Sono oltre 200 le storie di emigrazione raccolte all’interno del Mei, 1.300 le immagini d’archivio conservate ora alla Commenda di San Giovanni di Prè. Ad accogliere i visitatori, sarà una videoproiezione 3D di Francesco Sivori, nonno materno di Papa Francesco.
I visitatori non solo potranno vivere esperienze virtuali a 360 gradi con stanze e oggetti, ma anche consultare oltre 5 milioni di documenti di viaggio di emigrati italiani.
Genova è una città fortemente legata all’emigrazione: dal suo porto sono partiti milioni di italiani diretti alle Americhe, all’Africa, all’Asia e all’Australia.
A Genova, da tutta Italia, sono arrivati uomini e donne che lasciavano tutto – lavoro, casa, affetti – per un viaggio senza ritorno.
Le storie di vita dei migranti sono narrate attraverso fonti di prima mano, come le autobiografie, i diari, le lettere, le fotografie e attraverso i giornali.
Un museo avvincente ed empatico, multimediale e interattivo, dove “fare esperienza”. Lettaralmente, l’ultima frontiera dell’innovazione nei musei dove vedere, ascoltare, imparare e mettersi alla prova negli allestimenti scenografici di uno degli edifici medievali più antichi della città, che in origine dava ospitalità ai pellegrini.
Il MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, ospitato all’interno della Commenda di San Giovanni di Prè, si sviluppa su 3 piani divisi in 16 aree dove si può ripercorrere le molteplici storie delle migrazioni italiane, dall’Unità d’Italia (e ancora prima) alla contemporaneità.
Il museo è in stretta relazione con il Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e in particolare con il vicino Galata Museo del Mare, che ospita la sezione sui viaggi transoceanici “Memoria e Migrazioni” e la sezione sull’immigrazione, “Italiano anch’io”.
“Un luogo unico, pieno di multimedialità per rivivere le speranze, i dolori e i sacrifici degli immigrati italiani, storie che non possono essere dimenticate e che vanno tramandate alle future generazioni”. questo il messaggio del Ministro della Cultura Dario Franceschini in occasione dell’inaugurazione del Museo nazionale dell’emigrazione italiana, nato dall’accordo tra MiC, Regione Liguria e Comune di Genova.
“La prima volta che sono andato a Ellis Island – ha proseguito il ministro – ho potuto vivere le emozioni straordinarie che trasmette quel luogo: le storie degli immigrati, gli arrivi, le separazioni e i dolori. Abbiamo immaginato che anche lo Stato Italiano dovesse creare un luogo importante, all’altezza delle storie straordinarie dei nostri emigrati, e la scelta non poteva che cadere su Genova per quello che ha rappresentato rispetto al tema immigrazione. Il progetto è andato avanti molto velocemente, complimenti a tutti coloro che lo hanno realizzato in un tempo così breve”.
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