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Messa-concerto per il centenario di Monsignor Mansueto Viezzer: musica, memoria e comunità nella chiesa di Soligo

2 minuti di lettura

Una messa-concerto nella chiesa di Soligo per celebrare i 100 anni dalla nascita di Monsignor Mansueto Viezzer e ricordare il maestro Carlo Rebeschini attraverso la loro musica

FARRA DI SOLIGO (TV). Una serata dedicata alla musica, alla memoria e alle radici culturali del territorio: lunedì 24 novembre alle ore 19 la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo di Soligo ospiterà una messa-concerto in occasione del centenario della nascita di Monsignor Mansueto Viezzer (1925–2009), figura cardine della musica sacra veneta del Novecento. L’evento, organizzato dal Comune di Farra di Soligo, celebra anche i cento anni dalla riconsacrazione della stessa chiesa, avvenuta nel 1925.

Un appuntamento che si rinnova

Quello del 24 novembre è un appuntamento ormai divenuto tradizionale, nato per unire la musica di Viezzer al ricordo di Carlo Rebeschini (1953–2019), pianista, direttore d’orchestra e suo storico interprete. Quest’anno, in occasione dei due importanti anniversari, la celebrazione si sposta a Soligo, luogo in cui Viezzer mosse i primi passi musicali e che conserva ancora oggi tracce vive del suo insegnamento.

Tre cori e musicisti d’eccezione

La messa-concerto vedrà riuniti tre cori del territorio:

  • Coro di Stramare,
  • Coro Monte Cimon,
  • Corale Cortina.

Accanto a loro si esibiranno musicisti e cantanti che hanno collaborato negli anni con Carlo Rebeschini, tra cui Roberto Padoin all’organo e gli Ottoni del Teatro La Fenice, per un programma interamente dedicato all’opera sacra di Mansueto Viezzer. Sarà un’occasione di ascolto e raccoglimento in cui la musica diventa veicolo di memoria condivisa.

Viezzer e Rebeschini: un sodalizio artistico lungo trent’anni

Il rapporto tra Viezzer e Rebeschini fu un’unione rara e feconda: maestro e allievo, sacerdote e laico, due personalità differenti ma perfettamente complementari. La loro collaborazione – stimolata dal direttore Wolfango Dalla Vecchia – portò alla luce tredici opere tra oratori, azioni sceniche, balletti e numerosi brani cameristici e corali.

Il motto di Viezzer, “Dio e la Musica sono tutto”, e quello di Rebeschini, “Musica per amore”, raccontano la sintonia profonda che animava la loro visione: difendere e rinnovare il patrimonio artistico e spirituale delle comunità locali, unendo tradizione e modernità senza uniformarne le peculiarità.

Come sottolinea Marco Peretti, autore della biografia e del catalogo delle opere di Viezzer, nella musica del compositore di Soligo si riflette “una bellezza sostenibile”, capace di dialogare con la natura, la poesia e la vita quotidiana della “tenerissima valle” cantata da Andrea Zanzotto.

La chiesa di Soligo: un luogo carico di storia

La cornice dell’evento è la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, edificio storicamente e artisticamente rilevante. Il suo nucleo originario era una cappella dedicata a San Pietro, già documentata nel XIII secolo. Ampliata nel 1475 e completamente ricostruita nel Settecento, la chiesa subì importanti interventi tra il 1924 e il 1925, fino alla riconsacrazione di cui quest’anno ricorre il centenario.

Al suo interno si conservano opere di pregio, tra cui la pala dell’altare maggiore di Francesco da Milano (ante 1537) e un organo Callido del 1806, ultima opera del celebre organaro veneto. Il campanile, secondo la tradizione, sorge sulle fondamenta di un’antica torre legata al castello medievale dei Caminesi, poi divenuto eremo di San Gallo.

Un invito alla comunità

La messa-concerto del 24 novembre sarà dunque molto più di un semplice evento musicale: rappresenterà un momento di comunità, memoria e valorizzazione culturale, unendo spiritualità, arte e storia in un luogo profondamente simbolico.

Un’occasione preziosa per riscoprire l’eredità di Mansueto Viezzer e di Carlo Rebeschini e per riascoltare, nella chiesa che per prima accolse il giovane compositore, quelle opere nate dall’incontro tra fede, musica e amore per il territorio.

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