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Grande vicinanza del pubblico al ristorantino di Colonia Agricola che si arrende ai rincari

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Da quando si è diffusa la notizia dell’imminente chiusura del Ristorantino di Colonia Agricola, il locale di Vascon di Carbonera facente parte dell’impresa sociale di Alternativa Ambiente, cooperativa sociale è meta di un viavai continuo di clienti dispiaciuti, i telefoni sono infuocati e i canali social riempiti di messaggi di affettuoso sostegno.

«Siamo stati letteralmente sommersi di telefonate, messaggi, visite di clienti increduli», afferma il presidente di Alternativa Ambiente, Marco Toffoli. «Pur se solo dopo un profondo travaglio che ha coinvolto tutti noi, la decisione di chiudere il 30 settembre resta irrevocabile, ma la risposta che il pubblico ha dato all’annuncio della chiusura è straordinariamente significativa per tutto il progetto Colonia Agricola – composto da agricoltura sociale, fattoria sociale, bottega del biologico e laboratorio artigianale di pasticceria, che continueranno a svolgere la loro attività.

La caffetteria e il ristorantino sono stati creati per favorire una sempre maggiore interazione tra i nostri progetti, la comunità e il territorio; e la comunità, in questi giorni, ha risposto in modo straordinario.

Ma dopo il lungo periodo di “stop & go” dettato dalla pandemia e i recenti insostenibili rincari delle forniture elettriche e non solo non potevamo fare diversamente, proprio per consentire la prosecuzione delle altre attività».

Numerosi i clienti affezionati che in vario modo hanno anche manifestato il loro dissenso, poiché il locale è stato sempre molto affollato anche grazie ad uno staff molto disponibile ed efficiente.

Ma su questo il presidente sottolinea: «Lo sappiamo che il locale funzionava benissimo e che abbiamo una squadra vincente che negli ultimi anni ha compiuto un grandissimo sforzo e che ha sempre soddisfatto le aspettative dei clienti. Ma purtroppo questo non basta, in questo momento, a sanare il suo bilancio: i suoi costi fissi sono troppo alti per poterli spalmare sui
pochi coperti disponibili durante la stagione fredda».

Ma, tiene ancora a precisare Toffoli, «Colonia Agricola è un progetto articolato e complesso fondato sull’inclusione, che ha il suo cuore nella bioagricoltura sociale e nei 5 ettari che coltiviamo con operatori esperti, persone con diversi tipi di fragilità personali e sociali e tanti straordinari volontari. La produzione continuerà ad arrivare fresca nella nostra bottega e trasformata in tanti modi, dai prodotti sottovetro a quelli da forno realizzati nel nostro laboratorio artigianale, che impiega numerose persone svantaggiate. Si tratta di un progetto di primaria importanza per tante persone e per le loro famiglie, oltre che per l’ambiente che preserviamo: non potevamo rischiare di intaccarne la funzionalità con i costi insostenibili della ristorazione».

E annuncia: «Dal 1 ottobre inizia un nuovo corso per Colonia Agricola: la bottega sarà sempre più il cuore dell’incontro con il pubblico, che vi potrà trovare brioches e lievitati ogni mattina e ritirare i dolci che sempre più frequentemente vengono richiesti al laboratorio di pasticceria. Manterremo anche sedie e divani in cortile per favorire tutti coloro che visiteranno il
complesso, sia per le tante attività dedicate ai bambini in programma, sia per una semplice passeggiata tra gli animali della fattoria e il parco giochi nel cortile. Nel frattempo, attueremo un nuovo progetto che è prematuro annunciare ma su cui stiamo già lavorando, per una nuova formula di accoglienza più sostenibile».

«Per ora», conclude, «ringraziamo vivamente tutte le persone che ci hanno manifestato il loro dispiacere e la loro vicinanza: contiamo su di loro, oltre che su tutti i nostri soci, per continuare ad essere un’impresa sociale che muove l’economia con la forza dell’inclusione».

In copertina, un momento di affollamento nel locale sabato 24 settembre (foto sfuocata per rispetto della privacy dei clienti).

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