbaglia proprio Paola Egonu, che prende male le misure. Succede così che si arriva a un 24-24 che può destabilizzare anche i giocatori più “scafati”. Il Brasile non perdona e finisce 24 a 26.

Il nostro mondiale passa da qui“. Per la serie, adesso o mai più. Davide Mazzanti nel quarto set parla chiaro. Il mondiale di quest’Italia, finora sconfitta proprio dal Brasile all’inizio del torneo, si gioca palla su palla per restare in gioco e andare al tie break.

Ma dall’altra parte c’è un Brasile stratosferico, siamo onesti. Lo stesso Brasile che arriva a questa semifinale dopo una partita con il Giappone iniziata malissimo, sotto 0-2 e in chiara difficoltà. Eppure le ragazze di Zé Roberto rimontano un match che sembrava già finito, vincendo 3-2.

Psicologicamente parlando, e in termini sportivi un po’ al limite, le Brasiliane sono scese in campo caricate a molla dall’impresa. L’Italia, invece, sa che davanti ha l’unica squadra che l’ha piegata in questi mondiali ed è riuscita a compiere letteralmente una mission impossible contro il Giappone.

Nessuno di noi era in campo, ieri sera. Qualunque disamina della partita è chiaramente aria fritta perché sarebbe troppo semplice dire “bastava togliere Egonu” oppure sostituire Tizia e mettere Caia.

Le partite di pallavolo sono così. E chi conosce questo sport lo sa benissimo. Vince chi ha i nervi più saldi e padroneggia i fondamentali. Anche se, a volte, non basta nemmeno questo.

E torniamo a Roberto Baggio che sbagliò il rigore. I Campioni e le Campionesse spesso sbalordiscono, a volte ti autorizzano a chiamarli tutti insieme, i santi. Ma è solo l’emozione del momento. È la carica dei detrattori dell’ultima ora a disturbarmi.

Leggere i commenti su una delle pallavoliste più forti della nostra storia un po’ mi “irrita”, lo ammetto. Troppo facile criticare dal divano. Decisamente troppo facile.

E quindi grazie, Paola. Grazie Miriam e grazie a tutte. Testa alta, ragazze. Andiamo comunque a giocarci un bronzo mondiale.

“È stata una partita davvero difficile per noi, ci siamo resi conto da subito che sarebbe stata una partita faticosa; anche nelle difficoltà comunque abbiamo avuto la possibilità di girare la partita, ma è indubbio che quel finale di terzo set a livello psicologico ci ha un po’ tagliato le gambe. Nel quarto set infatti non siamo rientrati in campo con la giusta lucidità; ho provato a lasciare il tempo alle ragazze di riemergere un po’, ma purtroppo il gap è aumentato e infatti il parziale è scivolato via senza troppi sussulti, con il set abbiamo perso anche la consapevolezza di poter star davanti a loro. Anche quando andavamo in vantaggio la sensazione è stata che comunque non fosse mai abbastanza. Questo è ciò che è pesato di più e non ci ha fatto giocare con le sensazioni giuste. Quella di stasera era una partita nella quale avremmo dovuto scegliere bene i colpi e invece abbiamo aspettato sempre troppo. Sarà difficile sabato perché non è la finale che avremmo voluto giocare; ora abbiamo un po’ di tempo per guardarci in faccia e andare in campo per fare il nostro”. Da Davide Mazzanti, è tutto.

Credits foto: Federvolley

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