Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha preso la parola ieri all’80ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, affrontando i principali nodi di politica internazionale e ribadendo il ruolo dell’Italia nello scenario globale
NEW YORK. Nel suo intervento, Meloni ha descritto il nostro tempo come «una fase storica accelerata, complessa, ricca di opportunità ma soprattutto densa di pericoli», sottolineando come oggi nel mondo siano in corso 56 conflitti armati, il numero più alto dalla Seconda Guerra Mondiale.
Ucraina e Medio Oriente al centro del discorso
Tra i conflitti più gravi, Meloni ha citato la guerra in Ucraina, definendo l’attacco russo a Kiev del febbraio 2022 una violazione dello Statuto dell’ONU da parte di un membro permanente del Consiglio di Sicurezza.
Sul Medio Oriente, il Presidente del Consiglio ha ricordato l’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023 e il successivo intervento militare israeliano a Gaza. Pur riconoscendo a Israele il diritto alla difesa, Meloni ha parlato di «superamento del principio di proporzionalità», con conseguenze pesanti sulla popolazione civile palestinese. L’Italia, ha annunciato, voterà a favore di alcune sanzioni europee verso Israele, ma senza «scaricare tutta la responsabilità su Tel Aviv».
Meloni ha ribadito la posizione italiana a favore della soluzione dei due Stati, con due condizioni: la liberazione degli ostaggi israeliani e l’esclusione di Hamas dal futuro governo palestinese.
«Il Palazzo di Vetro deve diventare una Casa di Vetro»
Uno dei passaggi centrali è stato dedicato alla riforma dell’ONU. Secondo Meloni, le attuali istituzioni non sono più in grado di rispondere alle crisi globali: «Multilateralismo, dialogo e diplomazia, senza istituzioni che funzionano, sono solo parole vuote».
Ha quindi proposto una revisione profonda e pragmatica, senza nuovi seggi permanenti al Consiglio di Sicurezza, ma con maggiore rappresentatività ed efficienza decisionale: «Il Palazzo di Vetro deve essere anche una Casa di Vetro».
Migrazioni, diritti umani e traffico di esseri umani
Meloni ha poi affrontato il tema delle migrazioni irregolari, chiedendo l’aggiornamento delle convenzioni internazionali considerate ormai superate e denunciando l’azione dei trafficanti di esseri umani.
Ha anche richiamato l’attenzione sulla libertà religiosa, denunciando la persecuzione di milioni di persone nel mondo, «in larga parte cristiane».
Piano Mattei per l’Africa e cancellazione del debito
Ampio spazio è stato dedicato al Piano Mattei per l’Africa, che oggi coinvolge 14 Paesi con progetti infrastrutturali, agricoli e tecnologici. Tra gli esempi citati: il Corridoio di Lobito in Angola e Zambia, la riqualificazione di 36 mila ettari di deserto in Algeria e la creazione di un hub africano sull’intelligenza artificiale.
Meloni ha annunciato inoltre un’iniziativa italiana sul debito africano: nei prossimi dieci anni verranno convertiti in progetti di sviluppo oltre 235 milioni di euro di crediti verso i Paesi meno sviluppati.
Critiche al «green» occidentale
In chiusura, il Presidente del Consiglio ha affrontato il tema della transizione ecologica, criticando i cosiddetti “piani verdi” europei e statunitensi, accusati di aver accelerato la deindustrializzazione senza reali benefici ambientali. «Non si tratta di negare il cambiamento climatico – ha precisato – ma di affermare la neutralità tecnologica e il gradualismo delle riforme, per rispettare l’ambiente mantenendo l’uomo al centro».
L’anniversario dell’Italia all’ONU
Meloni ha ricordato infine i 70 anni dell’adesione italiana alle Nazioni Unite, oltre all’80° anniversario della nascita dell’Organizzazione. «La scelta che abbiamo nelle nostre mani è semplice – ha concluso –: rifugiarci nella semplicità o dimostrare ai nostri cittadini che non sprecheremo l’occasione di costruire un mondo più giusto e più sicuro».
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