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L’ultimo ballo di Rafa

4 minuti di lettura

Rafa Nadal ha giocato ieri la sua ultima partita da professionista. Sconfitto 6-4, 6-4 da Botic van de Zandschulp e Spagna eliminata dalla Coppa Davis

MALAGA – È una notte di lacrime a Malaga. Non di dolore o di rabbia. Ma di emozioni, ricordi, gli ultimi attimi magnifici di una carriera leggendaria. È stata la notte dell’ultimo ballo di Rafa Nadal. L’ultima sua gara da professionista. Nella sua Spagna, indossando la maglia della sua Nazionale e cercando di portarla per la sesta volta a vincere la Coppa Davis.

Sembrava tutto scritto quando il mese scorso il maiorchino ha annunciato l’addio al tennis giocato. Eppure le cose non sono andate come milioni di tifosi si aspettavano. Sarebbe stato un sogno troppo bello vederlo ancora una volta in finale e magari vincerla a fianco di quello che è il suo successore designato, Carlos Alcaraz.

Non è andata così. Nella gara inaugurale contro l’Olanda Rafa perde 6-4 6-4 con Botic van de Zandschulp. Quasi se la sentisse alla partita numero 1308 con sole 228 sconfitte. Una sola in Coppa Davis fino a ieri. E viene spontaneo pensare che non abbia tutti i torti viste le sue dichiarazioni a caldo:

“È stato un giorno molto emozionante, ero teso prima di quello che potrebbe essere il mio ultimo incontro da professionista. C’è poi l’emozione di sentire l’inno nazionale per l’ultima volta, ed è molto speciale. In campo ho cercato di dare il meglio, di restare positivo in ogni momento e giocare con la giusta energia. Ma non è stato abbastanza. Complimenti a Botic, è stato migliore di me.

Ad ogni modo, indipendentemente da quel che accadrà per certi versi è un bene che questa sia stata la mia ultima partita. Ho perso il mio primo incontro in Coppa Davis, ed ho perso anche l’ultimo. Così chiudiamo il cerchio”.

Ma, come sempre in carriera, non si è arreso. È rimasto fino alla fine a tifare con tutte le sue forze per Carlos (battuto Griekspoor 2-0) e poi l’ultima speranza del doppio con ancora Alcaraz e Granollers. Hanno giocato meglio gli olandesi, nonostante Malaga fosse una bolgia, ma in cuor nostro tutti speravamo che l’ultima apparizione del trentottenne maiorchino non fosse questa. Anche gli avversari sfoggiavano la bandiera Nazionale con un cuore con scritto Rafa.

Il capitano della Nazionale spagnola David Ferrer lo ha messo in campo come primo singolarista, forse un rischio per un giocatore che negli ultimi due anni ha visto il campo pochissimo (appena 23 partite) ma che si sentiva bene, si era allenato con determinazione, ma non è bastato.

Il tributo a Rafa

Rimangono i cori “Rafa! Rafa!” a risultato acquisito e con la Spagna eliminata, l’applauso infinito del pubblico commosso con in primis Carlos Moya. Un tributo doveroso per uno dei più grandi campioni che il tennis abbia mai visto, l’indiscusso Re della terra rossa. E sono cariche di emozione anche le sue parole:

“Buonanotte e grazie a tutti. Devo ringraziare tanta gente, e inizio da voi che siete qui oggi. Mi siete stati vicini sempre nei momenti positivi e in quelli negativi, li ho potuti vivere con tutti voi. Mi sono sentito super fortunato nel ricevere tantissimo affetto in tutto il mondo e in Spagna soprattutto.

“Complimenti all’Olanda, e grazie a tutto il team spagnolo che mi avete permesso di essere qui e di coltivare la speranza di vincere ancora una volta la Davis. Sinceramente ho dato tutto, grazie di avermi permesso di trascorrere gli ultimi giorni da professionista della mia carriera così, in squadra.

Nel palazzetto, come davanti alle televisioni di tutto il mondo ti tifosi si commuovono, in primis Alcaraz. “Non sono stanco di giocare a tennis ma devo accettare la situazione, sono un super privilegiato. La mia carriera è stata più lunga di quanto avrei mai immaginato. Grazie alla mia famiglia, ai miei amici, al mio team, non vorrei dimenticare nessuno. Grazie a mio zio che è stato parte indimenticabile della mia vita, che crede nella continuità, che ha fatto sì che per tutta la vita restassi la persona che sono.

Ho avuto la possibilità di avere un rapporto personale e professionale con tutti voi, e senza di voi niente di tutto questo sarebbe stato possibile. 

Grazie alla federazione, a tutti quelli che mi hanno appoggiato nei momenti difficili. Mi hanno consentito di sentirmi ancora bene, sicuro. È stata una storia fantastica, grazie anche a chi l’ha raccontata: avete fatto parte del mio viaggio. A tutta l’industria dello sport, siamo uno sport globale, cercheremo di continuare questo percorso. Sono un grandissimo appassionato di sport, spero di poter essere un buon ambasciatore per il tennis” .

In tutta la mia vita ho cercato di impegnarmi ogni giorno per competere al meglio, di farlo con umiltà e rispetto. Credo di essere stato una persona di saldi valori, che è la cosa più importante. Esco dal mondo del tennis avendo lasciato tanto, avendo trovato tanti amici. Me ne vado con tranquillità in quanto sento che tutto l’affetto che sento verso di me non si spiega solo con i risultati, ma con la persona che sono.

Le mie ultime parole sono per la mia famiglia, che è sempre stata con me, in ogni momento. Mi hanno mantenuto con i piedi per terra quando le cose andavano bene, mi hanno consolato quando andavano male. Adesso inizia una nuova vita, non so cosa succederà ma sono tranquillo perché ho una grande famiglia”.

A questo punto viene mostrato un video in cui i grandi del tennis mondiale e dello sport spagnolo omaggiano l’uomo oltre che il campione. Serena Williams e Andy Murray, Conchita Martinez, Juan Martin Del Potro, Djokovic, ma soprattutto Roger Federer che già ieri mattina gli aveva dedicato una lunga e commovente lettera.

Ci sono anche le bandiere del Barcellona e del Real Madrid Iniesta e Raul, li imita anche David Beckham. Nadal, la sua famiglia e tutti i tifosi del mondo ormai sono in lacrime.

Lui conclude così:

“Me ne vado come tennista, ma come persona spero di rimanere con voi ancora a lungo. Grazie”.

Grazie a te Rafa, hai reso il tennis ancora più bello.

Photo Credits: Simone Ferraro/Coni

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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