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Papa Francesco: dieci anni di pontificato, una svolta per la Chiesa

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Il 13 marzo 2013, Jorge Mario Bergoglio veniva eletto Papa, assumendo il nome di Francesco. Nel corso degli ultimi dieci anni, il suo pontificato è stato caratterizzato da una serie di riforme, scelte di governo, viaggi e incontri che hanno avuto un impatto significativo sulla Chiesa Cattolica e sul mondo intero.

VATICANO. Papa Francesco in questi dieci anni ha sempre agito con il suo stile “latino”, promuovendo grandi temi come la cura del Creato, la Misericordia e la fratellanza tra le persone di tutte le fedi.

Durante il suo pontificato, il Papa ha cercato di portare la Chiesa Cattolica più vicino alle persone, promuovendo una maggiore apertura e inclusione, soprattutto nei confronti dei più deboli e vulnerabili della società. Ha anche promosso una maggiore attenzione all’ambiente e alla cura del Creato, invitando i fedeli ad adottare stili di vita più sostenibili e a proteggere la natura.

Attraverso i suoi viaggi e i suoi incontri, Papa Francesco ha cercato di promuovere un maggiore dialogo interreligioso e di costruire ponti tra le diverse comunità religiose. Il suo pontificato ha rappresentato una svolta significativa per la Chiesa Cattolica e ha avuto un impatto duraturo sulla società globale.

Dieci giorni fa, l’Osservatorio Digitale (partner della Fondazione Italia Digitale) ha pubblicato la classifica mondiale dei leader più influenti sul web, nella quale Papa Francesco si è posizionato saldamente al dodicesimo posto. Con un seguito di oltre 14 milioni di follower su Twitter, questo dato non può essere ignorato per misurare l’enorme importanza della figura di Jorge Mario Bergoglio nel decimo anniversario della sua elezione. La sua presenza online è un riflesso del suo ruolo globale come guida spirituale e sociale, che ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo.

Da quel momento, la sua autorevolezza e la sua umanità hanno toccato milioni di persone in tutto il mondo, non solo i cattolici. Il suo impegno per la giustizia sociale, la pace e la tutela dell’ambiente ha ispirato molti a seguire il suo esempio. La sua influenza si estende ben oltre il mondo religioso, evidenziando la sua capacità di unire le persone attraverso il dialogo e la cooperazione, facendolo apparire come un leader mondiale capace di guidare l’umanità verso un futuro più giusto e sostenibile.

L’attenzione alle popolazioni più emarginate e svantaggiate

Papa Francesco ha fatto della missione alle periferie del mondo uno dei principali focus del suo pontificato, dedicandosi alle popolazioni più emarginate e svantaggiate. Egli ha visitato i luoghi più remoti della Terra, dove i cattolici o anche le altre minoranze religiose non hanno voce e sono perseguitati e privati dei loro diritti fondamentali.

Un esempio di questo impegno è stato il suo incontro con il popolo Rohingya durante il suo viaggio apostolico in Birmania e Bangladesh nel 2017, a cui ha sempre rivolto un pensiero e una preghiera. Inoltre, nel suo viaggio in Canada dell’anno scorso, ha incontrato le popolazioni dei nativi americani, perseguitati e vittime di violenze atroci, e si è recato a pregare nei loro luoghi sacri per “risanare le ferite del cuore, terribile effetto della colonizzazione”.

La sua attenzione alle periferie del mondo si estende anche alla lotta contro la povertà, l’immigrazione e la tutela dell’ambiente. In questo modo, Papa Francesco ha dimostrato la sua volontà di essere un pastore vicino alle persone più bisognose, un esempio di umanità e di solidarietà per tutta l’umanità.

La presenza del Papa in Congo ha rappresentato un momento di grande importanza per la comunità cattolica e per tutto il popolo congolese, che ha avuto l’opportunità di ricevere il conforto e la solidarietà di una figura così autorevole e rispettata a livello internazionale. Il Papa ha cercato di essere un portavoce delle esigenze e delle aspirazioni di coloro che vivono in situazioni di povertà e marginalità, e di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle loro condizioni di vita.

Attraverso questo gesto, Papa Francesco ha dimostrato ancora una volta la sua sensibilità e il suo impegno per le cause sociali, non solo all’interno della Chiesa cattolica, ma a livello mondiale. La sua vicinanza alle popolazioni emarginate e sfruttate rappresenta un esempio di impegno sociale e di umanità per tutti.

Gli appelli per la pace in Ucraina e la crescente preoccupazione per la frammentazione della guerra mondiale

In questi dieci anni, il Papa ha sempre posto l’attenzione sulla pace tra i popoli e la cessazione di conflitti e violenze. Da un anno, da quando il conflitto tra Mosca e Kiev è esploso in Ucraina, il Pontefice non perde occasione per parlare del “martoriato popolo ucraino” e delle sofferenze dei civili, dei profughi e dei rifugiati, soprattutto delle donne e dei bambini. Papa Francesco è considerato uno dei leader mondiali più importanti per esercitare un’azione concreta e proficua di mediazione tra le parti coinvolte nel conflitto ucraino.

Il desiderio del Papa di recarsi in Ucraina e in Russia per incontrare i rispettivi presidenti e chiedere loro di fare cessare le armi e far suonare le sirene della pace è stato fino ad oggi ostacolato dalla difficile situazione sul campo. Tuttavia, la tenacia e la determinazione di Bergoglio sono due dei suoi tratti più caratteristici, e si può essere certi che continuerà ad insistere su questo punto. Durante l’ultima festa dell’Immacolata Concezione, abbiamo visto il Papa piangere pregando per la fine della guerra ai piedi della Colonna mariana in Piazza di Spagna.

Il Papa non circoscrive mai il conflitto solo al Donbass o all’Est Europa, ma lo estende a tutto il mondo, definendolo una “Terza Guerra Mondiale a pezzetti”, un conflitto generalizzato che coinvolge decine di regioni e di popoli. Sebbene non ci sia ancora un’ufficialità di un’attribuzione storiografica, il conflitto è già di fatto mondiale per il gran numero di nazioni e popoli coinvolti.

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