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La carica di un gruppo di volontari ripulisce un tratto della Piave dai rifiuti

1 minuti di lettura

Guanti, sacchi e buona volontà: sabato scorso un gruppo di ragazzi ha organizzato una raccolta rifiuti volontaria dalle sponde della Piave

 
 

Ciascuno di noi ha una grande responsabilità nei confronti delle generazioni future, che consiste nel rispettare il pianeta in cui viviamo.

 

Una filosofia che ha accolto bene un gruppo di giovani ragazzi e ragazze under 30 residenti nel comune di Cimadolmo e limitrofi, che sabato scorso hanno organizzato una raccolta rifiuti volontaria delle sponde della Piave in territorio cimadolmese.

 

Incoraggiati dalla giornata di sole, i giovani ragazzi si sono armati di guanti, sacchi e buona volontà, e insieme hanno setacciato gli argini che costeggiano il corso d’acqua. Un lodevole gesto per combattere il degrado e la sporcizia che soffoca quest’oasi di pace.

 
 

 

Tanti di loro, infatti, sono molto legati a questo territorio per il ricordo delle estati qui trascorse, come racconta uno dei partecipanti.

 
 
 

“Questa è un’area che abbiamo molto a cuore perché ha segnato le nostre estati ed è una bella soddisfazione vederla pulita – spiega uno dei ragazzi che ha preso parte all’iniziativa -. Chiunque voglia aggregarsi a noi per le successive uscite è il benvenuto”.

 
 
 
 

Se è vero che la maggior parte dei rifiuti è arrivata qui perché trascinati dall’esondazione provocata dall’ondata di maltempo dello scorso autunno, altri sono il segno dell’inciviltà di chi li ha volontariamente abbandonati lungo la strada che costeggia il fiume.

 

È così che, in un solo pomeriggio, i ragazzi sono riusciti a raccogliere ben 32 sacchi di immondizia di ogni tipo, che saranno presto prelevati per essere smaltiti correttamente. Accanto a bottiglie, lattine, ciabatte e palloni, anche rifiuti più voluminosi, come secchi, materassini, tavoli, sedie e bombole di gas… Tutto quello, insomma, che la potenza dell’acqua ha spinto fino a qui, dove ore giace in un desolante silenzio.

 

Come testimoniano le foto scattate dai ragazzi, il verde bosco della scorsa estate si è trasformato in una massa informe di tronchi accatastati, i sentieri sono scomparsi e hanno lasciato spazio a una moltitudine di immondizia.

 

Sebbene molta sia stata raccolta, molta altra rimane ancora lì a deteriorare quello che dovrebbe essere il nostro bene comune più grande: l’ambiente, la nostra casa comune.

 
   
 
    
 

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AUTORE
Classe 1993, è giornalista pubblicista e studentessa magistrale in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli Studi di Verona. Ama i cani, i libri e i viaggi. Scrive di ambiente, politica, assaggi, turismo.
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