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Addolciamo l'autismo. Laboratorio di pasticceria al Gris

1 minuti di lettura

L’istituto Costante Gris di Mogliano ha trovato alloggio a una stupenda iniziativa per aiutare i giovani affetti da autismo.

 

Si tratta del progetto “Addolciamo l’Autismo” affiliato ad ANGSA, ovvero un laboratorio di pasticceria per ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Sono sette giovani, di età compresa tra i 19 e i 24 anni, che hanno completato il ciclo di studi presso istituti alberghieri trevigiani e che producono degli ottimi biscotti. Sono assistiti amorevolmente da 15 volontari.

 

A dirigere il laboratorio è Stefania Ruggero, che ci ha detto: “Devo rivolgere un caldo ringraziamento all’ex direttore del Gris, Annalisa Basso, che lungimirante ci ha accolti con entusiasmo, affidandoci dei locali dove svolgere la nostra attività.”

 

“Ora il Commissari dell’Istituto, Stefano Guerra, sta proseguendo l’opera avviata dalla Basso che ha ravvivato gli spazi del Gris, accogliendo molte attività e associazioni cittadine e dando un nuovo fermento a questo vecchio istituto nato per curare gli ammalati di pellagra.”

 

“Abbiamo concluso il 13 dicembre scorso una convenzione con l’istituto Gris – prosegue la Ruggero – e ci è stato assegnata per il nostro laboratorio di pasticceria la vecchia casetta dove una volta c’erano il bar e lo spaccio. La stiamo ristrutturando e mettendola in sicurezza grazie alle donazioni dei Rotary Club di Treviso e all’aiuto disinteressato dell’associazione Alpini di Agostino Zanardo.”

 

“Un valido aiuto lo sta dando a titolo gratuito l’architetto Davide Bortolato, che segue tutti i lavori di ristrutturazione, e Luigino, storica figura di tutto fare del Gris, sempre disponibile per noi.”

 

“Per il momento i biscotti che i nostri ragazzi producono vengono regalati, ma per un prossimo futuro stiamo studiando il modo di avviare una attività che possa dare anche dei guadagni e un lavoro ai nostri sette assistiti.”

 

“Nostra intenzione – conclude la Ruggero – è creare un ponte tra il passato e il futuro, aprendo il nostro nuovo laboratorio a tutte le associazioni che qui trovano ospitalità e alle persone che assistono. Da noi potranno fermarsi a chiacchierare e magari a bere un caffè offerto dai nostri ragazzi, ricreare insomma l’ambiente pieno di vita e ospitale come una volta era lo spaccio.”

 
 

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