Sorpresa, o forse no. Uno dei leader della società iberica dell’Età del rame era una donna: la conferma arriva da uno studio che ne ha analizzato lo smalto dentale.
Accade che a Valencina, nei pressi di Siviglia in Spagna, da un’analisi effettuata su alcuni resti umani dissotterrati, quello che era dato per certo essere l’Uomo d’Avorio, in realtà sarebbe la Dama d’Avorio.
Inquadriamo la faccenda, ci troviamo distanti 5.000 anni fa durante l’Età del Rame e i resti di questo individuo sono stati ritrovati quindici anni or sono in una tomba singola, accanto a zanne d’avorio, ambra, gusci di uova di struzzo e un pugnale di cristallo.
Le nuove tecniche di cui dispongono ora i ricercatori non lasciano dubbio, si tratta di una giovane donna.
Quello che conta per determinare la leadership di questa giovane fanciulla è da ricercare nella tomba singola ancorché opulenta, visto che la maggior parte degli abitanti della penisola iberica venivano sepolti in fosse comuni.
Da qui la certezza dell’importanza della persona, una donna appunto tra i 17 e i 25 anni, quando passò a miglior vita.
E c’è di più, accanto al suo corpo i ritrovamento di tracce di vino, cannabis e cinabro una forma rossa del mercurio, indicano il coinvolgimento in rituali religiosi, sempre secondo l’opinione degli autori.
Ma la vera chicca finale è il ritrovamento non molto distante di alcune sepolture appartenenti a figure femminili, vestite con abiti non propriamente comuni, che rimanderebbero forse a sacerdotesse appartenenti a un gruppo religioso fondato proprio dalla Dama d’Avorio.
Donne, leadership, storia e religione.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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