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Ogni giorno, doniamo solidarietà

1 minuti di lettura

Viviamo in una società in deficit di empatia. Siamo sempre più l’espressione di un pianeta interconnesso e fluido in cui prevalgono la competitività e i sentimenti egoistici, dove le nostre azioni hanno un impatto immediato, dove le emozioni devono essere veloci e poco coinvolgenti perché già destinate a lasciare minime tracce nella nostra memoria.

Le immagini di dolore, di vuoto e di solitudine che ci vengono proposte o che osserviamo di sfuggita durante l’arco della giornata ci commuovono e ci creano disagio solo per quel breve tempo necessario per far pace con la nostra coscienza per poi lasciare lo spazio a qualcosa di più piacevole e rasserenante.

Appunto proviamo il sentimento di pietà, ma non siamo empatici; non riusciamo a vedere la sofferenza attraverso gli occhi e sentire il dolore degli sguardi compassionevoli che ci implorano di donare il nostro aiuto perché siamo intrappolati nella prigione della nostra mente che ci vede assumere posizioni di superiorità che limitano la capacità di interazione.

Ecco perché l’empatia è un’emozione forte e deve essere vista come un ponte verso la comprensione che permette di metterci nei panni dell’altro e ci incoraggia ad offrire il nostro aiuto.

Doniamo solidarietà, in qualsiasi forma ed aspetto, perché è l’unico antidoto capace di scardinare le barriere del nostro IO pressoché volutamente impenetrabile, in grado di demolire la nostra nuda logica identitaria ed egoistica che ci fa vedere gli altri come esseri inferiori.

Adottiamo un atteggiamento di benevolenza e comprensione per chi versa in condizioni di indigenza, per chi necessita di assistenza o più semplicemente per chi non si sente ascoltato, riconosciuto e, in ultimo, amato.

Ogni istante della nostra vita è un’occasione per riscoprire la nostra identità e per rivoluzionare il nostro modo di agire, donando una parte di sé e della propria energia vitale.

Sono quei piccoli miracoli che ci tengono in vita e che ci fanno trepidare ancora il cuore.

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