Oggi 13 marzo si celebra la giornata mondiale del rene, un’opportunità per informare i cittadini riguardo alle gravi patologie renali
Spesso silenziose e trascurate, le malattie dei reni possono avere conseguenze importanti sulla salute e sulla qualità della nostra vita.
I reni sono infatti uno degli organi vitali dell’organismo. Oltre all’azione depuratrice, i reni svolgono diverse altre funzioni, come regolare la pressione arteriosa, produrre la vitamina d, mantenere in forma il sangue.
La prevenzione
Per mantenere in salute i reni, sin da giovani, ci sono poche regole importanti: bere molto, acqua oligominerale, non abbondare con il sale, mangiare molta frutta e verdura, fare attività fisica, evitare i farmaci non necessari.
Vi sono infatti alcune categorie di farmaci che possono danneggiare i reni. Questi sono: antinfiammatori non steroidei; alcuni tipi di antibiotici; immunosoppressori; diuretici; antivirali; farmaci contro la gotta.
Malattie renali
Le malattie renali croniche rappresentano un grave problema di salute pubblica in Italia e nel mondo. Colpiscono milioni di persone e sono una delle principali cause di morte prematura. L’evoluzione della medicina ha portato a trattamenti sempre più efficaci, ma, nonostante gli avanzamenti, la gestione di queste patologie resta complessa.
La malattia è una condizione caratterizzata dalla progressiva e irreversibile perdita della funzione renale. Questo deterioramento della funzione renale è comunemente misurato attraverso il tasso di filtrazione glomerulare (GFR). La malattia è suddivisa in stadi, da lieve a grave, con l’ultimo stadio che richiede la dialisi o il trapianto renale.
Negli ultimi anni, sono emersi approcci terapeutici innovativi che promettono di migliorare la prognosi e la qualità della vita dei pazienti. Ad esempio, la dialisi fatta in autonomia, a casa propria.
Per l’emodialisi a domicilio, il paziente necessita sempre dell’assistenza di un partner o di un caregiver. Il corretto posizionamento degli aghi nella fistola arterovenosa, le tecniche sterili di manipolazione del catetere venoso centrale e la successiva connessione alle linee della macchina di emodialisi sono abbastanza complesse e necessitano di un lungo percorso di addestramento per non mettere a rischio il paziente e l’accesso vascolare, per esempio da sanguinamento, stravaso, aspirazione di area ed infezioni. Per questo motivo l’espletamento dell’emodialisi a domicilio è spesso regolato da specifiche delibere regionali.
In confronto all’emodialisi domiciliare, l’addestramento alla dialisi peritoneale è meno complesso. La dialisi peritoneale può essere gestita dal paziente da solo anche senza l’assistenza di un partner o di un caregiver. Dopo due o tre settimane di “scuola”, quasi tutti i pazienti o caregiver sono autonomi nella gestione della dialisi peritoneale. https://www.emodial.it/come-funziona-dialisi-domiciliare/
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