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Medici, infermieri e specializzandi in bici contro l’inquinamento

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L’inquinamento atmosferico è la più importante minaccia ambientale per la salute pubblica e partecipa all’acuirsi dei cambiamenti climatici, che a loro volta hanno un impatto sulla salute della popolazione“.

Elena Uga, pediatra dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP), referente del Gruppo di lavoro PUMP (Pediatri per Un Mondo Possibile), spiega così le ragioni di una protesta pacifica che ha spinto decine di medici, infermieri e pediatri a muoversi in gruppo domenica 6 novembre in molte città d’Italia per sensibilizzare la popolazione e le amministrazioni locali e nazionali “affinché sia intrapresa anche nelle città italiane una politica più severa: adeguata alla gravità del rischio a cui l’inquinamento espone tutti noi, ma soprattutto i bambini che ci viene chiesto di curare. Vogliamo scelte più decise, proprio come sta avvenendo da anni, ad esempio, in Francia o nel Regno Unito, in particolare a Parigi e a Londra“.

Alla vigilia della Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite COP27, l’Associazione Culturale Pediatri (ACP) vuole dunque sollevare consapevolezza nella politica e tra le persone, perché scelgano di agire al meglio e il prima possibile, in collaborazione con ISDE, Medici per l’Ambiente. Il gruppo di pediatri ha percorso a Milano il tragitto che unisce idealmente i due più celebri ospedali pediatrici di una delle città più inquinate d’Europa, l’Ospedale Vittore Buzzi e la Clinica Mangiagalli.

I bambini sono vittime speciali dello smog, e noi medici lo vediamo ogni giorno“, aggiunge Pietro Rossi, specializzando in pediatria all’Università di Torino dove assieme a un gruppo di altri 20 pediatri, infermieri pediatrici e specializzandi, ha percorso il tratto tra l’ospedale Mauriziano e l’Ospedale infantile Regina Margherita, passando dal parco del Valentino con striscioni e cartelli, vestiti con uniformi e camici sanitari.

In un momento storico in cui anche i venti di guerra ci costringono, da cittadini, a riflettere sulla transizione energetica e sul cambiamento degli stili di vita, è quanto mai necessario fare una scelta decisa“, aggiunge Federico Marolla, pediatra di famiglia a Roma, dove assieme a circa 20 altri pediatri, infermieri e specializzandi in pediatria, è partito in bici dall’Ospedale La Scarpetta fino a largo Argentina. Lì, poi, si sono divisi in 2 gruppi: uno ha raggiunto l’Ospedale Bambino Gesù sul Gianicolo, l’altro la Clinica Pediatrica del Policlinico Umberto I in viale della Regina.

Secondo i dati più recenti, oggi l’inquinamento dell’aria è collegato a esiti negativi durante la vita fetale e alla nascita, all’aumento della mortalità infantile, a disturbi dello sviluppo neurologico, all’obesità, alla compromissione della funzione polmonare, al cancro ai polmoni e a malattie cardiache.

Stanno emergendo prove che associano lo smog alla demenza, al basso peso alla nascita e al diabete di tipo 2. Sappiamo che l’impatto sulla salute di un bambino può trascinarsi in età adulta e, addirittura, in modo transgenerazionale. A livello globale, l’inquinamento atmosferico uccide circa 7 milioni di persone l’anno e anche i costi sociali sono altissimi: 166 miliardi nel 2018; mentre, in media, ogni abitante di una città europea ha subito una perdita di oltre 1.250 euro (dati European Public Health Alliance, EPHA).

Per questo oggi noi medici pediatri pedaliamo in contemporanea a Torino, Modena, Roma, Milano. Chiediamo un limite alla proliferazione dei combustibili fossili, vogliamo energia rinnovabile, mobilità elettrica, un trasporto pubblico migliore e più spostamenti a piedi e in bicicletta, possibili solo con adeguate politiche di disincentivo all’uso dell’automobile, affiancate da una adeguata e capillare rete di piste ciclabili. Vogliamo più treni e a un costo competitivo rispetto all’auto, uno sviluppo serio e ragionato dei mezzi pubblici su tutto il territorio nazionale, oltreché una politica fiscale capace realmente di penalizzare le scelte più inquinanti e premiare quelle virtuose. Ma serve anche la volontà delle persone di fare scelte talvolta scomode, come mettere da parte l’auto”, aggiunge Ilaria Mariotti, pediatra di famiglia a Modena, che ha appena concluso la sua corsa affianco ai pediatri ideatori di Ride for Their Lives, iniziativa che comprende questo evento italiano, ideata da un gruppo di pediatri inglesi e da rappresentanti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Appoggiando la corsa europea di Ride for Their Lives, ACP chiede ai colleghi di ogni provenienza di firmare la Lettera di prescrizione per un clima sano, già sottoscritta da 46 milioni di operatori sanitari nel mondo, e l’appello per un Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili: documenti che i colleghi inglesi presenteranno nei prossimi giorni ai leader mondiali riuniti a Sharm el-Sheikh, affinché portino avanti azioni coraggiose per il clima.

A Modena Mariotti ha pedalato assieme a una decina di altri pediatri e specializzandi, partendo da punti diversi della città (Policlinico, ambulatori pediatrici, consultorio) per riunirsi poi in Piazza Grande.

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