Nel suo secondo film Matarrese è abile nel racconto delle diatribe famigliari. Raccontate in maniera grottesca
Una famiglia e tutto quello che due cognate pescano dentro, vivendo nell’eterno litigio, rincorrendo malcelati desideri di quella sopraffazione che talvolta diventa vitale. Succede questo, in uno sperduto paesino della Calabria, in cima a un colle ribattezzato Cozzo. Interpretato da Maria Luisa Magno e Stefano Pucci il film scivola nei suoi 87 minuti in maniera piacevole, pur prestando sempre il fianco al clima ostile, che diventa tragicomico allentando giocoforza la presa. Con le due famiglie intente a riunirsi per poi allontanarsi, le tavolate imbandite e il cibo che rallegra e mitiga, allietando. Una storia, che indossa gli abiti buoni del documentario senza dimenticare il teatro, con la narrativa che gioca perfettamente da par suo scherzando, ma non troppo con la sottilissima linea che scorre tra finzione e realtà. Dove la famiglia divisa diventa un manifesto per poter esistere. In nome del quieto vivere.
Intravisti per voi di Mauro Lama
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