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Infrastrutture: sicurezza e connessione, priorità indifferibili per il Veneto

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L’intervento del presidente di Unioncamere del Veneto, Mario Pozza, all’indomani di tre notizie importanti sul fronte delle infrastrutture.

La prima è l’ok del Ministero dei Trasporti agli investimenti per il potenziamento della A22 del Brennero, compresa la realizzazione della terza corsia tra Verona e l’intersezione della A1 e della terza corsia dinamica da Bolzano a Verona. Parliamo di circa 7 miliardi e mezzo di investimenti.

La seconda riguarda il via libera alle opere olimpiche nel Bellunese per 250 milioni di euro, in particolare le tre varianti all’Alemagna di San Vito, Valle e Tai di Cadore, per interventi di messa in sicurezza e riduzione tempi di percorrenza in vista delle Olimpiadi di Cortina del 2026. L’appuntamento internazionale sicuramente consente di puntare i riflettori sulle esigenze di questo territorio e di accelerare gli interventi. Non deve però esaurire l’attenzione nei confronti di un’area importante dal punto di vista turistico, del manifatturiero e dell’occhiale, paesaggisticamente rilevante, ma penalizzata sul piano dei collegamenti intervallivi e della logistica, con un gap infrastrutturale importante.

La terza notizia è l’indagine ACI sugli incidenti stradali rilevati nel 2021, che assegna drammaticamente alla A4 il primato di autostrada più pericolosa della provincia di Venezia, con ben 66 i sinistri registrati, di cui 11 mortali, e una delle più pericolose d’Italia. E che anche nel 2022 ha registrato un tragico, altissimo tributo in termini di vite umane.

“È il momento per la politica di occuparsi rapidamente e con senso di responsabilità di questi temi” punta il dito il Presidente di Unioncamere del Veneto Mario Pozza. E continua “Per il Bellunese è necessario riattivare l’iter di valutazione per il prolungamento della A27 – o Superstrada o Passante Alpe Adria, la forma tecnica è poco importante – per garantire al Veneto uno sbocco diretto a Nord. Un corridoio transfrontaliero che possa facilitare i traffici commerciali e i transiti verso il Nord-Est Europa, in grado di allontanare il rischio di abbandono di quest’area da parte degli imprenditori e di consolidare il tessuto produttivo già esistente, arrestando lo spopolamento delle aree di montagna. È in via di completamento l’allaccio con la A27 della Pedemontana Veneta, un’arteria che collega tra loro le Autostrade A4, A31 e – appunto – A27, che porta di accesso ad una delle maggiori zone produttive d’Italia e intercetta importanti assi viari nonché mercati di approvvigionamento sia di materie prime sia di prodotti finiti, oltre che un’opera strategica per la potenziale capacità di sgravare la viabilità locale dal traffico pesante”.

“Si tratta di opere prioritarie per il rilancio del sistema economico e per superare le difficoltà di collegamento e connessione che impattano sull’equilibrio del territorio e di chi vi transita. E che Unioncamere del Veneto, in collaborazione con Uniotrasporti, ha già indicato come interventi indifferibili nel ‘Libro Bianco sulle priorità infrastrutturali del Veneto’. Si tratta di una sintesi delle necessità principali e urgenti per la competitività del nostro tessuto produttivo, nata dal confronto con le categorie economiche e le imprese, uno strumento declinato dal mondo camerale nazionale a livello di “sistema-paese’ che abbiamo messo a disposizione della Regione del Veneto, di tutte le Amministrazioni regionali e del Governo per la pianificazione delle opere pubbliche soprattutto nelle aree più critiche, favorendo la circolazione e gli spostamenti nella quotidianità”.

“Per quanto riguarda l’emergenza A4 – ricorda Pozza – già da tempo ho preso duramente posizione sull’urgenza di completare la terza corsia per ripristinare prima di tutto la sicurezza di quel tratto autostradale ‘maledetto’ di 24 km, che ha causato tanti e drammatici lutti, guardando anche ai gravi disagi per le imprese e per il trasporto merci. Alla fine, dopo Sindaci, Parroci, associazioni di categoria, Camere di Commercio, Unioncamere, politici locali, sono dovuti scendere in campo anche i Vescovi e, grazie alla Conferenza dei Sindaci, l’istanza è arrivata sul tavolo del Presidente Mattarella. Mi auguro che ora il Presidente se ne faccia carico.

Come Presidente di Unioncamere del Veneto e anche di Assocamere Estero, grazie alla rete delle 84 Camere di Commercio diffuse nel mondo, ho avuto modo di toccare con mano la potenzialità unica del nostro territorio, frutto della capacità di innovare e investire, ma ho pure colto i segnali che la spinta della nostra regione, con la crisi delle materia prime e l’impennata dei costi energetici, inizia a subire un rallentamento. Se queste opere non saranno realizzate in tempi brevi, il Veneto e il suo sistema economico e produttivo rischiano di non essere più la forza trainante dell’economia nazionale. Senza queste infrastrutture, il Veneto rischia il declino”.

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