Il progetto “Famiglie in Rete” celebra un traguardo significativo: 18 anni di impegno costante nella promozione della solidarietà e del buon vicinato. Nato nel Distretto di Asolo, questo modello innovativo di affiancamento familiare si è affermato come pilastro del welfare comunitario, estendendo la sua influenza a 27 Comuni e dimostrando come la vicinanza tra le persone possa trasformare le difficoltà in opportunità di crescita collettiva.
TREVISO. Il 13 luglio 2026 segna una data importante per il Distretto di Asolo e per l’intera Marca Trevigiana: il progetto “Famiglie in Rete”, promosso dall’Ulss 2 e dalla Cooperativa Kiriksch, compie 18 anni. Un’età che simboleggia la maturità e la solidità di un’iniziativa che, dal 2008, ha saputo tessere una fitta trama di supporto reciproco, trasformando il concetto di “buon vicinato” in una risorsa tangibile per la comunità.Le voci di Dina e Roberto, partecipanti entusiasti, risuonano come la più autentica testimonianza del valore del progetto. “Fare qualcosa gratuitamente per gli altri ci ha regalato grandi soddisfazioni. Abbiamo ricevuto molti doni dalla vita e una delle cose più belle è la stima dei nostri figli”, raccontano.
La loro esperienza, iniziata cinque anni fa a Borso del Grappa, li ha visti coinvolti negli incontri di gruppo mensili, occasioni preziose per condividere “difficoltà, progressi e consigli”. Attraverso queste testimonianze dirette, emerge chiaramente come “Famiglie in Rete” non sia solo un’iniziativa di assistenza, ma un vero e proprio laboratorio di umanità, dove “liberamente si parla delle difficoltà incontrate e dei progressi fatti, ci si scambiano opinioni, pareri e consigli. Soprattutto, nessuno si sente solo: ognuno fa ciò che può per contribuire a una comunità attiva, capace di essere vicina alle persone e di contrastare le indifferenze”.Il progetto, ideato dal Consultorio Familiare del Distretto di Asolo dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, è un esempio virtuoso di come la collaborazione tra istituzioni e cittadini possa generare un impatto profondo.
La sua efficacia è stata riconosciuta a livello regionale, tanto che nel 2012 la Regione Veneto ha conferito a “Famiglie in Rete” il mandato ufficiale per la diffusione di questa progettualità su tutto il territorio regionale, inclusa la provincia di Treviso. Questo riconoscimento ha permesso al modello di crescere e consolidarsi, diventando oggi una realtà operativa in ben 27 Comuni del Distretto Asolo.Il successo e l’espansione del progetto sono il frutto di un lavoro sinergico e costante che vede coinvolte le assistenti sociali comunali, l’équipe di educatori della Cooperativa Kiriksch e gli operatori del Consultorio Familiare. Questa rete multidisciplinare garantisce un supporto strutturato e personalizzato, capace di rispondere alle diverse esigenze dei nuclei familiari.
Prevenzione e “Buon Vicinato”: gli obiettivi fondamentali
“Famiglie in Rete” si propone di intervenire in ottica preventiva, rivolgendosi a quelle famiglie che possono trovarsi ad affrontare momenti di temporanea difficoltà, sia essa di natura relazionale, educativa o organizzativa.
L’adesione al progetto implica la partecipazione a incontri mensili di gruppo, facilitati da operatori esperti, dove il confronto e la condivisione diventano strumenti per attivare percorsi di “buon vicinato” basati sulla fiducia e sul supporto reciproco. L’obiettivo è duplice e ambizioso: da un lato, sostenere le famiglie affinché diventino protagoniste attive del proprio benessere, rafforzando le loro capacità di resilienza e autonomia; dall’altro, promuovere una cultura della vicinanza e della solidarietà, creando in ogni Comune aderente una vera e propria rete di supporto diffusa e capillare. Questo approccio non si limita a risolvere problemi contingenti, ma mira a costruire un tessuto sociale più forte e interconnesso, dove ogni individuo si senta parte integrante di una comunità che si prende cura dei suoi membri.
Un approccio ecologico-sociale: i pilastri del progetto
Il metodo distintivo di “Famiglie in Rete” si fonda su un approccio ecologico-sociale, una filosofia che pone al centro la capacità intrinseca della comunità di prendersi cura delle persone. Questo modello riconosce nelle relazioni umane il principale veicolo di crescita personale e collettiva, nonché il più efficace strumento di prevenzione del disagio sociale. I principi cardine che guidano l’azione del progetto sono due: la sussidiarietà e la prossimità.
La sussidiarietà è intesa come il sostegno reciproco tra i cittadini, un principio che valorizza l’iniziativa individuale e collettiva nel rispondere ai bisogni della comunità, prima dell’intervento delle istituzioni. Non si tratta di delegare, ma di responsabilizzare e potenziare le risorse interne al tessuto sociale.
La prossimità, invece, si riferisce allo sviluppo di una rete di contatti quanto più vicina possibile alla quotidianità delle persone. Questo significa favorire legami e aiuti che nascono spontaneamente nel contesto di vita immediato, come il quartiere o il paese, rendendo il supporto più accessibile, naturale e meno stigmatizzante.In questo modello innovativo, le tradizionali distinzioni tra “chi aiuta” e “chi viene aiutato” vengono superate. Ogni famiglia che aderisce al progetto è incoraggiata a mettere a disposizione le proprie competenze, il proprio tempo e le proprie esperienze, in un percorso di corresponsabilità e di crescita condivisa. Non c’è un ruolo passivo, ma un coinvolgimento attivo che arricchisce tutti i partecipanti.Gli operatori del Consultorio Familiare del Distretto Asolo sottolineano un aspetto cruciale: “L’accoglienza non è della singola famiglia, ma di tutta la Rete”. Questa affermazione evidenzia la natura collettiva e inclusiva del progetto. “Ogni percorso nasce da un confronto collettivo e viene sostenuto da tutta la comunità. Anche quando sono coinvolti dei minori, chi accoglie non si sostituisce ai genitori, ma li affianca, accompagnando i bambini e i ragazzi nel loro percorso di crescita. È questa la forza del progetto: una responsabilità condivisa che rende la comunità protagonista”. Questo significa che il supporto offerto è sempre integrato e mai sostitutivo, rispettando l’autonomia e il ruolo dei genitori, ma fornendo un prezioso affiancamento.Entrare in “Famiglie in Rete” non è solo un atto di generosità, ma significa assumersi una responsabilità sociale che si traduce anche in una straordinaria opportunità di crescita personale. L’esperienza maturata in questi 18 anni dimostra inequivocabilmente che la generatività – ovvero l’atto di fare qualcosa di concreto e significativo per gli altri – rafforza non solo chi riceve aiuto, ma l’intera comunità. Questo processo virtuoso rende il tessuto sociale più coeso, più inclusivo e, soprattutto, più capace di non lasciare indietro nessuno, creando un ambiente dove ogni persona si sente valorizzata e supportata.
Dati e Attività: un impegno concreto nel 2025
L’impatto di “Famiglie in Rete” è misurabile anche attraverso i dati relativi all’anno 2025 nel Distretto Asolo, che testimoniano un’attività intensa e capillare:
- Accessi a domicilio: 32
- Gruppo RETE: 167 partecipanti
- Incontri di formazione per famiglie: 36
- Incontri di sensibilizzazione: 82
- Partecipazione a eventi sul territorio: 34
- Telefonate (assistente sociale, persone attive nel territorio): 494
- Equipe con assistente sociale: 222
- Equipe educatori: 226
- Numero volontari complessivi: 142
- Numero accoglienze complessive: 53
Questi numeri evidenziano la vasta portata del progetto e la dedizione di numerosi volontari e professionisti. Le attività svolte sono variegate e mirano a coinvolgere diverse fasce d’età e bisogni:
- Attività estive: laboratori nei centri estivi, gruppi compiti, cineforum, picnic solidale. Queste iniziative offrono supporto educativo e momenti di svago durante i mesi estivi, spesso critici per le famiglie.
- Letture animate e laboratori creativi: organizzati nelle biblioteche e nei centri aggregativi comunali, stimolano la creatività e l’amore per la cultura nei bambini e nei ragazzi.
- Attività natalizie: laboratori nelle scuole dell’infanzia, feste per le famiglie, raccolte doni e letture animate, che contribuiscono a creare un clima di festa e inclusione durante il periodo natalizio.
- Partecipazione a eventi territoriali: come feste delle associazioni e del volontariato, per promuovere la visibilità del progetto e rafforzare i legami con altre realtà del territorio.
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