Ci fornisci i dati e via, noi ti diamo tutto, generiamo il certificato vaccinale et voilà, il magico pass eccolo qua. Roba da gatto e la volpe ma ci risiamo. Tutto parte è ovvio dal documento digitale più venerato in questa torrida estate in attesa di Lucifero ma non solo, roba da esibire al bar o al mercato anche se non richiesto, quasi una medaglia senza essere stato Tamberi o Jacobs. Non hai ancora inoculato sul tuo bicipite tatuato Moderna o Pfizer? Ma ci siamo noi, garanzia assoluta di anonimato e ci paghi in criptovaluta, prepara tra i 150 e i 500 euro, così sei libero di girovagare tra feste ed eventi, perché sennò sei out, piaccia o non piaccia direbbe il nostro. Anche se secondo le prime indiscrezioni le false certificazioni non avrebbero potuto eludere i controlli di autenticità via QR code che si afferma sempre di più come baluardo dell’informazione moderna, quell’autentico Santuario dove i prodotti fisici, che noi possiamo toccare e vedere vengono catapultati nelle esperienze digitali, video e applicazioni. E allora niente, no Green Pass no Party.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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