L’iniziativa dei Fratelli Cervi riproposta dai ragazzi di Officina 31021, per festeggiare la destituzione e l’arresto di Benito Mussolini, il 25 luglio 1943
MOGLIANO VENETO – Officina 31021 organizza anche quest’anno, tra gli eventi del Summer Nite Love Festival, la “Pastasciutta Antifascista”, in programma nella serata di martedì 25 luglio, con l’appoggio di SOMS e ANPI, sezione locale.
La storia ci riporta a quel Consiglio del Partito Fascista che portò, nella notte del 25 luglio, alla destituzione e all’arresto del Duce. Non finì la guerra, non finirono le atrocità, ma si chiuse l’era fascista. Un buon inizio, il popolo riguadagnò un primo pezzo di libertà, che con tanti sacrifici arrivò definitivamente quasi due anni dopo, con la Liberazione dal Nazismo, grazie agli Alleati ed ai nostri Partigiani.

La storia, gli eventi, i sacrifici dei nostri nonni e bisnonni, l’infanzia “bombardata” di alcuni nostri genitori.
Insomma, fatti veri, fatti scritti, il fascismo è finito. Non solo, è anacronistico. Non può contestualizzarsi nella nostra Società.
Ma davvero sappiamo la storia? Davvero l’abbiamo studiata? Quando parliamo di Fascismo, comprendiamo davvero quali valori è andato ad annientare e come ha sterminato un Popolo?
Ricordare per insegnare, studiare per capire.
Siamo davvero sicuri che tutti han capito che il fascismo è morto e che i fascisti non possono collocarsi in alcun dove? Sì, perché in una società povera di tempo per la lettura e per l’informazione, che ne richiede sempre di più e sempre più attenzione nelle interpretazioni delle notizie, rischiamo che “Fascismo” diventi un semplice sostantivo da usare in ambiente politico per sottolineare un pensiero diverso da un altro.
Gravi fatti, in Italia, vengono spesso marchiati come “fascisti”, quando, nella totalità dei casi, chi li compie manco sa cos’è il fascismo. O glielo hanno spiegato male. Chi non è di sinistra, non è fascista. Chi si comporta da imbecille, non è fascista. Perché è questo che passa. Ammettiamolo: non è fascista perché non può, di fatto, esserlo.
Così come passa il concetto che a Mogliano si possono coprire le scritte “W il Duce” con un’altra scritta “Mogliano Antifascista”, al posto di una semplice “mano di bianco”. Però, a 30 metri, le scritte “ACAB” (All Cops Are Bastard – Tutti i poliziotti sono bastardi) vengono mantenute belle visibili. Mogliano non ha bisogno di essere antifascista, ma di ricordare i fatti e la storia e trasmetterli. Mogliano non è fascista e ha bisogno di politiche giovanili che evitino atti di vandalismo, comportamenti che tutto sono, tranne che divertimento. Mogliano ha bisogno di educazione allo stato brado, che insegni, prima di identificare comunisti e fascisti, a gettare le carte nei cestini e a cercarne un altro quando quelle più vicino è pieno.
Insomma, il solito buonsenso che pare sia tanto semplice quando difficile da applicare. Talvolta sconveniente. Soprattutto, sconveniente.
Gianluca Longo
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