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Abbonato no vax, la replica della palestra: “Abbiamo agito correttamente”

4 minuti di lettura

In merito all’articolo pubblicato in data 8 dicembre 2021 sul nostro quotidiano online dal titolo “Denuncia all’Agcom pratica contrattuale ritenuta scorretta. Mestrino radiato da tutte palestre WebFit”, la nostra Redazione pubblica la seguente comunicazione ufficiale di smentita.

Quanto riportato all’interno del comunicato stampa intitolato “Denuncia all’Agcom pratica contrattuale ritenuta scorretta. Mestrino radiato da tutte palestre Webfit”, pubblicato on-line in data 08.12.2021 – a firma della Redazione – non è veritiero oltre che ad fornire una versione palesemente “di parte” volutamente incompleta del reale svolgersi dei fatti.

Il sig. Andrea Gavagnin, infatti, NON è stato espulso dai centro fitness Webfit per aver effettuato una segnalazione all’Agcom ma è stato espulso a causa del suo perdurante contegno lesivo dei diritti non solo degli altri utenti della palestra ove si recava ma anche degli addetti Webfit che prestavano assistenza e spiegazioni al Vostro assistito.

Il sig. Andrea Gavagnin non solo ha vibratamente e animatemente sempre sostenuto – fin dal primo giorno di riapertura della palestre Webfit di Mestre (ove si allenava) – l’inutilità della campagna vaccinale per la prevenzione della diffusione del virus da Sars-CoV-2 (detto anche “Covid-19) dibattendo oltremodo con eccessiva foga e tenacia con gli altri utenti della palestra ma ha, altresì, deciso di non aderire alla predetta campagna vaccinale pretendendo, comunque, di accedere ai locali adibiti a palestre/centro-fitness di Webfit sia pur sprovvisto della obbligatoria certificazione ex lege prevista denominata “Green-pass”.

Come certamente è a Vostra conoscenza, l’accesso a qualunque locale adibito a palestre/centro-fitness (così come pure a tutti i pubblici esercizi) è consentito obbligatoriamente ed esclusivamente al soggetto titolare di “Green-pass” pena l’irrigazione di pensanti sanzioni per gli esercenti l’attività (Decreto Legge n.105 del 23.07.2021).

Trattasi di misura ex lege imposta per salvaguardare la salute pubblica in un momento di emergenza sanitaria.

Il sig. Andrea Gavagnin, già resosi responsabile di comportamenti al limite della violenza (nei suoi dibattiti sulla validità del vaccino de quo) nei confronti degli altri utenti della palestra ove si recava (di ciò vi è prova scritta rappresentate dalla lamentele pervenute da altri clienti), successivamente all’entrata in vigore dell’obbligo del c.d. “Green-Pass”, si è recato plurime volte presso la palestre Webfit di Mestre “pretendendo” di accedervi seppur sprovvisto del predetto certificato obbligatorio e generando discussioni, ai limiti del litigio, con gli addetti Webfit e, conseguentemente, tensione verso e nei confronti degli utenti che non potevano così liberamente e legittimamente svolgere la loro attività ginnica. In tali occasioni il sig. Gavagnin minacciava costantemente il personale di Webfit che avrebbe sporto nei loro confronti denuncie-querele per “abuso d’ufficio” (ex art.323 c.p.), per “sostituzione di persona” (ex art.494 c.p.), per “violenza privata” (ex art. 610 c.p.) nonché per violazione della privacy.

In conseguenza del contegno oltremodo polemico del sig. Gavagnin all’interno dell’ingresso della palestra Webfit di Mestre (VE), la mia assistita è stata costretta a giustificare tali avvenimenti nei confronti dell’utenza tutta che, conseguentemente, si trovava a non comprendere lo stato di agitazione del Vostro assistito.

La società mia assistita – anche per il tramite dei propri dipendenti – ha sempre correttamente motivato al sig. Gavagnin l’impossibilità di consentirgli l’accesso e, altresì, ha proposto a quest’ultimo la possibilità di chiedere la sospensione del suo abbonamento per la durata di tre mesi (circostanza contrattualmente prevista) nella speranza che lo stato di emergenza sanitaria si attenuasse e, quindi, nella speranza di abolizione del c.d. “Green-pass”; possibilità, quest’ultima rifiutata dal sig. Gavagnin che, a sua volta, ha proposto soluzioni transattive insuscettibili di trovare accoglimento in quanto sprovviste di qualsivoglia fondamento normativo e contrattuale (i.e.: il sig. Gavagnin richiedeva di “permutare” il suo abbonamento con una “spin-bike” e/o con un set di pesi).

Purtroppo, quindi, a causa dei perduranti contegni assunti dal sig. Andrea Gavagnin all’interno dell’ingresso della palestra di Mestre (VE) e del conseguente costante disagio arrecato all’utenza della stessa (vi sono plurime dichiarazioni scritte di abbonati che si lamentano del comportamento del sig. Gavagnin) la società mia assistita è stata costretta ad emettere il provvedimento di esplusione del predetto soggetto che gli è stato consegnato a mano in data 19.10.2021.

Ciò posto, NON CORRISPONDE AL VERO quanto da Voi riportato nel comunicato stampa de quo laddove affermate che:
“Da quel giorno, l’impiegato 45enne non ha mai ottenuto alcuna risposta sulla motivazione a base di quella drastica scelta. Non sono bastate 11 pec e una infinità di telefonate per capire la causa dell’espulsione, perché le risposte da parte dei responsabili della palestra si sono limitate a citare l’articolo 15 delle condizioni generali del contratto … omissis… Ma cosa avrebbe fatto Andrea Gavagnin di così oltraggioso da essere espulso da tutte le palestre Webfit d’Italia? Pur sollecitati in tutti i modi, i responsabili del centro fitness non hanno risposto. Ma, ripercorrendo la vicenda, la spiegazione pare chiara. Vediamo. Alla riapertura delle palestre, il 24 maggio 2021, dopo la chiusura forzata causata dalla pandemia, l’impiegato mestrino è stato informato dalla WebFit sulle novità contrattuali. Due le possibilità messe disposizione di Gavagnin, che avanzava ancora 105 giorni dell’abbonamento sottoscritto l’anno prima e poi bloccato dal Covid. La prima: accettare un voucher per i giorni rimanenti, contando però che al successivo rinnovo avrebbe dovuto ripagare l’iscrizione e vedere aumentato l’abbonamento del 35%. Oppure, seconda possibilità, rinunciare al voucher e ripagare l’abbonamento senza iscrizione annuale e senza aumenti. Gavagnin ha scelto, obtorto collo, la seconda opzione ma a metà agosto ha deciso comunque di scrivere all’Agcom per denunciare la proposta contrattuale ritenuta scorretta. Pochi giorni dopo, guarda caso, è arrivata la notifica di espulsione che non prevede alcuna restituzione dei soldi pagati per l’abbonamento annuale”.

Alla riapertura delle palestre, i clienti di Webfit S.r.l. potevano scegliere fra tre diverse opzioni:

  1. rinnovo dell’abbonamento al prezzo in vigore “ante-Covid” (238,80€) rinunciando al voucher di recupero per la durata del periodo di chiusura (210 giorni dal 26/10/2020 al 23/05/2021)
  2. rinnovo dell’abbonamento al prezzo nuovo (322,80€) più il voucher da utilizzarsi alla scadenza dell’abbonamento e, quindi, prolungando la durata dello stesso;
  3. rilascio di un voucher di recupero per la durata del periodo di chiusura.

Il sig. Andrea Gavagnin ha liberamente optato per l’opzione di cui al punto 1. sopra riportato.
Il sig. Andrea Gavagnin, quindi, ha ottenuto comunque un “vantaggio/ristoro” che gli ha consentito di conteperare gli effetti negativi provocati dal noto evento pandemico relativamente al contratto a prestazioni corrispettive sottoscritto con Webfit S.r.l.

Purtroppo, anche a seguito della sua esplusione il sig. Gavagnin ha perseverato nel condurre, in danno dei dipendenti di Webfit S.r.l., un atteggiamento ai limiti di quanto previsto dall’art. 612-bis c.p. subissandoli di minacce di denuncia-querela, di richieste a mezzo email e PEC e telefonate con cui richiedeva che gli venissero esposte le ragioni del provvedimento di espulsione (motivazioni chiaremente espresso all’interno dello stesso provvedimento!).

Ciò posto, risulta del tutto evidente come – nel caso di specie – il sig. Andrea Gavagnin non sia vittima di alcunchè se non del proprio contegno.

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