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Contro lo spopolamento di Venezia. Un modello per riportare le famiglie in città

2 minuti di lettura
Il trend negativo che vede Venezia, ogni giorno di più, spopolarsi può essere invertito. Ne è convinto il Cerv, il consorzio delle Cooperative edilizie del Veneto, che ieri, in occasione del suo quarantesimo anno di attività, ha presentato, con un convegno svoltosi a Palazzo Franchetti, “Modello Venezia”, un vero e proprio dossier che propone una serie di interventi per riportare le famiglie, in primis le giovani coppie, in Centro storico.

 
 

La proposta, supportata da uno studio approfondito realizzato dalla società di ricerche Smart Land e integrato da un’analisi dell’università Iuav, è stata al centro di un vivace e interessante dibattito a cui ha preso parte, in rappresentanza del Comune, l’assessore all’Urbanistica, Massimiliano De Martin.

 
 

Il “Modello Venezia” propone in particolare il recupero di contesti ora abbandonati, dove realizzare case “accessibili”, con prezzi e canoni più agevolati rispetto al mercato, e che coniughino le esigenze di riduzione dei consumi energetici con il comfort abitativo. Il tutto da attuarsi, è stato sottolineato nel corso dei lavori, ovviamente, con la collaborazione, e la “regia”, del Comune di Venezia, per favorire magari, in tempi brevi, l’avvio di alcuni interventi “campione” in aree già individuate.

 
 

“Sono sicuramente – ha osservato De Martin – proposte interessanti e ben articolate, in un ambito, tra l’altro, in cui questa Amministrazione comunale sta dandosi molto da fare, promuovendo già interventi, e investimenti, importanti. Non solo per fermare la ‘decrescita’, che le proiezioni statistiche confermano almeno sino al 2028, ma per favorire l’insediamento di nuove famiglie. Seppure sempre alle prese con la scarsità di risorse, sul fronte prettamente abitativo ricordo ad esempio la realizzazione di 57 nuovi alloggi a canone agevolato riservati alle giovani coppie o a giovani sotto i 30 anni, o il restauro di una quarantina di appartamenti comunali oramai fatiscenti.
Ma stiamo lavorando anche per rendere la città più ‘appetibile’ a chi la abita o vorrebbe abitarla, migliorando una serie di servizi: dalla creazione di nuovi posti barca e di ormeggio, allo scavo dei rii (ripresi dopo anni), alla manutenzione e messa in sicurezza degli edifici scolastici e degli impianti sportivi, ad un più razionale metodo di raccolta dei rifiuti. A livello normativo abbiamo emesso una serie di provvedimenti per limitare l’aumento delle strutture ricettive, disciplinare l’attività dei take-away”, favorire, con la riduzione della Tari, i negozi di vicinato. Ogni contributo che arrivi per affiancarci in questo lavoro è ovviamente gradito: non ci servono però ‘compiti da fare’ ma proposte che abbiano solide basi, che prevedano finanziamenti sicuri, nonché costi e tempi di realizzazione certi.”

 
 

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