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Le Donne e l’Arte a Trieste

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Trieste, una costellazione, più che un crogiolo, dove tutto si mescola e amalgama, una partitura a più voci. “Gente con premesse diverse che deve tentare di conciliare gli inconciliabili, che naturalmente non ci riesce e saltan fuori tipi strani, avventurieri della cultura e della vita” (Bobi Bazlen).

Trieste – Era il 1919 quando una giovane donna, trasferitasi da Parenzo a Trieste, dalla sorella sposata e bisognosa di un aiuto con i figli perché malata, aveva trovato lavoro in una pasticceria del centro cittadino. Si era confezionata un vestito alla moda, di colore verde acceso, che le stava molto bene. Un cliente del locale l’aveva notata e si rivolse e lei così: “Lo sa signorina che chi di verde si veste di sua beltà troppo si fida?”.  La ragazza, per nulla intimidita, gli rispose, guardandolo dritto negli occhi: “Si vede, signore, che posso fidarmi”.

Quella giovane donna era mia nonna Eufemia che, forse per modernizzare il suo nome, preferiva farsi  chiamare Emma. Per me è sempre stata, oltre l’amore e la fiducia che riponevo in lei, fonte d’ispirazione di vita. Nata nel 1900, era riuscita ad imporsi a ben 7 fratelli che la volevano ignorante e schiava delle faccende domestiche per il loro accudimento.

Di donne a Trieste, nel primo novecento, narra la mostra in programma dal prossimo 21 dicembre al primo aprile del 2024, al Museo Sartorio, in un affascinante viaggio nell’Eterno femminino.

Arte a Trieste tra fascino e discrezione 1900 – 1940. La mostra, promossa dall’Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo-Servizio Promozione Turistica, Musei, Eventi culturali e sportivi-P.O. Musei Storici e Artistici del Comune di Trieste, e realizzata da Trart-Società cooperativa di servizi culturali, a cura di Federica Luser, Michela Messina e Alessandra Tiddia, riunisce in quel luogo fascinoso e a suo modo intimo che è il Museo Sartorio, una trentina di ritratti di donne triestine dei primi decenni del ‘900. I dipinti provengono dalle collezioni del Museo Sartorio, dal Museo Revoltella, dalla Collezione d’Arte della Fondazione CRTrieste e da collezioni private, e vogliono offrire uno sguardo particolare sulla Città, attraverso alcune opere dei suoi migliori artisti del secolo.

Una galleria di ritratti femminili propone una Trieste osservata nelle sue pieghe più intime, nei volti e nei corpi di donne di quella borghesia cosmopolita e pluriconfessionale che ha contribuito alla crescita economica e culturale della città nel diciannovesimo secolo e nel primo ‘900.

Il soggetto della mostra è il mondo femminile i cui sguardi, pose, movenze riflettono la caratteristica principale per cui sono conosciute: quel fascino discreto ma volitivo legato al loro essere indipendenti e sicure di sé. Una sorta di proiezione della coscienza segreta delle donne, ritratte nella loro diversità: muse, amiche, mogli, amanti, donne bellissime e sfrontate, provocanti e soddisfatte, timide e riservate, specchio della Trieste di allora. Un fascino discreto, enigmatico e ambiguo a volte, colto nella mondanità e nel segreto delle stanze.

Per informazioni: Museo Sartorio Largo Papa Giovanni XXIII, 1 – Trieste +39 040 675 9321 [email protected] Apertura: 21 dicembre 2023 – 1 aprile 2024 da giovedì a domenica, dalle 10.00 alle 17.00 Chiuso nelle giornate festive del 25 dicembre e 1 gennaio.

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