Da alcuni giorni il Sior Pare era più triste e pensieroso del solito e con maggior voglia di mangiare dolci. Le feste sono sempre così quando non hai più vicino i tuoi cari. Tendono a rendere più tristi e malinconici. Non fa di certo eccezione il nostro eroe. Più passavano i giorni e più si incupiva.
Le cose più banali dimenticate, gli parlavo e non mi ascoltava minimamente. Alla fine il motivo era chiaro. Si stava avvicinando il 26 ottobre, giorno del cinquantasettesimo anniversario di matrimonio. Quando le cose stanno così, c’è solo un modo per svegliarlo fuori. Farlo ridere.
- “Sior pare, ti sa che giorno che xè ancuo? (Sior Pare, sai che giorno è oggi?)”
- “Sabo (sabato)”
- “E che giorno?“
- “Vintisinque, perché ghe go domandà all’alessa (Venticinque perché l’ho domandato all’Alexa)
- “Alexa riproduci canzoni di natale“
- “Ti te ga ciapà in anticipo sto ano! (Ti sei presa in anticipo quest’anno!)”
- “Ciò, oggi manca do mesi! (Eh, oggi mancano due mesi!)”
- “E sai che giorno è domani?“
- “Sì, xe san cassi! (Sì, è san scemi!)
Si mette a ridere. Finalmente sorridente.
- “Eh sì ciò, xe l’anniversario de mi e dea Rita! (Eh sì eh, è l’anniversario di me e della Rita!)
- “Domani festeggiamo col baccalà, va ben?”
- “Si si, ciò….”
Inizia e non continua la frase…
- “Cosa stavi dicendo? Pare? Come mai ti sei bloccato?“
- “No niente…” – tutto rosso in viso – “Me xe vegnua in mente ea prima notte de nosse… (No niente… Mi è venuta in mente la prima notte di nozze…)
- “Aaaah, eora no vojo saver niente! (Aaaah, allora non voglio sapere niente!)”
Arriva finalmente il 26. Baccalà in tecia a pranzo e poi il programma prevede di andare a cena in Pizzeria da due allievi del catechismo della Siora Mare. Gli dico di essere pronto per le 19.40. Scendo cinque minuti prima, affamata come un lupo a causa dell’ora legale. Lui stranamente non è ancora pronto.
Finalmente lo carico in macchina e andiamo al locale. Un bello spritz (poco alcolico) per lui, due patatine e attendiamo la nostra cena. Penso per una volta di essermela scampata. E invece no.
- A sta ora gerimo già sposài e gerimo drìo magnar al Park Hotel… (A quest’ora eravamo già sposati e stavamo mangiando al Park Hotel…)”
- “Sì papà, lo so…“
- “Ma te go mai contà dopo che semo partìi diretti par Trieste? (Ma ti ho mai raccontato dopo che siamo partiti diretti per Trieste?)”
- “Sì papà…“
- “E che semo rimasti a pìe al confine? (E che siamo rimasti a piedi al confine?)”
- “Sì papà…“
- “Beh, tea conto eo stesso! (Beh, te la racconto lo stesso!)”
Non c’è niente da fare, lui deve raccontare ogni anno per filo e per segno come è andata la giornata e la prima parte del viaggio di nozze, è più forte di lui!
Alla fine la serata finisce tra sorrisi e ricordi. L’importante è aver onorato con gioia l’anniversario.
Tanti auguri Sior Pare e Siora Mare!
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