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“L’occhio in gioco”: a Padova apertura gratuita nelle prime domeniche del mese

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Fondazione Cariparo, per la mostra “L’occhio in Gioco”, allestita in Palazzo del Monte sino al 26 febbraio 2023, sceglie di fare propria l’apertura gratuita nelle prime domeniche del mese proposta dal Ministero della Cultura per i Musei statali.

“Lo abbiamo deciso – rende noto il Presidente della Fondazione Gilberto Muraro – in considerazione del fatto che “L’occhio in gioco” è una mostra nata dalla collaborazione fra Fondazione e Università di Padova, nell’anno di celebrazione dell’ottavo centenario del nostro Ateneo. Renderla accessibile realmente a tutti, studenti e non, almeno una giornata al mese, così come avviene per i musei statali, ci è parsa una scelta opportuna”.

“L’occhio in gioco” è una di quelle mostre che si presume di poter ammirare in una delle grandi sedi espositive di New York o Londra. Laddove ci si attende qualcosa che vada molto oltre il consueto, il già visto. A essere riunite in Palazzo del Monte sono più di 400 opere che spaziano dal Medioevo al contemporaneo.

L’occhio guarda, cattura, legge, ordina, compone. Ma può essere ingannato, raggirato, imbrogliato. E questa mostra, camminando sul confine tra arte e scienza, tra colore e movimento, racconta nei secoli la sottile differenza tra ciò che è vero e ciò che potrebbe esserlo ma non lo è.

Originale nel taglio curatoriale, affidato a Luca Massimo Barbero per la parte storica e a Guido Bartorelli, Giovanni Galfano, Andrea Bobbio e Massimo Grassi dell’Università di Padova per la parte dedicata al Gruppo N e alla psicologia della percezione, questa ricchissima esposizione è a Padova, in Palazzo del Monte di Pietà, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha voluto proporla – in collaborazione con l’Ateneo Patavino – nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni di storia ed attività di una delle Università più antiche al mondo, nel solco dell’indagine del rapporto tra arte e scienza già inaugurato nel 2017 con la mostra “Rivoluzione Galileo, l’arte incontra la scienza”.

Zootropio

Nel percorso di “L’occhio in gioco” si è condotti a misurarsi con arte, fotografia, miniatura, scultura, scienza e tecnica. Assistendo all’inganno del movimento e dello stesso colore, con occhio e mente condotti a percepire come un unicum ciò che nella realtà fattuale è composito.

Fenomeni che erano già ben noti ad artisti, alchimisti e filosofi dei tempi lontani, come testimoniano le antiche miniature e le mappe celesti presenti in mostra, esempi primigeni della necessità e abilità dell’uomo di accostare colori dando vita a una sorta di caleidoscopio magico.

Immagini del mondo e antiche sfere armillari sono accostate a costruzioni Bauhaus e contemporanee, a rivelare una continuità inaspettata.

Arte e scienza, nelle sue svariate accezioni dagli studi sull’ottica alla teoria del colore, insieme per dar vita ad un confronto affascinante di concetti, movimenti, miraggi. Gli studi di Goethe, Runge e Henry saranno accostati in mostra con le opere dei grandi maestri che hanno affrontato, ciascuno a proprio modo, il tema della percezione visiva: da Seurat a Kandinsky, da Klee a Boccioni.

In caso di sovraffollamento, si provvederà a organizzare accessi scaglionati, onde garantire la perfetta godibilità di una mostra che affascina e stupisce per la ricchezza di opere e di stimoli anche sensoriali.

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