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Odessa, bombardata la cattedrale patrimonio Unesco

3 minuti di lettura

Bombe sulla città: un morto e 22 feriti, tra cui quattro bambini. Come riferisce Adnkronos, la Russia ha però smentito il proprio coinvolgimento nell’attacco contro la cattedrale: “Colpita da azioni analfabete di Kiev”.

Il centro storico di Odessa è un’area della città che a gennaio 2023 è entrato a far parte della lista dei patrimoni dell’umanità. Immediatamente ne è stato dichiarato lo stato di pericolo a causa dell’invasione russa dell’Ucraina del 2022.

L’inclusione nella lista del patrimonio mondiale in pericolo ha lo scopo di “aprire l’accesso a meccanismi di assistenza internazionale di emergenza, sia tecnica che finanziaria, per rafforzare la protezione del bene e aiutarne la riabilitazione“, spiega l’Unesco.

Secondo la convenzione Unesco del 1972, ratificata sia dall’Ucraina sia dalla Russia, infatti, i firmatari si impegnano ad “assistere nella protezione dei siti elencati” e sono “obbligati ad astenersi dall’adottare qualsiasi misura deliberata” che possa danneggiare i siti patrimonio mondiale.

Questo fino a due notti fa, quando un bombardamento ha distrutto parte della famosa Cattedrale della Trasfigurazione.

Secondo il Consiglio comunale della città di Odessa, un lato della facciata è andato completamente distrutto, oltre a ingenti danni provocati all’interno della cattedrale.

Una storia sofferta, quella di uno dei più importanti luoghi culto ortodosso in Ucraina: l’edificio venne fondato nel 1794 dal metropolita Gavril Bănulescu-Bodoni. Con la morte di Caterina II e il regno del nuovo zar Paolo II venne bloccato ogni finanziamento per la costruzione del tempio. La ripresa dei lavori si deve al duca di Richelieu, appena subito dopo la sua nomina a governatore di Odessa.

Nel 1808 nasce così la più grande cattedrale della Nuova Russia: era un edificio in stile neoclassico con un interno riccamente decorato con marmi policromi.

Usiamo il passato perché l’antica cattedrale fu demolita dalle autorità sovietiche nel 1936. Fu ricostruita solamente tra il 1999 e il 2003.

L’ATTACCO MISSILISTICO NELLA NOTTE TRA IL 22 E IL 23 LUGLIO 2023

“A seguito dell’attacco missilistico russo a Odessa quasi 50 edifici sono stati danneggiati, inclusi 25 monumenti architettonici, ed è stato danneggiato anche l’edificio del consolato greco. Questa è la seconda istituzione consolare colpita dal terrore russo“, ha detto nel suo discorso serale – citato dall’Ukrainska Pravda – il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Per il Ministro Sangiuliano, “Il bombardamento russo ai danni di Odessa e del suo patrimonio costituisce un crimine che viola le convenzioni internazionali, in particolare quella dell’Aia del 1954 sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato. Oggi assistiamo a una escalation con la grave ferita inferta alla Cattedrale della Trasfigurazione. Nei mesi scorsi incontrai il Ministro della Cultura, Olek Tkhachenko. L’Italia ha aiutato l’Ucraina ad ottenere l’iscrizione del centro storico di Odessa nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Continueremo a lavorare con il governo ucraino e con il Ministro Tkhachenko per la tutela del patrimonio culturale in pericolo. Oggi a lui e a tutto il popolo ucraino esprimo la mia solidarietà. Colpire un monumento significa colpire la storia di una nazione”.

IL MESSAGGIO DEL SINDACO DI VENEZIA LUIGI BRUGNARO

“Sto seguendo con apprensione quanto sta avvenendo nella nostra città gemellata di Odessa, che ho visitato pochi mesi fa. Questa notte è stato colpito lo splendido centro storico patrimonio UNESCO, la Cattedrale, un Museo e diverse abitazioni! Ci sono morti, tanti feriti e tante macerie. Cari amici ucraini, vi siamo vicini! Venezia vi è vicina!”.

Questo il tweet del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che è stato in visita a Odessa lo scorso aprile per sottoscrivere il gemellaggio con la città ucraina, mettendo a disposizione le competenze di Venezia e delle sue università per la progettazione e la programmazione post-bellica, indicando il porto lagunare come piattaforma logistica di collegamento. 

“Resistiamo a questi attacchi e pensiamo già oggi alla ricostruzione di domani, quando questa terribile guerra sarà finita” aveva ribadito nel corso della cerimonia svoltasi nella sede municipale di Odessa alla presenza di tutte le autorità cittadine.

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