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L’Ospedale San Giovanni e Paolo declassato a ospedale di base. La reazione della classe politica

La polemica nei confronti della scelta della Regione di declassare l’Ospedale Civile di Venezia non accenna a placarsi. Delle tre qualifiche possibili, la Regione ha deciso di ridimensionare il nosocomio di Venezia a quella di

La polemica nei confronti della scelta della Regione di declassare l’Ospedale Civile di Venezia non accenna a placarsi. Delle tre qualifiche possibili, la Regione ha deciso di ridimensionare il nosocomio di Venezia a quella di minor importanza: “ospedale di base”.

 

Dopo le immediate polemiche da parte della cittadinanza, anche le associazioni e la politica alzano la voce.

 

Claudio Scarpa, direttore dell’Associazione veneziana albergatori ha così commentato: “Chiediamo alla Regione di fare un passo indietro sulla decisione di declassare l’Ospedale Civile di Venezia. Una decisione non appropriata. Va ricordato che a Venezia, oltre ai residenti, ci sono dieci milioni di turisti all’anno. Tra i servizi che la città offre c’è anche una sanità di eccellenza a livello veneto. L’ospedale di Venezia è fondamentale per i visitatori e per i cittadini veneziani che in alta percentuale sono anziani. L’associazione si impegnerà affinché la struttura ospedaliera resti all’altezza delle necessità di chi Venezia la vive, perché avere un ospedale di eccellenza significa dare dignità alla residenzialità. Non lamentiamoci, altrimenti, se i residenti decidono di andarsene.


Il deputato del Partito Democratico Nicola Pellicani ha commentato la notizia sul suo profilo Facebook: “Il declassamento dell’Ospedale Civile è un fatto gravissimo. La riduzione della struttura di Venezia a ospedale di base, la più bassa di quelle previste, è la prova di come la Regione non intenda riconoscere la specialità di Venezia, come del resto ha già fatto intendere nella bozza della Legge sull’autonomia. È una decisione grave, che denota la mancanza di una strategia sanitaria, che punta solo a tagliare senza indicare alcuna prospettiva. Tali scelte avranno ripercussioni gravissime sulla vita dei veneziani. Avanti di questo passo l’Ospedale di Venezia sarà ridotto a un semplice pronto soccorso. Non possiamo consentirlo. Mi farò promotore alla Camera di tutte le iniziative necessarie per cercare di correggere una scelta così scriteriata.”

 

Dal Comune di Venezia, l’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini, ha così dichiarato: “La decisione di classificare l’Ospedale Civile di Venezia come ospedale di base, fondando tale scelta solo sul dato numerico della popolazione residente, non ci trova favorevoli e già da subito avvieremo le interlocuzioni con la Regione al fine di emendare tale classificazione in sede di dibattito nella quinta commissione regionale. Questo fatto non tiene conto né della specificità e unicità lagunare, né del grandissimo numero di turisti presenti in città in ogni periodo dell’anno. Apprezziamo lo sforzo della Regione e dell’Ulss3 compiuto per rafforzare la qualità dei servizi e dell’offerta del Civile, e anche per questo riteniamo ancora più opportuno classificarlo quale ospedale di primo livello, come Mirano-Dolo e San Donà. Abbiamo avviato immediatamente un confronto con l’azienda sanitaria e con gli ordini professionali sanitari, al fine di produrre le nostre osservazioni al Consiglio regionale”.

 

Fonte: Venezia Today

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