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Candeora Candeora dell’inverno semo fora

3 minuti di lettura

Ieri si è celebrata la festa liturgica della Presentazione di Gesù al tempio, dopo 40 giorni dal Natale.

TREVISO. Infatti ancora nelle chiese sono allestiti i presepi e vi sono i simboli natalizi. Ma questa non è solo una festa religiosa, in cui un tempo venivano portati i bambini per la benedizione; anche qui a Treviso ve ne è memoria.

Quest’anno i sacerdoti nelle loro prediche non hanno messo il focus sulla Luce, sull’accensione delle candele, ma sull’incontro di persone come la sacerdotessa Anna e Simeone con Gesù.

Per il secondo è stata una conferma di quello che si era prefisso nella sua vita:  infatti lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Quindi il fatto che si sia realizzata questa profezia lo rende sereno nell’affrontare tutto ciò che verrà. Una specie del Let it be, un lasciare andare le cose come il Signore vorrà.

La sacerdotessa Anna invece è una donna anziana e vedova, sfiduciata , che non ha più prospettive.

L’incontro con il Signore gliela fa cambiare completamente. Si crea una inversione / conversione di tendenza . La morte e la tristezza che portava nel cuore diventa vita , che vuole comunicare a tutti quelli che incontra.

Al di là del significato del testo religioso, è interessante notare come questi spesso siano due modi comuni di affrontare la vita e come un evento speciale può cambiare tutto.

Anche il mondo bizantino celebra il 2 febbraio  la festa dell’Ipapante (o Hypapantì), che è una delle dodici grandi feste bizantine che commemora la Presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo la nascita.  Il termine greco Hypapantì significa “Incontro“, indicando il momento in cui Cristo incontra l’umanità, rappresentata da Simeone e dalla profetessa Anna. 

Ma vi sono anche dei riti più laici che segnano questo cambio meteorologico e astronomico.

In America del nord  la tradizione vuole che in questo giorno si debba osservare il rifugio di una marmota monax; se, quando l’animale compare, non è possibile vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l’inverno finirà presto, se invece l’ombra si vede perché è una bella giornata l’inverno continuerà per altre sei settimane.

Il primo giorno della marmotta venne festeggiato a Punxsutawney  (in Pennsylvania) il 2 febbraio 1887. La tradizione ha origine da credenze associate alla Candelora (in inglese Candlemas Day); nonostante ci si riferisca spesso al 2 febbraio come ad uno dei cosiddetti quarter-days, si tratta in realtà di un cross quarter day.

Nella tradizione britannica e irlandese, i quarter days erano le quattro date nelle quali veniva assunta la servitù e venivano pagate le rate e gli affitti. Questi giorni cadevano in coincidenza con delle feste religiose distanti all’incirca tre mesi l’una dall’altra L’odierna importanza dei  quarter days è limitata, anche se alcuni tipi di pagamenti in Inghilterra hanno ancora scadenza nei vecchi quarter days inglesi.

Un cross-quarter dayè un giorno che cade circa a metà tra un equinozio (di primavera o d’autunno) ed un solstizio (d’estate o d’inverno). Nel caso del 1º febbraio, ad esempio, tale data si viene a collocare tra il solstizio d’inverno (21 dicembre), la notte più buia dell’anno, e l’equinozio di primavera (21 marzo), in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata; in termini simbolici, dunque, è il momento di mezzo tra l’oscurità invernale e una condizione di equilibrio. Questi giorni hanno origine come feste pagane nell’Europa settentrionale e nelle isole britanniche, e sopravvivono in epoca moderna come festività neopagane. I cross-quarter days segnano tradizionalmente l’inizio di primavera, estate, autunno e inverno e sono rispettivamente: Imbloc(1 febbraio), Beltane o Beltain (1 maggio), Lughnasadh o Lammas (1 agosto), Samahain(1 novembre). Assieme ai solstizi e agli equinozi (Yule, Ostara, Litha e Mabon), formano le otto festività solari della ruota dell’anno neopagana. Vengono spesso celebrate nella sera del giorno prima.

Esistono feste cristiane e secolari che corrispondono all’incirca ad ognuno di questi quattro giorni, e alcuni sostengono che trarrebbero origine come adattamento delle feste pagane, anche se questo è materia di discussione. Le feste corrispondenti sono: Presentazione del Signore e Giorno della marmotta (2 febbraio); Notte di Walpurgis(30 aprile) e Calendimaggio(1 maggio); Lammas(1 agosto); Halloween (31 ottobre), Tutti i Santi (1novembre) e Commemorazione dei Defunti (2 novembre).

Eccoci dunque ritornati al punto di partenza: come il calendario meteorologico e astronomico siano così importanti per la vita degli uomini sulla terra  che tutte le culture lo tengono in considerazione e come la religione cristiana abbia fatto coincidere alcune sue date chiave proprio con questi momenti dell’anno.

Anche i detti popolari ne sono testimonianza. Per concludere ne citiamo uno della tradizione statunitense che deriva da una rima scozzese:

If Candlemas Day is bright and clear, there’ll be two winters in the year.
(Se alla Candelora il cielo è limpido, ci saranno due inverni nell’anno)

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