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Cronaca dell’iter in Italia e nel mondo del Covid-19. Oltre un anno di segregazione e limitazione della libertà individuale

5 minuti di lettura

Marzo 2020

Le fasi di stesura e pubblicazione del mio libro l’Album dei Ricordi, la storia di Mogliano in pillole ne “Il Nuovo Terraglio” ha coinciso perfettamente con l’iter del Covid19, Corona Virus. Proprio nel periodo in cui io mi stavo approcciando alle prime pagine, il virus arrivava in Italia, e ora siamo arrivati alla fine della storia. Quella del mio libro sicuramente, ma speriamo anche della brutta avventura provocata dal virus.
Voglio quindi sospendere la pubblicazione delle monografie del mio libro per proporre ai miei lettori il riassunto della cronaca degli ultimi 18 mesi trascorsi tra paure, timori e forse anche di attacchi di panico, causati dell’arrivo inatteso della pandemia e degli enormi danni che ha provocato, non solo in Italia, ma nel mondo intero.
 

Marzo 2020: l’arrivo

Mentre scrivevo le prime pagine di questo libro, l’Italia e il mondo intero sono stati colpiti da una grave situazione emergenziale, di serio pericolo per la salute e la vita degli abitanti dell’intero pianeta. Questa riguardava la diffusione a tappeto di un “virus”, denominato Coronavirus o Covid-19 della stessa pericolosità di altre epidemie capitate in passato anche in Italia, come la peste, la malaria, la spagnola o l’influenza asiatica, che portarono migliaia di vittime tra le popolazioni colpite. Non solo, più di una ci ha imposto un lungo periodo di segregazione e di limitazione della nostra libertà individuale.
Il primo focolaio è divampato a Wuhan, una città della Cina dove sono stati registrati migliaia di morti e un numero imprecisato di infettati. Da qui il virus si è sparso nel mondo. La nazione principale a essere colpita è stata l’Italia, a causa dell’abbondante flusso di persone italiane che in quel periodo si trovavano in Cina per lavoro o per turismo, e le Regioni maggiormente colpite furono la Lombardia e il Veneto, dove, nel giro di poco tempo, ci sono state centinaia di morti e migliaia di infetti.
 

La diffusione e la lotta

Il morbo attacca prevalentemente le persone anziane, specie se affette da patologie croniche, del tipo bronchite, diabete, o con alle spalle interventi chirurgici per tumore ai polmoni e altri organi vitali. Il suo contagio è rapido come altrettanto rapida è la guarigione delle persone giovani e sane, se sottoposte per tempo a terapia intensiva, mentre gli anziani rischiano di rimetterci la vita.
Per far fronte a questa pandemia, già un anno e mezzo fa, il Governo Italiano imponeva misure drastiche e severe: la chiusura totale di negozi commerciali (fatta eccezione per supermercati e botteghe di prodotti alimentari), delle frontiere, porti e aeroporti, per evitare il transito di persone infette.
Le pressanti raccomandazioni diffuse continuamente dalle massime Autorità Sanitarie e Politiche per evitare il contagio erano:

  1. Lavarsi spesso le mani col sapone o ungerle con un gel disinfettante
  2. Non frequentare luoghi affollati
  3. Tenersi a distanza di almeno un metro da altre persone
  4. Non stringere le mani a nessuno
  5. Non toccarsi occhi, naso e bocca, starnutire su fazzoletti di carta usa e getta
  6. Uscire di casa il meno possibile, solo per motivi urgenti e indispensabili, la spesa o visite mediche
  7. Evitare qualsiasi tipo di contatto fisico con altre persone

 
Ci veniva raccomandato che, se volevamo sopravvivere e sconfiggere il virus, dovevamo assolutamente attenerci a questi consigli che ci venivano dati dai Sanitari italiani più qualificati e che il Governo traduceva in provvedimenti obbligatori.
 
I ricercatori scientifici di tutto il mondo si sono dati da fare per produrre un vaccino che bloccasse e sconfiggesse questo virus micidiale, ma facevano enorme difficoltà, perché la sua natura era sconosciuta, così come la provenienza e le cause. La popolazione comunque rispondeva ubbidiente alle direttive del Governo, con la speranza di venire fuori da questo incubo il più presto possibile.
 

Riflessioni ad alta voce

Inizialmente era arrivato così, alla chetichella e sornione, quasi in silenzio, come un innocuo annuncio dello speaker di una grossa stazione ferroviaria che rende noto l’arrivo di un convoglio da tanto lontano, forse con l’idea di non allarmare eccessivamente la normalità della gente intenta alle proprie faccende e al proprio lavoro. Ma a distanza di soli pochi giorni si è presentato …dalla Cina, con furore!, armato e minaccioso, avvolto in tutta la sua cattiveria, invadendo e angustiando la popolazione delle nostre regioni del Nord Italia che, per via degli scambi commerciali già avviati con la Cina, si sono dimostrate più a rischio rispetto a quelle del Sud. Ma dopo, lentamente e in maniera assidua, la sua azione minacciosa e spesso mortale si è allargata per tutta la Penisola a macchia d’olio aggiungendo alla paura e al panico nient’altro che devastazione e pericolo di morte. Un’azione inarrestabile di contagi con il conseguente alto numero di decessi che sono quasi riusciti a mettere in crisi tutto il sistema sanitario italiano, se non fosse stato immediato ed efficiente l’intervento della eccellenza dell’intera equipe di medici, infermieri e clinici di altissimo livello che sono riusciti a tamponare e arginare quella mastodontica minaccia, più devastante di uno Tsunami, che progressivamente in seguito è riuscita a mettere in ginocchio il mondo intero.
Alla classe medica bisogna riconoscere un fortissimo impegno dimostrato nel soccorso, assistenza e cura di tutte quelle persone che man mano cadevano nella “trappola” del contagio, con una particolare attenzione agli anziani, più fragili e con meno difese immunitarie per poter combattere il virus.
Per quanto riguarda la possibilità di evitare di contrarre il virus, di grande aiuto si è rivelata l’opera di indottrinamento, svolta con abilità, competenza scientifica e spirito di sacrificio, da trasmissioni televisive, in cui medici e Presidenti regionali spiegavano la natura del virus, la sua pericolosità e il modo per evitarne il contagio, tenendo una certa distanza tra le persone e soprattutto adoperando come barriera per evitare il contagio apposite mascherine, il cui uso è ancora non solo consigliato ma imposto per evitare il ritorno in massa del Covid-19.
 

Maggio 2021: la speranza, solitamente, è l’ultima a morire

Da quel funesto inizio nel mese di marzo 2020 è passato quasi un anno e mezzo. Io oggi con la pubblicazione del mio libro ne “Il Nuovo Terraglio”, quotidiano online edito a Mogliano Veneto, sono già arrivato quasi alla fine e sono obbligato a parlare ancora di Covid 19 e della sua minaccia di morte.
Però, rispetto ad allora, la situazione mi appare leggermente più tranquilla. Le vaccinazioni sono a buon punto, i contagi e le persone ricoverate in terapia intensiva sono diminuite vistosamente, il numero dei decessi è in forte calo e io con immenso piacere mi tuffo in un sentimento di sano ottimismo per il futuro. Siamo tutti speranzosi che presto ci verrà restituita la totale libertà d’un tempo e la possibilità di muoverci nell’intero territorio nazionale, all’estero secondo le nostre esigenze o desideri.
Certo, il prezzo che abbiamo pagato, alla fine di questa lunga e tormentata vicenda, sarà molto alto, ma possiamo confortarci per il fatto che finalmente stiamo per liberarci di un nemico che per più di un anno ci ha tenuti in scacco tendendoci una trappola mortale e che si sta dimostrando quasi imbattibile fino alla fine dei suoi giorni che speriamo arrivino il più presto possibile.
 
Ho anche chiesto un aiuto a Braccio di Ferro, il quale mi ha assicurato che si darà da fare per sconfiggere il Coronavirus. Evviva!
 
 

A cura di Nuccio Sapuppo

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