Un nuovo ecografo portatile migliorerà sicurezza, precisione e qualità della cura per i pazienti emodializzati dell’Ospedale di Montebelluna
MONTEBELLUNA (TV). Un nuovo ecografo portatile di ultima generazione è stato donato al Centro Dialisi dell’Ospedale di Montebelluna grazie alla generosità dell’Associazione “Roberta Marcon – Donare è un dono”. L’apparecchiatura, acquistata con i fondi raccolti attraverso eventi, spettacoli e iniziative di sensibilizzazione sulla prevenzione delle malattie renali, rappresenta un importante passo avanti per la sicurezza e la qualità della cura dei pazienti emodializzati.
Il nuovo ecografo sarà utilizzato direttamente dal personale infermieristico del Centro, già formato e abilitato all’impiego autonomo dello strumento. La sua funzione sarà fondamentale soprattutto nelle operazioni di inserimento degli aghi e nel monitoraggio dell’accesso vascolare, momenti estremamente delicati del trattamento dialitico.
Dialisi: una terapia salvavita, ma complessa
Ogni anno, una persona sottoposta a emodialisi affronta in media 312 punture venose. È un numero che racconta quanto questa terapia sia indispensabile per chi convive con una malattia renale cronica irreversibile, ma anche quanto sia impegnativa da sostenere quotidianamente. L’emodialisi permette infatti di sostituire la funzione dei reni depurando il sangue attraverso un “rene artificiale”, offrendo ai pazienti una possibilità di vita che altrimenti non avrebbero.
Nonostante i notevoli progressi tecnologici nelle apparecchiature e nei materiali, la modalità di accesso vascolare – ovvero il prelievo e la restituzione del sangue tramite due aghi inseriti nelle vene – è rimasta pressoché invariata negli ultimi decenni. Garantire la salute e la funzionalità delle vene dei pazienti è quindi un impegno fondamentale, che il personale infermieristico dei Centri Dialisi porta avanti con competenza e sensibilità.
Tecnologia che fa la differenza
Inserire un ago in vena può essere doloroso, difficoltoso e non sempre immediato. Il rischio di insuccesso aumenta soprattutto nei pazienti anziani o con vene difficili da individuare. In questi casi, la tecnologia diventa un alleato prezioso.
L’utilizzo dell’ecografo portatile aumenta in modo significativo la precisione dell’accesso vascolare, riducendo il rischio di traumi e contribuendo a preservare le vene nel lungo periodo. Per i pazienti significa non solo una dialisi più sicura, ma anche un miglioramento concreto della qualità di vita.
Una raccolta fondi che unisce la comunità
L’acquisto dell’ecografo è stato possibile grazie alla mobilitazione della comunità locale. Oltre all’impegno dell’Associazione “Roberta Marcon”, attiva dal 2013 in memoria della nefrologa scomparsa prematuramente, hanno contribuito cittadini, artigiani, commercianti, imprenditori e le istituzioni del territorio. Fondamentale anche il supporto del Comune di Castelfranco Veneto, di altri enti locali e il patrocinio dell’Ulss 2.
Le parole di ringraziamento
«A tutti, proprio tutti, i donatori anonimi che con il loro piccolo gesto hanno contribuito a rendere possibile un risultato di grande valore va il nostro grazie», ha dichiarato il primario, dr. Abaterusso. «Tanti piccoli gesti che possono, tutti insieme, cambiare la realtà. Sono le piccole cose che avvengono quotidianamente, silenziosamente».
Il direttore generale Francesco Benazzi ha aggiunto:
«All’Associazione ‘Roberta Marcon – Donare è un dono’, che ha avuto la capacità e la perseveranza di trasformare piccoli gesti isolati in un grande risultato, va la nostra riconoscenza per l’impegno costante nella promozione della salute e nella prevenzione delle malattie renali e croniche».
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