Mestre, Torre di viale San Marco. Commento di Michele Boato, Consigliere di Municipalità, su questo progetto.
Cosi Boato si esprime nella sua pagina social: “Allucinante quanto è accaduto lunedì 14 giugno in Consiglio di Municipalità Mestre Carpenedo chiamato a dare un parere sull’accordo Comune privati per la costruzione di un grattacielo da 70 metri con un centro area commerciale da 4.500 metri quadrati, parcheggi, rotonda ed altra piazza di fronte al sagrato della chiesa.”
“Inutilmente ho ricordato le seguenti cose:. Invece di bonificare, come d’obbligo, l’area dell’ex campo da calcio del Real, i proprietari si accordano con il Comune di asportare solo 50 cm. di terreno e costruirci sopra un’enorme condominio che avrà i primi due piani di parcheggi perché non bonificato il sottosuolo, l’operazione viene giustificata per il “grande beneficio pubblico” che apporterebbe. La Regione ha più volte ricordato che sono disponibili 2 milioni di euro per bonificare altre aree del Villaggio San Marco, oltre a quelle già bonificate, ma su quest’area ne Comune ne privati presentano alcun progetto”.
“ Il grande centro commerciale sarebbe uno di benefici – prosegue Boato – ma si dimentica che nel raggio di 1.500 metri ce ne sono già otto e che questa apertura porterebbe alla chiusura di molti negozi di vicinato. Inoltre un edificio di oltre 70 metri è in contrasto con l’armonia del quartiere. Edificio che toglierebbe il sole per gran parte della giornata a decine di abitazioni ed all’adiacente scuola materna. Ed ancora, visto il gran numero di appartamenti già costruiti in quest’area di Mestre e rimasti vuoti è probabile che il destino di gran parte del grattacielo sarà turistico alberghiero.”
Ma non finisce qui, Boato rincara la dose e precisa che: “ Con l’operazione verrebbero tagliati circa 200 alberi ed eliminati 25.000 mq. di verde urbano in cambio di soli 2.000 finali. I residenti hanno raccolto 2.000 firme per dichiarare la loro opposizione al progetto. Insomma un’0perazione fatta sulla testa della popolazione che dovrà sopportare quattro anni di lavori previsti, le polveri, i rumori, le vibrazioni ed il deprezzamento delle abitazioni.”.
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