In occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco del 31 maggio, un’analisi del Centro Studi Gambling.com rivela una tendenza preoccupante tra i fumatori italiani: la preferenza per la sigaretta elettronica come alternativa al tabacco tradizionale, piuttosto che un reale desiderio di abbandonare la dipendenza
ROMA. L’indagine, basata sull’analisi dei dati di ricerca su Google e incrociata con i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e del report Federconsumatori-Fondazione Isscon 2025, mette in luce un divario significativo tra l’intenzione dichiarata di smettere di fumare e i comportamenti effettivi degli italiani.
Il boom delle ricerche sulla sigaretta elettronica
Il dato più eclatante emerso dall’analisi è il volume di ricerche relative alla “sigaretta elettronica”, che registra ben 45.000 query mensili in Italia. Questo numero supera di cinque volte le ricerche relative a “smettere di fumare”, che si attestano a 8.700. Questo suggerisce che la maggior parte dei fumatori italiani attivi online non è alla ricerca di una soluzione per liberarsi dalla dipendenza, ma piuttosto di una forma di sostituzione del prodotto.
“sigaretta elettronica” viene cercata 45.000 volte al mese — ben 5 volte più di “smettere di fumare” — e quasi nessuno googla “quanto costa fumare”. La maggioranza dei fumatori online non cerca di uscire dalla dipendenza: cerca di sostituirla.
Le fasi emotive dei fumatori online
L’analisi delle 30 keyword più frequenti ha permesso al Centro Studi di Gambling.com di individuare cinque fasi emotive ricorrenti nel percorso online dei fumatori:
- Intenzione generica: ricerche come “smettere di fumare” e “come smettere di fumare” (oltre 16.000 ricerche mensili).
- Ricerca della scorciatoia: query come “smettere di colpo” e “in 5 giorni” (circa 4.000 ricerche).
- Soluzione farmacologica: ricerche su “nuovo farmaco”, “citisina” e “cerotti” (oltre 8.000 ricerche).
- Auto-motivazione: ricerche su “benefici”, “tabella benefici” e il libro di Allen Carr (oltre 3.000 ricerche).
- Disperazione creativa: query su “rimedi della nonna”, “ipnosi”, “agopuntura” e “sigaretta finta” (oltre 2.000 ricerche).
Il costo invisibile del fumo
Un dato particolarmente allarmante è la quasi totale assenza di ricerche relative a “quanto costa fumare”. Eppure, secondo il report Federconsumatori-Isscon, un fumatore che consuma un pacchetto al giorno spende circa 2.080 euro all’anno. A livello di sistema, il costo sociale e sanitario del tabagismo in Italia è stimato tra i 24 e i 26 miliardi di euro l’anno, a fronte di entrate fiscali da accise di circa 15 miliardi.
Il contesto del tabagismo in Italia
Secondo i dati più recenti dell’ISS, il 24% degli adulti italiani tra i 18 e i 69 anni è fumatore, per un totale di circa 10,5 milioni di persone. Il 78% di chi tenta di smettere non riesce nell’intento. Tra i giovani di 14-17 anni, il 30,2% consuma prodotti a base di nicotina, con un policonsumo (uso combinato di sigarette, e-cig e tabacco riscaldato) in crescita al 62,4%.
Implicazioni e prospettive future
L’analisi del Centro Studi Gambling.com solleva importanti interrogativi sulle strategie di contrasto al tabagismo in Italia. La preferenza per la sigaretta elettronica come alternativa al fumo tradizionale potrebbe rappresentare un’opportunità per ridurre i danni associati al tabacco combustibile, ma allo stesso tempo rischia di perpetuare la dipendenza dalla nicotina e di attrarre nuovi consumatori, soprattutto tra i giovani.
“Il 78% dei tentativi di smettere di fumare fallisce, e le query online lo raccontano: dalla citisina ai “rimedi della nonna”, la mappa comportamentale dei 10,5 milioni di fumatori italiani”.
È fondamentale, quindi, promuovere campagne di sensibilizzazione più efficaci sui rischi del tabagismo e sulla necessità di un approccio integrato che combini interventi di prevenzione, supporto psicologico e terapie farmacologiche per aiutare i fumatori a liberarsi dalla dipendenza in modo definitivo.
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