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La saga dei Florio

2 minuti di lettura

Il regno dei Florio e dei Farfallicchi

Formata da due zone pianeggianti del Bosco e della Piana, divise da una zona montuosa di natura calcarea, l’isola di Favignana rende l’immagine di una farfalla adagiata sul mare.

I fenici la chiamavano Katria, i latini Egate, i greci Aegusa (l’isola delle capre) per la quantità di capre selvatiche che vi pascolavano. Una leggenda racconta che vi abitasse la ninfa Aegusa. Il nome attuale Favignana deriva da un vento caldo, il Favonio.

I fondali di questo piccolo arcipelago delle Egadi raccontano fiorenti attività commerciali e rovinosi naufragi, ma anche guerre navali rimaste nella storia. A Favignana il 9 marzo del 241 avanti Cristo si combatté la battaglia delle Egadiche mise fine alla Prima Guerra Punica tra Cartagine e Roma per il dominio sul Mediterraneo.

I Farfallicchi

A Favignana, all’alba, sono sempre esistiti i FarfallicchiCon questo nome (diminutivo di farfalle) si indica in Sicilia un fenomeno di miraggio dovuto alla anomala rifrazione della luce. Fin dall’antichità molti hanno detto che si possono vedere: uomini, barche, animali, ecc..

Sono delle visioni, dei miraggi, dei fenomeni ottici per cui l’immagine di un oggetto rimane sospesa in aria, come la Fata Morgana nello stretto di Messina su cui tanto si è scritto.

Le Tonnare dei Florio

Favignana vive tra cave di tufo pregiato e tonnare.

Lo stabilimento dove avveniva la lavorazione e l’inscatolamento del tonno è un pezzo della storia della Sicilia e della famiglia dei Florio. Dal 1874 fino alla loro rovina nel secolo successivo furono i padroni delle Egadi, dopo averle comprate dai Pallavicino-Rusconi di Genova con le «loro tonnare e mari, coi titoli di nobiltà e relativi diritti di farsene investire».

Domina l’area la palazzina neogotica fatta costruire da Ignazio Florio, il figlio del capostipite Vincenzo. Affacciato alla spiaggia si scorge il grande stabilimento della tonnara con archi a tutto sesto e immensi stanzoni dove gli operai lavoravano alla conservazione sott’olio di sette-ottomila tonni che si pescavano ad ogni mattanza.

Capo sull’isola il rais, il capo-pescatore alla guida della mattanza che è un allo stesso tempo un mito ed un rito. Oggi purtroppo solo qualche decina di esemplari guizzanti finiscono nelle reti,  poichè la mattanza è stata sostituita nel Mediterraneo dall’industria delle tonnare «volanti», che fanno base su enormi pescherecci.

Ma a Favignana tutto parla dei Florio e di una millenaria tradizione legata al mare, fra cui la lavorazione del tonno nell’olio di oliva, inventata da Ignazio Florio, un metodo rivoluzionario per garantire una migliore conservazione rispetto a quella precedente sotto sale, che diede una svolta importante al commercio del tonno in tutt’Europa. (continua)

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