Un errore giudiziario, un figlio strappato, un’errata valutazione dei fatti, come reagirei di fronte ad un’ingiustizia?
Mestre – Il caso di Enzo Tortora come quello del pastore sardo, sono emblematici. Ma soprattutto, io mi interrogo su come reagirei se mi fosse stato strappato un figlio. Certamente molto male, forse sarei finita in galera….
Ieri pomeriggio, a Meste, il Ministro Nordio ha fatto un esempio adatto a tutti, che può capitare a tutti. “Immaginate – ha detto Nordi – di finire ad un processo. Una banale distrazione in macchina o in motorino, un incidente, e ti ritrovi davanti a un giudice penale. Non sei un criminale, ma devi difenderti. Entri in aula e vedi in alto, il Giudice, che deve decidere se sei colpevole o innocente. La Costituzione lo vuole “terzo e imparziale”. A sinistra vedi il Pubblico Ministero (l’accusatore), che ha condotto le indagini contro di te. A destra, il tuo Avvocato difensore.
Ti senti tutelato perché c’è un giudice neutrale sopra le parti. E invece, non è proprio così. Il giudice che ti deve giudicare la mattina, il pomeriggio stesso può essere valutato nella sua carriera, nei suoi trasferimenti e promozioni… proprio dal tuo accusatore, il Pubblico Ministero!
Fanno parte della stessa “famiglia”, hanno le carriere unite e militano nelle stesse “correnti” (i partitini dei magistrati). Si chiedono i voti a vicenda per essere eletti negli organi superiori e si danno i voti a vicenda per le promozioni. È un sistema di do ut des che mina alla base la terzietà del giudice.
Non è un’invenzione dei giornali – ha spiegato Nordio – è la realtà vissuta da chi ha fatto il Pubblico Ministero per quarant’anni.
Ecco perché la separazione delle carriere e la riforma del CSM, anche attraverso il sorteggio per eliminare lo strapotere delle correnti, non sono capricci della politica, ma una necessità assoluta per garantire a ogno cittadino un processo giusto, davanti a un giudice davvero indipendente da chi lo accusa. Questo referendum è un’occasione unica per una riforma radicale. Non trasformiamolo in uno scontro politico: ne va della qualità della nostra democrazia.»
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
