Ieri ha iniziato a chiudersi il cerchio di un’altra leggenda del mondo dello sport. Sir Mo Farah ha corso l’ultima maratona della sua carriera a Londra, ma non l’ultima gara.
Ha chiuso la maratona in nona posizione, con un tempo che “pensavo di poter fare tra 2:05 e 2:07 ma non si sa mai con la maratona. Ho dato il massimo ma il mio corpo non rispondeva ed è allora che sai quando è arrivato il fatidico giorno”.
Durante la gara il corpo non rispondeva, già al 26esimo chilometro avrebbe voluto ritirarsi. Ma non lì, non nella sua città, Londra.
“Parte di me avrebbe voluto piangere. La gente era magnifica, anche nella pioggia ai bordi delle strade, ed è questo che conta. È stato questo a farmi continuare e a sostenermi nella mia carriera. Mi mancherà questa sensazione, sono emozionato oggi” dirà ai microfoni della BBC a fine gara.
“Ho iniziato qui, alla mini-maratona e finire qui è incredibile – aggiunge Farah. – Se qualcuno avesse detto a quel bambino runner che avrebbe vinto le Olimpiadi, non ci avrebbe mai voluto credere”.
Già campione Europeo indiscusso dal 2010, consacra la sua carriera all’Olimpo degli atleti, proprio durante le Olimpiadi disputate nel suo paese, Londra 2012, vincendo due ori olimpici nelle sue due specialità: 5000mt e 10.000mt.
Ma l’onore più grande che questa vittoria gli porterà sarà quello di essere nominato commendatore dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico.

Da lì in poi, la sua carriera dorata prosegue senza pecca fino alla conferma delle successive Olimpiadi a Rio 2016. Altri due ori per le sue collezioni e l’onorificenza più alta che l’impero britannico potesse dargli: diventare “Knight Bachelor”, cavaliere ad honorem, insignito del titolo di “Sir”, con cui scherzosamente il giornalista Rai Franco Bragagna lo apostrofava in ogni telecronaca.
Non il re, ma il cavaliere indiscusso in queste discipline, un cuore grande e un’umiltà che in pista e fuori sfociavano sempre in una commozione e riconoscenza che ora si faticano a vedere sulla linea di traguardo.
“Lo sport ha bisogno di questo, dobbiamo tornare dai giovani atleti e insegnare loro ciò che è possibile con il duro lavoro”.
Campione indiscusso per 6 anni di fila alla mezza maratona Great North Run dal 2014 al 2019, sarà proprio questa la sua ultima gara della carriera. Appuntamento segnato in agenda per settembre 2023.
Quale migliore gara per chiudere una carriera così piena e ricca di successi, dentro e fuori la pista di atletica?
In copertina, credits foto Enciclopedia Britannica
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