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Corruzione elettorale: il Pd sotto accusa anche a Torino dopo Bari

1 minuti di lettura

Scandalo elettorale minaccia il Pd a Torino dopo Bari: accusato esponente locale. M5S chiede chiarimenti al sindaco.

TORINO. Ombre oscure si addensano sul Partito Democratico, questa volta nel panorama politico di Torino.

Dopo il recente scandalo che ha colpito Bari con l’arresto del sindaco di Triggiano Antonio Donatelli per corruzione elettorale, il timore di infiltrazioni mafiose nel Piemonte si fa sempre più concreto.

Nel mirino ci sono le elezioni amministrative del 2021, durante le quali il noto esponente politico locale, Salvatore Gallo, avrebbe pronunciato una frase sconcertante al telefono: “Se non mi trovi 50 voti ti tolgo il saluto”.

Secondo quanto riportato, questi voti sarebbero stati destinati a un candidato del Partito Democratico da far eleggere nel consiglio comunale. Tali episodi sono stati interpretati dal giudice istruttore di Torino come una manifestazione di una vera e propria “politica clientelare” messa in atto da Gallo, che avrebbe promesso favori di vario genere in cambio di sostegno elettorale.

Si parla di prestazioni mediche, assunzioni, promozioni e nomine varie, tutte condizioni poste in cambio di un sostegno politico. Questo comportamento, secondo quanto emerso dall’inchiesta denominata “Echidna”, ha già portato all’arresto di nove persone.

Si è appreso che Gallo, un tempo affiliato al Partito Socialista Italiano durante l’era di Bettino Craxi e successivamente avvicinatosi al Partito Democratico, è ora accusato di corruzione elettorale.

Avrebbe minacciato un candidato in circoscrizione a Torino di licenziamento se non avesse corso con i suoi interessi. Inoltre, sembra che Gallo abbia ambiziosamente puntato a ottenere un assessorato per sé stesso, ma la richiesta sarebbe stata respinta dal sindaco Stefano Lo Russo, che, va sottolineato, non è coinvolto nella vicenda.

La richiesta di chiarimenti è giunta anche dal Movimento 5 Stelle al sindaco Lo Russo, affinché fornisca spiegazioni chiare riguardo a quanto emerso. I consiglieri del M5S hanno sottolineato la necessità di fare luce sulla situazione per rimuovere ogni ombra di irregolarità che potrebbe aver compromesso le elezioni del 2021.

Oltre alle implicazioni legali, la vicenda merita un’analisi politica approfondita, soprattutto considerando che una delle persone coinvolte è stata nominata assessore al bilancio della Città metropolitana.

In questo clima di tensione e sospetto, emergono ulteriori preoccupazioni sulla trasparenza e l’integrità delle istituzioni locali facenti capo al partito democratico.

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