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Precari Prefettura: quando lo Stato licenzia lo Stato

1 minuti di lettura

Fp Cgil in assemblea e presidio coi dipendenti della Prefettura in solidarietà ai loro ex colleghi-

VENEZIA – Si è svolta oggi 13 gennaio l’assemblea del personale dipendente della Prefettura di Venezia indetta dalla Fp Cgil in solidarietà al personale precario in presidio in Campo San Maurizio.

«Siamo in una situazione paradossale – dichiara Franca Vanto, Fp Cgil – ci lamentiamo della troppa burocrazia e delle lungaggini amministrative e contemporaneamente non si rinnovano i contratti a lavoratori e lavoratrici che sono stati finora ritenuti fondamentali» .

«Durante l’assemblea, a cui hanno partecipato circa trenta lavoratori, segno di come sia molto sentita la tematica, molti sono stati gli interventi di vicinanza espressi dai dipendenti della Prefettura nei confronti dei loro ex colleghi in mobilitazione e che sono scaturiti in un comunicato di solidarietà» . Una rappresentanza di lavoratori ha partecipato al presidio al termine dell’assemblea.

IL COMUNICATO – I lavoratori della prefettura di Venezia esprimono la propria solidarietà e vicinanza ai colleghi lavoratori e lavoratrici in somministrazione, in Presidio in Campo San Maurizio, lasciati a casa senza stipendio, in un momento difficile, di crisi economica e inflazione a due cifre.

La grave carenza di personale che attanaglia da tempo tutti gli uffici pubblici veneziani e in particolare la Prefettura (al 38% della dotazione prevista!), costringe tutti noi lavoratori a pressanti carichi di lavoro con il rischio di paralisi in alcuni servizi.

L’apporto dato dai lavoratori interinali è stato indispensabile per il funzionamento dello Sportello Unico per l’Immigrazione, dimostrando competenza e capacità, a tutela peraltro delle fasce più deboli, gli immigrati, che necessitano dei documenti per lavorare, vivere ed integrarsi.

Pur ribadendo la necessità di ingresso nella Pubblica Amministrazione attraverso procedure concorsuali, viste le lungaggini relative all’assunzione dei vincitori per quelle già bandite, si confidava nell’inserimento di una clausola sociale che garantisse la prosecuzione del loro rapporto di lavoro (viste le competenze già acquisite) all’interno del nuovo bando per lavoro interinale emanato dal Ministero dell’Interno.

Sconcertati dal lassismo e dalla mancanza di visione della politica in merito, auspichiamo una soluzione che metta assieme gli interessi della collettività e quella dei lavoratori, garantendone l’occupazione.

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