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Guerra russo-ucraina: le ripercussioni sul mercato immobiliare

2 minuti di lettura

Il 24 febbraio 2022 il mondo è stato sconvolto da un tragico avvenimento, ossia l’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il conflitto sta avendo forti ripercussioni su diversi aspetti della quotidianità. Per rendersene conto, basta chiamare in causa i provvedimenti urgenti che il Governo italiano è stato costretto a prendere per calmierare il prezzo della benzina, senza dimenticare le preoccupazioni relative a un possibile razionamento del gas.

La guerra sopra citata sta avendo impatto anche sul mercato immobiliare? La risposta è sì. Vediamo assieme perché e quali sono per ora gli effetti specifici (nonché le previsioni).


L’aumento dei tempi di vendita

Sono diversi gli esperti del settore che, dall’inizio dell’anno, hanno notato un incremento dei tempi di vendita appartamenti e ville online. Il motivo è legato al fatto che, in diversi casi, il clima di incertezza internazionale – che non è certo iniziato lo scorso 24 febbraio – porta sia le famiglie sia i singoli utenti a ponderare maggiormente l’inizio di un percorso importante come quello di acquisto della casa.


Il momento no dei cantieri

Una parentesi di indiscussa rilevanza per quanto riguarda le conseguenze della guerra in Ucraina sul mercato immobiliare riguarda i cantieri in fieri, che hanno bisogno costante di materie prime. Da questo punto di vista, si riscontra un grosso problema. Diversi player della filiera edile hanno infatti lamentato criticità nell’approvvigionamento di materie prime come l’argilla e i metalli. In tutto questo non va trascurato il fatto che quelle disponibili sono interessate da un forte aumento dei prezzi.


L’orientamento degli investimenti

Cosa dicono le previsioni in merito agli investimenti degli italiani nel breve/medio periodo? Diversi attori del mondo immobiliare hanno messo in primo piano in questi mesi un approccio orientato all’ottimismo. C’è chi parla infatti di un incremento del focus sui beni rifugio – che vedono il mattone in primo piano – in un contesto all’insegna dell’inflazione dove è come mai prima necessario ponderare la gestione del patrimonio.


Le conseguenze sui tassi dei mutui

Tra le ripercussioni più attese quando si parla di rapporto tra guerra in Ucraina e mercato immobiliare figurano quelle relative ai tassi dei mutui. A detta di diversi professionisti e analisti che si occupano di real estate, l’accesso potrebbe rivelarsi più ostico. Anche vero è il fatto che, oggi come oggi, non ci sono ancora dati sufficienti per poter affermare con certezza quanto appena specificato.


Le previsioni al ribasso per il 2022

Il mercato immobiliare in Italia, appena ripresosi dalle conseguenze del cigno nero del Covid, potrebbe avere a che fare in questo 2022 con un considerevole calo delle compravendite. A dirlo sono alcuni dati, recentemente pubblicati, frutto del lavoro dell’Osservatorio Nomisma. Entrare nel dettaglio degli stessi vuol dire parlare di una revisione al ribasso delle stime per il triennio compreso tra l’anno in corso e il 2024.

Confrontando le previsioni per il 2022 relative alle compravendite sul territorio nazionale, si ha a che fare con un – 7,3% rispetto ai numeri precedenti lo scoppio del conflitto.

Cosa dire delle erogazioni dei mutui? Che se prima dell’invasione russa si parlava di una previsione pari a 68 miliardi di euro, oggi come oggi, a quasi due mesi dallo scoppio della guerra, tale stima è stata ridimensionata e ridotta a circa 60.

La speranza degli operatori del settore immobiliare è che, nonostante la situazione internazionale oggettivamente complessa e grave, il mondo delle case possa ancora per un po’ beneficiare del boost post pandemia.


I prezzi

Per quanto riguarda i prezzi, è naturale parlare di crescita, conseguenza da legare anche ai ritardi nelle consegne delle nuove costruzioni per i motivi precedentemente menzionati. Tra le città coinvolte nella situazione appena descritta troviamo Milano.

A tal proposito, va citata la proposta di diverse associazioni attive nell’ambito dell’edilizia, che hanno messo in primo piano, animate dalla preoccupazione di trovarsi a dover cambiare gli accordi economici inizialmente siglati, la possibilità di incrementare il numero di rate dei piani di ammortamento dei mutui fondiari.

Foto di Aleksejs Bergmanis da Pexels

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